Dopo che Silla ebbe domato i più ingrati degli uomini, tuttavia, in onore dei morti sacrificò le proprie celebrazioni e la gloria. Poi, dopo che ebbe disperso i presidii del re in Eubea e in Beozia, (ne) distrusse tutte le truppe in una guerra presso Cheronea e in un'altra guerra presso Orcomeno, e immediatamente, passato in Asia, sbaragliò il re stesso. E (questi) sarebbe stato debellato, se (Silla) non evesse preferito trionfare su Mitridate velocemente più che veramente. E allora di certo Silla aveva dato all'Asia questo assetto: fissato un patto con gli abitanti del Ponto, ricevette la Bitinia dal re Nicomede e la Cappadocia da Ariobarzane. L'Asia nuovamente nostra, soltanto con Mitridate cacciato. Così questa cosa non abbattè gli abitanti del Ponto, ma lì infiammò. Infatti il re, preso all'amo in Europa e in Asia, rivendicava l'Asia secondo il diritto di guerra, non come terra altrui, ma poiché l'aveva persa, come rubata. E così, come gli incendi estinti con poca sicurezza rivivono con maggior fiamma, così quello, da capo, dopo aver accresciuto le truppe in misura maggiore, con tutta la mole del suo regno avanzava di nuovo verso l'Asia, per mare, per terra e attraverso i fiumi.
Versione tratta da: Floro