Pisistratus, Atheniensium tyrannus, cum filiam adulescens, amore correptus, in publicus osculatus esset, hortante uxore ut in iuvenem animadvertet, respondit: "Si eos, qui nos amant, interfecerimus, quid eis faciemus, quibus odio sumus?". Q. Metellus, Celtibericum in Hispania gerens bellum, cum urbem Centobrigam obsideret et muris admoveret machinas, visis in adversa parte filiis duabus Rhoetogenis, qui ad se transfugerat, ne forte in conspectu patris iuvenes peritent, ab obsidione discessit. C. Caesar, Catonis morte audita, et se illius gloriae invidere et illum suae invidisse dixit, et patrimonium eius liberis incolume servavit.

Pisistrato, il tiranno degli ateniesi, poiché un ragazzo, coinvolto da amore, aveva baciato in pubblico sua figlia, siccome la moglie lo esortava a prendere provvedimenti contro il giovane, rispose: "Se noi ucidessimo coloro che ci amano, che cosa faremo a quelli cui siamo in odio?" Quinto Metello, allorché in Spagna combatteva la guerra contro i Celtiberi, mentre assediava la città di Centobriga e faceva accostare le macchine da guerra alle mura, poiché vide dall'altra parte le due figlie di Retogene, che aveva disertato passando dalla sua parte, perché le giovani non perissero sotto gli occhi del padre, lasciò l'assedio. Cesare, quando apprese della morte di Catone, affermò che ne invidiava la gloria e che quello era stato invidioso della sua, e ne conservò intatto il patrimonio per i figli di lui