Aurea aetas prima fuit; tunc nec poenae nec formido fuerunt: homines, sine iudicibus tuti erant et sine legibus ius servabant. Nondum altae naves in liquidas undas descendebant, nondum nautae per maria peragrabant, nondum moenia et fossae urbes cingebant; non tuba, non galea, non ensis erat; sic iucunda otia gentes securae agebant. Tellus, non saucia vomeribus vel rastro, poma et fruges sine hominum cultura dabat; homines arbutea poma et montana fraga et glandes ab arbore Iovi sacra legebant. Ver erat aeternum placidique zephyri flores sine semine natos mulcebant. Flumina lactis, flumina nectaris fluebant, flavaque mella de ilice stillabant. Sed aurea aetas diuturna non fuit: mox pervenit argentea proles, deinde, postrëma, aenea aeta.
L'età dell'oro fu la prima; a quel tempo non vi furono né le pene né la paura: gli uomini, erano tutelati senza giudici e osservavano il diritto senza leggi. Le alte navi non discendevano ancora nelle liquide onde, i marinai non viaggiavano ancora per i mari, le mura e i fossati non cingevano ancora le città; non c'era né la tromba, né l'elmo, né la spada; le popolazioni vivevano sicure così nella piacevole tranquillità. La terra, non ferita dai vomeri o dal rastrello, offriva frutti e raccolto senza la coltivazione degli uomini; gli uomini raccoglievano i frutti di corbezzolo e le fragole montane e le ghiande dall'albero sacro a Giove. C'era un'eterna primavera e e i placidi zefiri accarezzavano i fiori nati senza seme. Scorrevano fiumi di latte e di nettare, e dal fossato cadeva a goccia a goccia acqua dorata con miele. Ma l'età dell'oro non fu eterna: poi giunse la discendenza dell'età argentea, poi, alla fine, l'età del bronzo. (by Maria D.)