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Sapiens, sibi haec praecepta proponit: "Ego mortem appropinquantem impavido voltu videbo; ego laboribus parebo; ego divitias praesentes et absentes aeque contemnam; ego fortunam nec venientem sentiam, nec recedentem; ego terras omnes tamquam meas videbo, meas tamquam omnium. Bona nec sordide custodiam, nec prodige spargam; ego amicis iucundus, inimicis mitis et facilis ero. Patria mea est mundus et supra circaque me stant dii, factorum dictorumque censores. Cum autem mors appropinquabit, e vita non invitus, sed placidus discendam. "
Il saggio si prefigge questi propositi: "Io vedrò la morte che si appropinqua con un volto impavido, io mi sottomettero alle fatiche, disprezzerò ugualmente le ricchezze presenti e quelle assenti, io non sentirò la fortuna né che viene né che se ne va, io vedrò tutte le terre come le mie, le mie come quelle di tutti. Non custodirò sordidamente i beni, né li dissiperò prodigamente, io sarò piacevole agli amici, mite e facile per i nemici. La mia patria è ilmondo e sopra e intorno a me ci sono gli dei, censori dei fatti e dei detti. Quando dunque la morte si avvicinerà, morirò non a malincuore, ma placido.
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Antonius quoque ingens bellum civile commovit cogente uxore Cleopatra, regina Aegypti, dum cupiditate muliebri optat etiam in urbe regnare. Victus est ab Augusto navali pugna clara et inlustri apud Actium, qui locus in Epiro est, ex qua fugit in Aegyptum et desperatis rebus, cum omnes ad Augustum transirent, ipse se interemit. Cleopatra sibi aspidem admisit et veneno eius extincta est. Aegyptus per Octavianum Augustum imperio Romano adiecta est praepositusque ei C. Cornelius Gallus. Hunc primum Aegyptus Romanum iudicem habuit.
Antonio pure provocò una gran guerra civile istigato dalla moglie Cleopatra, , poiché per ambizione femminile bramava regnare anche a Roma. fu vinto da Augusto in una celeberrima battaglia navale presso Azio, luogo dell'Epiro, donde fuggì in Egitto e disperando d'ogni cosa poiché tutti passavano ad Augusto, di sua mano s'uccise. Cleopatra si fece mordere da un aspide e fu uccisa dal veleno di quello. L'Egitto da Ottaviano Augusto fu aggregato all'impero Romano e ne fu posto a capo C. Cornelio Gallo. L'Egitto ebbe costui come primo giudice Romano.
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I nervii erant homines feri et magnae virtutis fortissimi omnium Belgarum. non patiebantur vinum ad se importari reliquasque res quibus existimabant animos effeminari. increpitabant et incusabant reliquos belgas quod populo romano se dedissent. pugnatum est apud flumen sabim. in tribus locis repente romanos, qui nondum castra muniverant, nervii aggressi sunt. in e discrimine omnia uno tempore caesari agenta fluerunt: vexillum proponendum fuit et signum tuba dandum, ab opere monitionis revocandi milites fuerunt et arcessendi ii qui longe processerant et saxa colligenda. quaorum rerum magnam partem brevitas temporis et hostium successus impediebat. sed tum profuit scientia atque usus militum, qui, superioribus proeliis exercitati, probe sciebant, quid faciendum esset. diu atque acriter pugnabatur; iam hostes pulsuri erant romanos cum supervenit decima legio missa a Tito Labieno legato. cuius adventus proelii exitum commutavit et hostes plane caesi sunt.
