Socrates philosophus, cuius honestas, probitas atque sapientia notae sunt omnibus, in urbe Athenis vixit; erat magister iuventutis, quae libenter omnia eius verba audiebat. Notum est tamen illum iam senem venenum bibere coactum esse; nam adversarii eius dicebant iuvenes ab illo corrumpi, ideoque iudices capite eum damnaverunt. Olim cum in extrema urbe domum suam aedificaret, ab omnibus insipiens putabatur: dicebant enim murum et trabes non esse recta, fenestras angustas, ianuam depressam esse et censebant omnia haec fore magnum vitium. Alii alia reprehendebant, sed omnes una voce affirmabant domus esse parvam et paucos hominess recipere posse. Tunc philosophus respondit: “Utinam eam explerem (= o se mai potessi riempirla) veris amicis!”
Il filosofo Socrate, la cui onestà, rettitudine e sapienza furono note a tutti, visse nella città di Atene; era un maestro della gioventù, che volentieri ascoltava tutte le sue parole. E' noto tuttavia che quello ormai vecchio fu costretto a bere il veleno; infatti i suoi avversari dicevano che i giovani erano corrotti da lui, e per ciò i giudici lo condannarono a morte. Una volta, quando stava costruendo la sua casa alla periferia della città era giudicato da tutti uno stupido: dicevano infatti che che il muro e le travi non erano dritti, che le finestre erano strette, che la porta (era) bassa e giudicavano che tutte queste cose sarebbero state un grande difetto. Altri (gli) rimproveravano altre cose, ma tutti affermavano con una sola voce che la casa era piccola e che poteva ospitare poche persone. Allora il filosofo rispose: "O se mai potessi riempirla di veri amici!".
Ulteriore proposta di traduzione
Il filosofo Socrate, la cui onestà, rettitudine e saggezza furono conosciute da tutti, visse nella città di Atene; era maestro della gioventù, che ascoltava volentieri tutte le sue parole. E' risaputo tuttavia che lui ormai vecchio fu costretto a bere il veleno; infatti i suoi avversari affermavano che i giovani erano stati corrotti da lui, e perciò i giudici lo condannarono a morte. Una volta edificando la sua casa al di fuori della città, era reputato da tutti pazzo: dicevano infatti che le mura e le travi non erano dritte, le finestre erano anguste, la porta era posta in basso e credevano che tutte queste cose sarebbero state un grave difetto. Alcuni riprendevano altri, ma tutti affermavano con una sola voce che la casa era piccola e che poteva accogliere pochi uomini. allora il filosofo rispose: "Volesse il cielo che potessi riempirla di veri amici. (By Maria D.)