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Mondo greco pagina 70 numero 36
Ιβικος ο ποιητης ωδαις πλουτον και αργυριον εν Σικελια συνελεγε και συνεβουλευετο ανερχεσθαι εις Ασιαν προς τον της Σαμου τυραννον. Εν δε νοστω υπο λεστων εφονευετο, αλλα ο ποιητης προς της τελευτης γερανοις ελεγε· "ω γερανοι, του φονου της τιμωριας αιτιοι γιγνεσθε". Εν Σαμω ποτε ο δημος και ο τυραννος εν τω θεατρω ησαν και οι γερανοι διεπετοντο. Και οι λησται ησαν και ελεγον· "Ιδου, οι τιμωροι του Ιβυκου". Αλλα ηκουοντο υπ'ανθρωπου και εις τον τυραννον εισηγοντο· ο τυραννος τους ληστας θανατω εκολαζεν.
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La settima fatica di Ercole versione greco Pseudo Apollodoro traduzione libro mondo greco
eserciziario II 123 numero 559
Ἕβδομον ἐπέταξεν ἆθλον τὸν Κρῆτα ἀγαγεῖν ταῦρον. Τοῦτον Ἀκουσίλαος μὲν εἶναί φησι τὸν διαπορθμεύσαντα Εὐρώπην Διί, τινὲς δὲ τὸν ὑπὸ Ποσειδῶνος ἀναδοθέντα ἐκ θαλάσσης, ὅτε καταθύσειν Ποσειδῶνι Μίνως εἶπε τὸ φανὲν ἐκ τῆς θαλάσσης. Καί φασι Μίνωα θεασάμενον αὐτὸν τοῦ ταύρου τὸ κάλλος τοῦτον μὲν εἰς τὰ βουκόλια ἀποπέμψαι, θῦσαι δὲ ἄλλον Ποσειδῶνι ἐφ' οἷς ὀργισθέντα τὸν θεὸν ἀγριῶσαι τὸν ταῦρον. Ἐπὶ τοῦτον παραγενόμενος εἰς Κρήτην Ἡρακλῆς, ἐπειδὴ συλλαβεῖν Μίνως εἶπεν αὐτῷ λαμβάνειν διαγωνισαμένῳ, λαβὼν καὶ πρὸς Εὐρυσθέα διακομίσας ἔδειξε, ἀλλὰ Ἐυρυσθεύς τὸ λοιπὸν εἴασεν ἄνετον· ὁ δὲ ταῦρος πλανηθεὶς εἰς Σπάρτην τε καὶ Ἀρκαδίαν ἅπασαν, καὶ διαβὰς τὸν Ἰσθμόν, εἰς Μαραθῶνα τῆς Ἀττικῆς ἀφικόμενος τοὺς ἐγχωρίους διελυμαίνετο.
Requisito minimo : aoristo passivo forte
Come settima fatica gli impose di catturare il toro cretese. Acusilao afferma che questo è quello che trasportò Europa a Zeus, alcuni invece quello che da Posidone fu fatto salire dal mare quando Minosse disse che avrebbe sacrificato a Posidone ciò che fosse apparso dal mare. E dicono che egli (=Minosse), avendo visto la bellezza del toro, lo mandò ai pascoli, e invece ne sacrificò un altro a Posidone, motivo per cui il dio, adiratosi, rese selvatico il toro. Per questo Eracle giunto a Creta, poiché Minosse non volle aiutare Eracle e gli disse di prenderlo dopo aver lottato (con lui), avendolo preso e portato da Euristeo (lo) mostrò, ma Euristeo in seguito lasciò libera la belva; e questa, dopo aver vagato verso Sparta e l'Arcadia tutta e avendo attraversato l'Istmo, giunto a Maratona dell'Attica infastidiva gli abitanti della zona.
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SELEUCO E IL CONTADINO
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Mondo Greco
TRADUZIONE da i greci e noi
mondo greco e le ragioni del greco
Seleuco il glorioso avendo abbandonato nella battaglia contro i Galli tutto l'esercito e il potere egli stesso essendosi strappato via di dosso la corno reale e essndo fuggito a cavallo con tre o quattro vagando già da lungo tempo e vedendo per il bisogno si avvicinò ad una piccola fattoria e trovando il padrone gli chiese pane ed acqua. Ed egli dando sia queste cose sia quanto di altre ebbe nel campo in abbondanza ed essendo stato gentile riconobbe il volto del re, e essendo divenuto oltremodo lieto per l'evento fortunato non si trattenne né menti insieme al re che voleva nascondersi, ma fno alla srada avendolo mandato condedandolo disse: "abbia tubona salute o reSeleuco". Quello avendo teso la mano destra ad esso e abbracciandolo come per amarlo si protese a tagliare con un coltello di quelli per se il collo dell'uomo.
