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Μετὰ τὰ Περσικὰ τὰ πλεῖστα ἔθνη ἐν ἡσυχίᾳ ὑπῆρχε, πάντων σχεδὸν εἰρήνην ἀγόντων. Οἱ μὲν γὰρ Πέρσαι διττὰς συνθήκας πεποιηνένοι ἦσαν πρὸς τοὺς Ἕλληνας, τὰς μὲν πρὸς τοὺς Ἀθηναίους καὶ τοὺς συμμάχους αὐτῶν, ἐν αἷς ἦσαν αἱ κατὰ τὴν Ἀσίαν ... (Diodoro Siculo)
Dopo le guerre persiane, la maggior parte dei popoli era in tranquillità, mantenendo pace quasi tutti. I Persiani infatti (erano in pace) poiché avevano stipulato due accordi con i Greci, alcuni con gli Ateniesi e i loro alleati, nei quali le città greche in Asia erano autonome; altri invece (avevano stipulato accordi) con gli Spartani, nei quali era stato stabilito che quelle città fossero sottomesse ai Persiani. Allo stesso modo, anche tra i Greci c'era pace reciproca, poiché Ateniesi e dagli Spartani avevano fatto accordi trentennali. Ugualmente, anche in Sicilia c'era pace poiché i Cartaginesi avevano stipulato accordi con Gelone, avendo invece le città greche concesso l'egemonia ai Siracusani e poiché gli Agrigentini, dopo la sconfitta subita presso il fiume Imera, si erano riconciliati con i Siracusani.
(By Vogue)
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Il coccodrillo è un animale che vive sulla terraferma e nelle paludi ("terrestre e palustre") infatti di giorno trascorre molto tempo in un luogo arido, mentre per tutta la notte sta nel fiume; l'acqua infatti è più calda dell'aria e di qualsiasi altro fluido. Nei quattro mesi più freddi non mangia niente, dal più piccolo diventa il più grande fra gli animali: genera infatti delle uova non molto più grandi delle oche, e il cucciolo lo è (più grande) in proporzione all'uovo, crescendo raggiunge i 17 cubiti e l'età massima ("diventa di 17 cubiti e dell'anno più grande"). I coccodrilli divorano non solo le carni degli altri animali, ma anche (quelle) umane ("degli uomini") se ci si avvicina troppo al fiume. Un tempo il coccodrillo era venerato dai primi uomini come un dio, invece veniva cacciato dagli Egizi in questo modo: legavano un oggetto vecchio e carni di maiale ad un amo e lo lanciavano dentro al fiume, dopo gettavano intorno all'animale delle grandi reti robuste, e così lo tiravano fuori dal fiume.
(By Mario100)
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Ο Ασληπιος του Απολλωνος μεν υιο ην... γερως εστερουντο.
Asclepio era figlio di Apollo e di Coronide figlia di Flege, apprendeva completamente l'arte medica da Chirone; con quest'arte curava non solo molte malattie (imperf ἰάομαι) ma ridestava (imperf ἀνεγείρω) anche i defunti dalla morte. Atene gli aveva fornito [aveva fornito a lui] il sangue della Gorgone; con quello che gocciava dalle vene destre curava tutti i mali mentre con quello (che gocciava) dalle vene sinistre era il veleno più funesto (ὀλοός) di tutti. Ma Zeus, poiché Asclepio non temeva i morti, riportandoli in vita, sconvolgendo le leggi del cosmo, lo uccideva con un fulmine, ma la sua anima che era degna delle divinità la mandava agli dei beati affinché fosse fra i dodici. Se infatti Asclepio non avesse cessato di ridestare i morti, da una parte gli uomini sarebbero diventati immortali dall'altra gli dei sarebbero stati privati (στερέω) del loro privilegio.
Traduzione By Anna Maria Di Leo
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Αριστιππος, ερωτηθεις τι αυτω περιγεγονεν εκ φιλοσοφιας, ... «Εαν παντες οι νομοι αναιρεθωσιν, ομοιως βιωσομεν».
Aristippo, che veniva interrogato (ἐρωτάω) sulla cosa più importante che traeva (περιγίγνομαι) dalla filosofia, diceva: "Essere fortemente in grado di mettersi in relazione con tutti gli uomini". Dicendo qualcuno che vedeva sempre i filosofi presso le porte dei ricchi, "come infatti i medici - diceva - a quelle degli ammalati". Dicendo un tale che il figlio gli chiese 500 dracme, gli disse:....(CONTINUA)
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Οι ανθρωποι τον νουν και την ψυχην τοις εργοις προσεχουσιν, οτε εξαιφνης ...
Gli uomini volgono la mente e l'anima alle occupazioni quando all'improvviso i raggi del sole vengono oscurati dalle nuvole. Il cielo lampeggia in modo spaventoso, i tuoni risuonano in ogni luogo, ormai i fulmini spaccano gli alberi. In seguito la pioggia cade impetuosamente, inonda boschi e pianure. La grandine distrugge il raccolto, strappa i frutti e spezza i rami. Gli uomini e le bestie si coprono con timore. I contadini fuggono subito nei recinti, mentre i cacciatori e i taglialegna trovano rifugio nelle grotte. I marinai corrono pericolo nel combattere (κινδυνεύω) per la salvezza e difficilmente scampano al naufragio. Le vele infatti vengono fatte a pezzi dai venti, i remi vengono distrutti. L'imbarcazione viene fatta girare nel mare dalla forza della tempesta e per poco non viene sommersa. Alla fine gli dèi hanno compassione degli uomini e fermano la tempesta. Allora la pioggia smette, i raggi del sole separano le nuvole e splendono di nuovo nel cielo.