Alexander ad urbem Celaenas copias duxit. Eo tempore inter moenia urbis fluebat Marsyas amnis, fabulosis Graecorum carminibus inclitus. Fons eius ex summo montis cacumine excurrit in subiectam petram et magno fragore aquarum cadit; inde subluit radices collis et proximos campos rigat. Itaque color eius, placido mari similis, fictam poetarum narrationem genuit: nam, ut fabulae narrant, Nymphae, amore amnis retentae, in ea rupe considerunt. Flumen, quamdiu intra muros fluit, nomen suum retinet; at, cum extra munimenta fluit et maiore vi ac mole undas agit, incolae nomine Lycum appellant.
Alessandro condusse le milizie alla città di Celene. In quel momento tra le mura della città scorreva il fiume Marsia, celebre grazie ai favolosi carmi dei greci. La sua fonte scorre dall'elevatissima cima del monte sulla roccia collocata sotto e cade con grande fragore delle acque; da lì scorre sotto i piedi del colle ed irriga i campi. Pertanto il suo colore, simile al mare tranquillo, scaturì la fantasiosa narrazione dei poeti: infatti, come le favole narrano, le ninfe, trattenute dall'amore del fiume, si stanziarono su questa rupe. Il fiume, per tutto il tempo che scorre tra le mura, mantiene il proprio nome; ma, quando scorre al di fuori delle fortificazioni e spinge le onde con maggior forza e mole, gli abitanti lo chiamano con il nome di Lico.
(By Maria D. )
Versione tratta da Curzio Rufo