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Διονυσον οι προσηκοντες ουκ εφασαν ειναι θεον· Ο δε τιμωριαν αυτοις επεστησε την πρεπουσαν... οι δ'αυτον διεσπασαν, της μητρος Αγαυης καταρξαμενης.
I parenti affermavano che Dioniso non era un dio. Ed egli assegnò loro la punizione opportuna. Rese infatti folli le donne dei Tebani, tra le quali le figlie di Cadmo guidando i tiasi le condussero sul Citerone. Ma Penteo, il figlio di Agave avendo ereditato il regno era dispiaciuto per i fatti accaduti, e imprigionò alcune delle Baccanti, ed altre le inviò presso il dio stesso. E queste avendolo arrestato con il suo consenso lo condussero da Penteo, e quello ordinò di custodirlo dentro dopo averlo legato, non solo dicendo che Dioniso non era un dio, ma anche avendo il coraggio di compiere tutto come nei confronti di un uomo. Ed egli dopo aver provocato un terremoto distrusse la reggia. E conducendo Penteo sul Citerone lo convinse a diventare osservatore delle donne, prendendo/indossando una veste di donna. Ma esse lo fecero a pezzi/lo sbranarono, avendo cominciato la madre Agave.
(By Vogue)
ANALISI GRAMMATICALE
Verbi
προσήκοντες – participio presente attivo, nominativo maschile plurale (προσήκω).
προσήκω – impf. προσῆκον, ft. προσήξω, aor. προσῆκα, pf. προσεσήχειν, ppf. προσεσήκειν
ἒφασαν – 3a persona plurale imperfetto indicativo attivo (φημί).
φημί – impf. ἔφην, ft. φήσω, aor. ἔφησα, pf. πέφηνα, ppf. ἐπεφήνειν
ἐπέστησε – 3a persona singolare aoristo indicativo attivo (ἐφίστημι).
ἐφίστημι – impf. ἐπέστην, ft. ἐπιστήσω, aor. ἐπέστησα, pf. ἐφέστηκα, ppf. ἐφεστήκειν
ἐποίησε – 3a persona singolare aoristo indicativo attivo (ποιέω).
ποιέω – impf. ἐποίουν, ft. ποιήσω, aor. ἐποίησα, pf. πεποίηκα, ppf. ἐπεποιήκειν
ἀφηγούμεναι – participio presente medio, nominativo femminile plurale (ἀφηγέομαι).
ἀφηγέομαι – impf. ἀφηγούμην, ft. ἀφηγήσομαι, aor. ἀφηγησάμην, pf. ἀφήγημαι, ppf. ἀφηγήμην
ἐξῆγον – 3a persona plurale imperfetto indicativo attivo (ἐξάγω).
ἐξάγω – impf. ἐξῆγον, ft. ἐξάξω, aor. ἐξήγαγον, pf. ἐξήχαγα, ppf. ἐξεξήχειν
παραλαβῶν – participio aoristo attivo, nominativo maschile singolare (παραλαμβάνω).
παραλαμβάνω – impf. παρελάμβανον, ft. παραλήψομαι, aor. παρέλαβον, pf. παραλέλημμαι, ppf. παρελημμένος
ἐδυσφόρει – 3a persona singolare imperfetto indicativo attivo (δυσφορέω).
δυσφορέω – impf. ἐδυσφόρουν, ft. δυσφορήσω, aor. ἐδυσφόρησα, pf. δεδυσφόρηκα, ppf. ἐδεδυσφορήκειν
ἒδησεν – 3a persona singolare aoristo indicativo attivo (δέω).
δέω – impf. ἔδουν, ft. δήσω, aor. ἔδησα, pf. δέδεκα, ppf. ἐδεδέκειν
ἀπέστειλεν – 3a persona singolare aoristo indicativo attivo (ἀποστέλλω).
ἀποστέλλω – impf. ἀπέστελλον, ft. ἀποστελῶ, aor. ἀπέστειλα, pf. ἀπέσταλκα, ppf. ἀπεστάλκειν
ἧγον – 3a persona plurale imperfetto indicativo attivo (ἄγω).
ἄγω – impf. ἦγον, ft. ἄξω, aor. ἤγαγον, pf. ἦχα, ppf. ἐχήχειν
ἐκέλευσεν – 3a persona singolare aoristo indicativo attivo (κελεύω).
κελεύω – impf. ἐκέλευον, ft. κελεύσω, aor. ἐκέλευσα, pf. κεκέλευκα, ppf. ἐκελεύκειν
φυλάττειν – presente infinitivo attivo (φυλάσσω).
φυλάσσω – impf. ἐφύλασσον, ft. φυλάξω, aor. ἐφύλαξα, pf. πεφύλαχα, ppf. ἐπεφυλάκειν
λέγων – participio presente attivo, nominativo maschile singolare (λέγω).
