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Erga Emeron a pagina 384 numero 278
Αλλα τουτων η δη ενεκα χρη ων διεληλυθαμεν, ω Συμμια, παν ποιειν εστε αρετης και φρονησεως εν τω βιω μετασχειν .... και ανδρεια και ελευθερια και αληθεια ουτω περιμενει την εις Αιδου πορειαν
Quindi, Simmia, dopo questo che ti ho detto, bisogna far di tutto per acquistare nella vita virtù e sapienza: perché il premio è bello e la speranza è grande.«Certamente, affannarsi a dimostrare che le cose stanno proprio così come io le ho esposte, non mi pare troppo assennato; ma che sia questa la sorte delle nostre anime, questa la loro dimora o presso a poco, dal momento che s'è indiscutibilmente dimostrato la loro immortalità, mi sembra che valga proprio il rischio di crederlo. Bello, infatti, è questo rischio e, in simili argomenti v'è, per così dire, come un incantesimo che bisogna fare a se stessi, ecco perché, da un pezzo mi sto indugiando nel mio racconto. Ma ecco anche perché deve aver fede nella sorte della sua anima chi nella vita ha allontanato i piaceri del corpo e i suoi vezzi, considerandoli del tutto estranei, anzi più dannosi che altro; chi ha goduto, invece, dei piaceri che dà la sapienza, chi ha abbellito la sua anima non di ornamenti esteriori ma di quelli che le si addicono, temperanza, giustizia, fortezza, libertà, verità, costui sì che attende il momento di mettersi in viaggio verso l'Ade.
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Gymnasion pagina 142 numero 225
Φασι οτι Μινως Δαιδαλον και Ικαρον τον υιον αυτου καθειρξε δια τινα αιτιαν .... εκβληθεντα δε υπο των κυματων ο πατερ εθαψεν
Raccontano che Minosse avesse rinchiuso Dedalo e suo figlio Icaro per una certa causa, ma Dedalo, avendo costruito delle ali posticce per entrambi, volo’ via con Icaro. È strano pensare ad un uomo che vola e che ha queste ali posticce. Ciò che veniva raccontato era dunque di questo genere. Dedalo, che si trovava nella prigione, abbassatosi attraverso la porticina e trascinato giù il figlio, salito su una barchetta, fuggì via. Minosse, accortosi di ciò, inviò delle navi per inseguirlo. E loro quando notarono di essere inseguiti, essendoci un vento forte e propizio, sembrava che volassero; poi, navigando col vento noto di Creta favorevole, naufragarono in mare; Dedalo trova la salvezza in terra, Icaro invece venne ucciso, e, sbalzato via dalle onde, il padre lo seppellì.
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Dulce et decorum est pro patria mori Isocrate
versione greco maturità classica 1925
Dolce e dignitoso è morire per la patria
ἢν μὲν γὰρ ἐθέλωμεν ἀποθνήσκειν ὑπὲρ τῶν δικαίων, οὐ μόνον εὐδοκιμήσομεν, ἀλλὰ καὶ τὸν ἐπίλοιπον χρόνον ἀσφαλῶς ἡμῖν ἐξέσται ζῆν· εἰ δὲ φοβησόμεθα τοὺς κινδύνους, εἰς πολλὰς ταραχὰς καταστήσομεν ἡμᾶς αὐτούς. παρακαλέσαντες οὖν ἀλλήλους ἀποδῶμεν τὰ τροφεῖα τῇ πατρίδι, καὶ μὴ περιίδωμεν ὑβρισθεῖσαν τὴν Λακεδαίμονα καὶ καταφρονηθεῖσαν, μηδὲ ψευσθῆναι ποιήσωμεν τῶν ἐλπίδων τοὺς εὔνους ἡμῖν ὄντας, μηδὲ περὶ πλείονος φανῶμεν ποιούμενοι τὸ ζῆν τοῦ παρὰ πᾶσιν ἀνθρώποις εὐδοκιμεῖν, ἐνθυμηθέντες ὅτι κάλλιόν ἐστιν ἀντὶ θνητοῦ σώματος ἀθάνατον δόξαν ἀντικαταλλάξασθαι, καὶ ψυχῆς ἣν οὐχ ἕξομεν ὀλίγων ἐτῶν πρίασθαι τοιαύτην εὔκλειαν ἣ πάντα τὸν αἰῶνα τοῖς ἐξ ἡμῶν γενομένοις παραμενεῖ, πολὺ μᾶλλον ἢ μικροῦ χρόνου γλιχομένους μεγάλαις αἰσχύναις ἡμᾶς αὐτοὺς περιβαλεῖν.