TRADUZIONE
Inervi eran uomini violenti e di grande virtù i più forti di tutti i Belgi. Non tolleravano il vino e (tutte )le restanti cose con le quali ritenevano si arrecasse loro (danno) e si rammollissero gli animi. Increpitavano e rimproveravano e accusavano i rimanenti belgi perché si erano dati al popolo romano. Si combattè presso il fiume sabi In tre luoghi velocemente i nervi aggredirono i romani che avevano rafforzato gli accampamenti. in quel combattimento Cesare doveva fare tutto nello stesso istante: (c'era da) alzare il vessillo, dare il segno con la tromba richiamare dalla fortificazione i soldati, che erano avanzati più lontano e schierarli e radunare i sassi la mancanza di tempo ed il successo dei nemici impedivano di eseguire la maggior parte delle operazioni. ma poi, fu utile la perizia e l'esperienza dei i soldati, che, addestrati dalle precedenti battaglie, capivano bene cosa si doveva fare. Si combatteva a lungo e aspramente. Già i nemici stavano per respingere i romani quando arrivò la decima legione mandata dal legato labieno, che con il suo arrivo cambiò l'esito del combattimente e i nemici addirittura furono uccisi
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In Demosthene tantum studium fuisse constat, ut impedimenta naturae diligentia industriaque superaret. Cum enim ita balbus esset, ut eius ipsius artis, cui studeret, primam letteram non posset dicere, perfecit frequenti exercitatione, ut nemo planius diceret quam ille; praeterea spiritum habebat angustiorem: tantum continens animam in dicendo obtinuit, ut una continuatione verborum, binas contentiones et remissiones contineret; qui etiam, ut memoriae proditum est, conciebat in os calculos et summa voce versus multos uno spiritu pronuntiare consuescebat, neque is consistens in loco, sed inambulans atque ascensum faciens arduum.
E' risaputo che in Demostene ci fosse tanta applicazione da superare con diligenza e industria i difetti naturali. Infatti essendo così balbuziente da non riuscire a dire la prima lettera della sua stessa arte, alla quale si dedicava, con frequente esercizio ottenne che nessuno parlasse più chiaramente di lui; inoltre aveva un respiro piuttosto corto: trattenendo tanto l'aria nel parlare, riuscì a contenere in un solo periodo due innalzamenti e abbassamenti (del parlare); questo inoltre, come si tramanda a memoria, faceva rotolare pietre in bocca ed era solito a pronunciare molti versi con un solo respiro a voce altissima, e non stando egli fermo sul posto, ma passeggiando e percorrendo un'alta salita.
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urbs Roma aeterna erit; semper gentes reget, iustitiam et aequitatem populis dabit, maiorum morem servabit. In periculis et insidiis socii Romam adiuvabunt, auxilium non negabunt, bella una cum Romanis gerent. Si hostes urbem oppugnaverint, Romani eos (li) facile profligabunt; nam civium virtus et militium audacia patriam defendent. Cum (quando) Pyrrhus, nobilis Epirotarum rex, in Italiam cum multis militibus venerat et apud Heracleam et Ausculum Romanos vicerat, Romani forti animo clades toleraverant novasque copias comparaverunt; tum Pyrrhus, per (per mezzo di) Cineam legatum, virum acris ingenii et magnae eloquentiae, pacem aequis condicionibus senatoribus proposuit; at Appius Claudius, senex et caecus, in curiam venit ibique gravi oratione pacem dissuasit. Itaque hoc (questo) fuit senatus responsum: "Nulla (nessuna) pax erit inter Romanos et Epirotas, nisi Pyrrhus Italiam reliquerit
Roma sarà una città immortale; sempre governerà le genti; darà giustizia ed equità al popolo, conserverà le usanze degli antenati. Nei pericoli e negli agguati gli alleati salveranno Roma, non rifiuteranno l'aiuto, guerreggeranno con i Romani. Se i nemici avranno assalito la città, i romani li sbaraglieranno facilmente; infatti la virtù dei cittadini e l'audacia dei soldati difenderanno la patria. Quando Pirro celebre re degli Epiroti, era giunto in Italia con ingenti trupppe e Eraclea e Ascoli, sconfisse i romani. I romani con forza d'animo avevano tollerato le perdite e avevano allestito un nuovo esercito; allora Pirro, per mezzo dell'ambasciatore Cinea, uomo di indole violenta e di grande eloquenza, offrì la pace con condizioni favorevoli al senato; ma Appio Claudio, vecchio e cieco, andò lì e sconsigliò l apace con un autorevole discorso. Questa fu dunque la risposta del senato: "Tra epiroti e romani non ci sarà nessuna pace, se Pirro non avrà abbandonato l'Italia