Traduzione da altro libro testo greco diverso da quello dei greci e noi
Seleuco il callinico nella battaglia contro i Galati, perduto l'esercito e la forza, lui stesso tolto il diadema e fuggito con un cavallo insieme a 3 o 4, per molto tempo avgando e cedendo alla stanchezza giunse in un campo e trovato lo stesso padrone chiese e pane e acqua. Questi dando generosamente sia queste cose sia quanto di altro possedeva nel campo, e comportandosi amabilmente, riconobbe il volto del re, ed essendo pieno di gioia, non approfittò della fortuna, ne' mentì al sovrano che voleva nascondersi ma accompagnandolo alla strada disse: "Stai bene, o Re Seleuco ". e quello tirandgli la mano destra e attirandolo a se', come per abbracciarlo, fece cenno ad uno di quelli che erano con lui di tagliare la testa con la spada.
TRADUZIONE n. 3
da le ragioni del greco
Seleuco il Callinico, poiché aveva perso nella battaglia presso il Galate tutto l'esericito e la forza, dopo aver gettato la corona e dopo essere fuggito a cavallo con tre o quattro, quando già vagava molto e per necessità cedendo giunse in una piccola fattoria e dopo aver incontrato il suo padrone, chiese pane ed acqua. Costui sia queste cose sia quante delle altre che aveva nel campo generosamente dando e mostrandosi amico conobbe il viso del re, ed essendo molto contento della circostanza, non trattenne x sè ne' finse al re di volersi nascondere, ma dopo averlo accompagnato fu sul cammino e, congedandosi, disse: -"Addio, o re Seleuco!"-. E quello, dopo che gli tese la mano destra ed abbracciandolo come se gli fosse stato amico, fece segno ad uno di quelli che erano con lui ordinò di tagliare con la spada il collo dell'uomo.
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CONTRO LO STUDIO ECCESSIVO
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Mondo Greco
TRADUZIONE
Conosco alcuni padri i quali sono autori delle sciagure dei propri figli a causa del troppo amore. Che cosa è cio che voglio dire? Mentre bramano infatti che i figli in tutte le cose siano primi, addossano a loro le fatiche eccessive, ma i figli sono oppressi in cattive condizioni, e non accettano l' insegnamento dolcemente. Come infatti le piante vengono fatte crescere con poca acqua, con troppa vengono affogate, nello stesso modo l' anima con le fatiche in giusta misura è accresciuta invece sono soffocate dalle troppe (fatiche). è necessario che i padri concedano la tregua dalle fatiche perché tutti stiano sereni e lavita divida con lo svago e lo studio.
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LA FORMICA
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro Mondo Greco
Ό μυρμηξ πάλαι άνθρωπος ην, και την γεωργίαν έσπευδεν. Ουκ έβιότευε δε τωι-δίφ έργω και πόνοις, αλλά, ως κλώψ, τους των πλησίων καρπούς ύφηρεΐτο. Διό ό Όλύμπιος αγανακτεί και τον κλώπα δια την πλεονεξίαν κολάζει και εις μικρόν ζωδάριον μεταμορφοι, μύρμηκα ονομαζρμρ. νργ^παντελώς όμοιο^αισχρ^σκώληκι/^ Ό μυρμηξ ούν την μορφην μεν μετεβαλλετο, την δε συνήθειαν ουδέ τους τρόπους ουκ ήλλασσεν έτι και νυν γαρ κατά τάς άρούρας περιέρχεται, και τους των άλλων πύρους και κριθάς συλλέγει, και βιοτεύει τοις άλλοτρίοις πόνοις χρώμενος. Ό λόγος δήλοι ότι οι πονηροί, ει και κολάζονται, τους τρόπους ου μεταβάλλονται.
TRADUZIONE
Un tempo, quella che oggi è la formica era un uomo che attendeva all’agricoltura e, non contento del frutto del proprio lavoro, guardava con invidia quello degli altri e continuava a rubare il raccolto dei vicini. Sdegnato della sua avidità, Zeus lo trasformò in quell’insetto che chiamiamo formica; ma esso, mutata natura, non mutò costumi, perché anche oggi gira per i campi, raccoglie il grano e l’orzo altrui e li mette in serbo per sé.
La favola mostra che chi è cattivo di natura, anche se è gravemente punito, non muta costumi