Romani multos deos venerabantur, qui, ut putabant, alius alio modo hominum vitam tangebant. Iuppiter enim, rex deorum, caelum regebat, et imbres diesque serenos dispensabat. Cum igitur fortunis hominum praesse videretur, atque in bello victoriam dare, Optimus et Maximus vocabatur et in urbe templis splendidis colebatur. Uxor eius Iuno uxoribus Romanis fortunam bonam dabat. Alii dei victum hominibus suppeditabant, alii donis eos adiuvabant; in his Ceres frumentum, fructus Pomona, vites Liber dabat; Faunus agros fertiles efficiebat, ovibusque lupos arcebat; ignis a Volcano acceptus est, aqua a Neptuno.
I Romani veneravano molti dei, i quali, come credevano chi in un modo chi nell'altro toccavano la vita degli uomini. Infatti Giove, re degli dei, comandava il cielo, e dispensava temporali e giorni sereni. e che desse la vittoria nella guerra, era chiamato Ottimo e Massimo era venerato nella città (a Roma)con templi splendidi. Sua moglie Giunone dava alle mogli Romane la buona fortuna. Alcuni dei procuravano vittime agli uomini altri li aiutavano con doni; tra questi Cerere dava frumento, Pomona frutti e Libero vino; Fauno rendeva fertili i campi e teneva lontani i lupi dagli agnelli; il fuoco fu ricevuto da Vulcano, l'acqua da Nettuno.
Presso gli antichi popoli erano venerati molti dei. I romani spesso sacrificavano vittime sugli altari degli dei, a dei e dee venivano offerti templi, istituivano giochi sacri. Saturno un tempo era venerato come dio della terra e dei campi. I romani attribuivano a Nettuno, figlio di Saturno e Rea, i dominio delle acque: quindi i templi di Nettuno erano edificati presso le coste in luoghi ameni. Eolo, il signore dei venti, veniva spesso invocato dai marinai. Anche Giove e Giunone erano figli di Saturno: Giove, il signore del cielo, reggeva il potere degli dei, Giunone era ritenuta la regina delle dee. Anche Minerva, protettrice di Atene, era venerata dai romani con vittime o sacrifici, non solo per la sua sapienza ma anche perché sorvegliava la guerra e la milizia con grande abilità e dava la riuscita favorevole dei combattimenti. Febo era venerato per i suoi oracoli di Delfi, perché il dio annunciava attraverso la Pizia gli ordini divini a uomini e donne. Gli altari o i templi a Diana erano costruiti nei boschi: spesso per la dea venivano sacrificati sugli altari cinghiali o cerve. Vesta, la dea del focolare, veniva venerata da ragazze e signore. Il fuoco veniva sempre alimentato nel tempio da ragazze consacrate a Vesta. Mercurio era considerato il protettore non solo del commercio ma anche dei furti. Infatti proteggeva sempre gli affari, anche quando erano fatti con l'inganno, poiché avevano una natura astuta.
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Gli dei di Roma (I)
Presso il popolo dei Romani vengono adorati molti dei: i Romani infatti immolano spesso vittime sugli altari degli dei, dedicano templi agli dei e alle dee, ordinano degli spettacoli sacri. Viene venerato Saturno, dio della terra e dei campi. Rea invece è la madre della terra e degli dei. I Romani attribuiscono il dominio delle acque a Nettuno, figlio di Saturno e Rea: quindi i templi di Nettuno vengono costruiti presso le spiagge in luoghi ameni. Eolo, re dei venti, viene spesso invocato dai marinai. Anche Giove e Giunone sono figlio e figlia di Saturno: Giove, signore dei cieli, governa il regno degli dei, Giunone e ritenuta la regina delle dee. Minerva, protettrice di Atene, è onorata anche dai Romani con vittime e sacrifici, non solo per la sua saggezza, ma anche per l’abilità di guerra: infatti Minerva protegge l’esercito e le truppe e procura un felice esito delle battaglie.
Latino a scuola latino a casa Gli dei di Roma (II)
Apollo è adorato per il suo oracolo Delfico: infatti il dio, per mezzo di Pizia, riferisce le volontà degli dei agli uomini e alle donne. Nei boschi vengono edificati altari o templi per Diana: la dea, infatti, caccia con frecce e lance spietate le bestie feroci e spesso procura la preda ai cacciatori, perciò spesso vengono sacrificati sugli altari cinghiali e cerve per la dea. Vesta, dea del focolare, è venerata dalle fanciulle e dalle matrone. Dalle fanciulle consacrate a Vesta viene sempre alimentato un fuoco. Mercurio è considerato non solo il protettore del commercio, ma anche degli stratagemmi. Infatti, con indole scaltra, protegge sempre gli affari, anche quando vengono conclusi con un raggiro. Nelle strade e nei quartieri di Roma si incontrano grandi templi e numerosi santuari. Ma ci sono molti altri dèi dei Romani che popolano i campi o le case. Termino protegge i confini dei campi, i Penati o i Lari custodiscono le dispense delle case. Inoltre spesso, anche le anime dei morti sono venerate dai Romani e vengono chiamate Mani.
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Presso il popolo dei Romani erano venerati molti dei. Spesso infatti i romani uccidevano vittime sugli altari degli dei, consacravano templi agli dei e alle dee, istituivano giochi sacri. Saturno era venerato come dio della terra e dei campi. Invece, Rea, era la madre della terra e degli dei. A Nettuno, il figlio di Rea e di Saturno, i Romani attribuivano il governo delle acque, infatti i templi di Nettuno venivano edificati presso le spiagge, in luoghi ridenti. Anche Giove e Giunone erano figlio e figlia di Saturno: Giove, signore del cielo, governava il regno degli dei, Giunone era considerata la regina delle dee. Minerva, la protettrice di Atene, era venerata per mezzo di vittime anche dai Romani, non solo per via della sua conoscenza, ma anche per l’esperienza delle battaglie: infatti Minerva proteggeva la vita militare e le truppe.
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> I Romani venerano molti dei. Il primo dei quali è Giove, il quale viene definito padre degli dei e delle dee. Poi nel novero degli dei ci sono saturno, antico dio dell’agricoltura, mercurio protettore del commercio e della ricchezza e messaggero degli dei, Nettuno dio delle acque, Giano dio della pace e della guerra e infine Vulcano, dio del fuoco il quale ha la sua officina all’interno dell’Etna. Nella schiera delle dee ci sono Diana, dea delle bestie feroci e dei boschi, Vesta protettrice della famiglia e Minerva, dea della conoscenza. I Romani celebrano gli dei con diverse cerimonie e sacrifici: agli dei e alle dee del cielo vengono sacrificate vittime bianche, agli dei e alle dee degli inferi vengono sacrificate vittime nere; alle ninfe dei boschi e delle acque vengono offerte corone di mirto e di alloro.
Da servio Onorato