Eurydice pulchra puella erat et Orpheus, clarus poeta, amat et in coniugium ducit; sed eam vipera mordet et puella vitam amittit. Tum miser poeta in umbrarum regnum descendit. Inferos deos lyrae sono movere et novam nuptam reportare in terram desiderat. Proserpinam Inferorum reginam, multis lacrimis orat: "Caram nuptam mihi redde". Proserpina lyrae sono laeta: "Nupta rursus tua erit: eam tamen videre potes cum Inferos relinques, nisi meo imperio obtemperaveris, magna rursus in tenebras ruet. Orpheus deae imperio non obtemperat et spectat nuptam, quae subito in Inferos praecipitat. Orpheus Proserpinam frustra iterum orat: dea firma est. Deourum imperio semper obtempeare decet.

Euridice era una bella fanciulla ed Orfeo, il famoso poeta, l'amava e la sposò; ma una vipera la morse e la fanciulla morì (perse la vita). Allora il povero poeta discese nel regno delle ombre. Desiderava commuovere gli dèi degli Inferi con il suono della lira e riportare la sposa novella sulla terra. Pregò con molte lacrime Proserpina la regina degli inferi: "restituiscimi la cara sposa." Proserpina allietata dal suono della lira: "la sposa sarà di nuovo tua: tuttavia tu puoi vederla quando lascerà gli Inferi, se non avrai obbedito al mio comando, la sposa cadrà di nuovo nelle tenebre. Orfeo non obbedì all'ordine della dea e guardò la sposa, che precipitò immediatamente negli Inferi. Orfeo pregò inutilmente Proserpina per la seconda volta: la dea fu irremovibile. Conviene sempre obbedire all’ordine delle divinità. (by Maria D. )