Traduzione libera
Era infatti dolce morire per la patria se noi saremo certi di voler morire per il giusto non solamente avremo lode ma ancora ci sarà lecito nell'avvenire vivere con sicurezza al contrario se temeremo i cimenti getteremo noi stessi in molte turbolenze. Esortandoci a vicenda per la qual cosa rendiamo il contraccambio alla patria e non permettiamo che sia vilipesa e schernita (chiamandola) Lacedemone ne facciamo che riescano false le speranze di coloro che ci sono benevoli ne per troppo apprezzare la vita ci diamo a vedere di tradire quella fama lche abbiamo appresso, tutti gli uomini riflettendo che è cosa più bella lo scambiare un corpo mortale con una gloria immortale e con una vita di cui non godremo che pochi anni, comprare uno splendore che rimarrà in tutti i secoli ai nostri nipoti. E' meglio procacciarsi l'onore di una grande occasione piuttosto che per un tempo breve gettare noi stessi in grandi ignominie
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IL SUICIDIO DI DEMOSTENE
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Laboratorio Greco
Τον dέ Δημοσθένη πυθόμενος ίκέτην έν Καλαυρία έν τω ιερψ Ποσειδώνος καθέζεσθαι διαπλεύσας υπηρετικοϊς και άποβάς μετά Θρακών δορυφόρων έ πειθεν άναστάντα βαδίζειν μεθ αυτου προς Άντίπατρον ώς δυσχερές πεισόμενον ουδέν Ό δέ Λημοσθένης έτύγχανεν οψιν εωρα κώς κατά τούς υπνους εκείνης της νυκτός άλλόκο τον έδόκει γαρ άνταγωνίζεσθαι τψ 3 Λρχια τρα γωδίαν υποκρινόμενος ευημερων δέ και κατέχων το θέατρον ένδεία παρασκευης και χορηγίας κρα τεϊσθαι Διό του Άρχίου πολλά φιλάν&ρωπα διαλεχθέντος άναβλέψας προς αυτόν ώσπερ ετύγχανε καθήμενος Λ Άρχία είπεν ουτε υπο κρινόμενός με επεισας πώποτε ουτε νυν πείσεις απαγγελλόμενος Άρξαμένου δ άπειλεϊν του Λρχίου μετ οργής Νϋν ϊ φη λέγεις τά έκ του Μακεδονικου τρίποδος αρτι δ υπεκρίνου Μνκρόν ουν έπίσχες οπως έπιστείλω τι τοις οίκοι Και ταϋτ εϊπών εντός άνεχώρησε τοϋ ναοϋ και λαβών βι βλίον ώς γράφειν μέλλων προσήνεγκε τω στόματι τον κάλαμον και δακών ώσπερ έν τψ διανοεϊ σΰαι και γράφειν ειώθει χρόνον τινά κατέσχεν ειτα συγκαλυψάμενος απέκλινε την κεφαλήν
TRADUZIONE
Quando Archia venne a sapere che Demostene si trovava nel tempio di Poseidone a Calauria come supplice ci venne con navi leggere, sbarcò con un presidio di Traci e cercò di persuaderlo a togliersi di lì per andare con lui da Antipatro, dove non avrebbe sofferto alcun male. Proprio in quella notte Demostene aveva avuto un sogno: gli era sembrato di recitare una tragedia in gara con Archia e nonostante fosse in buona giornata e avvincesse gli spettatori era risultato perdente per la modestia dell'allestimento e della coregia. Mentre Archia gli rivolgeva parole molto amabili levando gli occhi verso di lui (era infatti seduto) gli disse: "archia non mi hai mai convinto da attore, non mi convincerai ora col le tue promesse". Archia allora adirato cominciò a minacciarlo e Demostene "Ora parli come ti impongono i Macedoni mentre prima recitavi. Aspetti che io mandi qualche notizia a casa". E si spostò all'interno del tempio, prese un foglio, con l'aria di accingersi a scrivere e accostò alla bocca la penna. La mordicchiò come era solito fare quando meditava su cosa scrivere, la tenne in bocca per qualche minuto, poi si coprì il capo piegandolo lievemente.
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LA TRACOTANZA DI SERSE
VERSIONE DI GRECO di ISOCRATE
TRADUZIONE dal libro Laboratorio di greco
Μετὰ δὲ ταῦτα γενομένης τῆς ὕστερον στρατείας, ἣν αὐτὸς Ξέρξης ἤγαγεν, ἐκλιπὼν μὲν τὰ βασίλεια, στρατηγὸς δὲ καταστῆναι τολμήσας, ἅπαντας δὲ τοὺς ἐκ τῆς Ἀσίας συναγείρας· περὶ οὗ τίς οὐχ ὑπερβολὰς προθυμηθεὶς εἰπεῖν ἐλάττω τῶν ὑπαρχόντων εἴρηκεν; Ὃς εἰς τοσοῦτον ἦλθεν ὑπερηφανίας, ὥστε μικρὸν μὲν ἡγησάμενος ἔργον εἶναι τὴν Ἑλλάδα χειρώσασθαι, βουληθεὶς δὲ τοιοῦτον μνημεῖον καταλιπεῖν, ὃ μὴ τῆς ἀνθρωπίνης φύσεώς ἐστιν, οὐ πρότερον ἐπαύσατο, πρὶν ἐξεῦρε καὶ συνηνάγκασεν, ὃ πάντες θρυλοῦσιν, ὥστε τῷ στρατοπέδῳ πλεῦσαι μὲν διὰ τῆς ἠπείρου, πεζεῦσαι δὲ διὰ τῆς θαλάττης, τὸν μὲν Ἑλλήσποντον ζεύξας, τὸν δ' Ἄθω διορύξας.
TRADUZIONE
Dopo vi fu la seconda spedizione e fu serse in persona a condurla lasciando la sua reggia, osando trasformarsi in capo militare e radunando forse da tutta l'asia. E quest'uomo chi, anche volendo esagerare non ha detto cose inferiori alla realtà? Egli fu tanto superbo che sicuro della conquista della grecia e ansiono di lasciare il ricordo di qualcosa di sovrumano non conobbe ostacoli prima di avere inventato e realizzato a forza ciò che oera è sulla bocca di tutti e cioè navigare con l'esercito la terra e marciare sul mare: congiunse l'eelesponto, scavoò il monte Athos