Apud antiquos innumeri dei erant. Graeci et Romani super aris non unius dei, sed multorum deorum victimas sacrificabant, deis superis et deis inferis. Incolae Athenarum, litterarum domicili et patriae philosophiae praecipue Minervam colebant, sapientiae deam et Romani Neptunum, Saturni et Rheae filium totius pelagi dominum. Inter ludos Romani tauros Saturno sacrificabant et otium equis et equabus concedebant. Graeci autem non uni deae Minervae victimas praebebant, nec Romani uni deo Neptuno sed multis deis et deabus
Presso gli antichi esistevano (c'erano) innumerevoli dei. I Greci e i Romani sacrificavano le vittime sugli altari non di un solo dio, ma di molti dei, agli dei celesti e agli dei inferi. Gli abitanti di Atene, sede delle lettere e patria della filosofia, veneravano soprattutto Minerva, dea della sapienza e i Romani (sott. veneravano) Nettuno, figlio di Saturno e di Rea e padrone di tutto il mare. Durante i giochi i Romani sacrificavano tori a Saturno e concedevano il riposo ai cavalli e alle cavalle. I Greci invece non offrivano vittime alla sola dea Minerva, né i Romani al solo dio Nettuno, ma a molti dei e dee.