λέγω – impf. ἔλεγον, ft. ἐρῶ, aor. εἶπον, pf. εἴρηκα, ppf. εἰρήκειν
πράττειν – presente infinitivo attivo (πράσσω).
πράσσω – impf. ἔπρασσον, ft. πράξω, aor. ἔπραξα, pf. πέπραχα, ppf. ἐπεπράχειν
τολμῶν – participio presente attivo, nominativo maschile singolare (τολμάω).
τολμάω – impf. ἐτόλμων, ft. τολμήσω, aor. ἐτόλμησα, pf. τετόλμηκα, ppf. ἐτετολμήκειν
ποιήσας – participio aoristo attivo, nominativo maschile singolare (ποιέω).
ποιέω – vedi sopra.
κατέστρεψε – 3a persona singolare aoristo indicativo attivo (καταστρέφω).
καταστρέφω – impf. κατέστρεφον, ft. καταστρέψω, aor. κατέστρεψα, pf. κατέστροφα, ppf. κατεστρόφειν
ἒπεισε – 3a persona singolare aoristo indicativo attivo (πείθω).
πείθω – impf. ἔπειθον, ft. πείσω, aor. ἔπεισα, pf. πέπεικα, ppf. ἐπεπείκειν
γίγνεσθαι – presente infinitivo medio-passivo (γίγνομαι).
γίγνομαι – impf. ἐγιγνόμην, ft. γενήσομαι, aor. ἐγενόμην, pf. γέγονα, ppf. ἐγεγόνειν
λαμβάνοντα – participio presente attivo, accusativo maschile singolare (λαμβάνω).
λαμβάνω – impf. ἐλάμβανον, ft. λήψομαι, aor. ἔλαβον, pf. εἴληφα, ppf. ἐληλύθειν
διέσπασαν – 3a persona plurale aoristo indicativo attivo (διασπάω).
διασπάω – impf. διέσπων, ft. διασπάσω, aor. διέσπασα, pf. διέσπακα, ppf. διεσπάκειν
καταρξαμένης – participio aoristo medio, genitivo femminile singolare (κατάρχω).
κατάρχω – impf. κατήρχον, ft. καταρξῶ, aor. κατήρξα, pf. κατήρχηκα, ppf. κατηρχήκειν
Sostantivi
Διόνυσον – accusativo maschile singolare (Διόνυσος -ου, ὁ).
τιμωρίαν – accusativo femminile singolare (τιμωρία -ας, ἡ).
Θηβαίων – genitivo femminile plurale (Θηβαῖος -α, ἡ).
θυγατέρες – nominativo femminile plurale (θυγάτηρ -τρός, ἡ).
θιάσους – accusativo maschile plurale (θίασος -ου, ὁ).
Κιθαιρῶνα – accusativo maschile singolare (Κιθαιρών -ῶνος, ὁ).
βασιλείαν – accusativo femminile singolare (βασιλεία -ας, ἡ).
Βακχῶν – genitivo femminile plurale (Βάκχη -ης, ἡ).
θεόν – accusativo maschile singolare (θεός -οῦ, ὁ).
βασίλεια – accusativo neutro plurale (βασίλειον -ου, τό).
κατόπτην – accusativo maschile singolare (κατόπτης -ου, ὁ).
ἐσθῆτα – accusativo femminile singolare (ἐσθής -ῆτος, ἡ).
Aggettivi
πρέπουσαν – accusativo femminile singolare (πρέπων -ουσα -ον).
ἐμμανεῖς – accusativo femminile plurale (ἐμμανής -ές).
κόντος – genitivo maschile singolare (ἑκών -οῦσα -όν).
Avverbi, pronomi, congiunzioni, preposizioni
οὔκ – avverbio (negazione).
γὰρ – congiunzione.
ὧν – genitivo femminile plurale (relativo).
δέ – congiunzione.
μέν – particella.
ἃλλους – accusativo maschile plurale (ἄλλος -η -ο).
ώς – congiunzione/avverbio.
μόνον – avverbio.
ἄρα – particella.
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Επι τουτοις ποθος λαμβανει αυτον ελθειν παρα Αμμωνα, ...
Dopo questi (fatti), lo prende(va) un desiderio di andare presso Ammone in Libia, per consultare il dio, poiché si diceva che l'oracolo di Ammone era rigoroso (veritiero) e che ne avevano avuto bisogno anche Perseo ed Eracle, uno quando era stato inviato da Polidette contro la Gorgone, l'altro quando andava da Anteo in Libia ed in Egitto da Busiride. Alessandro era in rivalità con Perseo ed Eracle, poiché proveniva dalla stirpe (era) di entrambi (ἄμφω -οῖν, τώ duale) e metteva anche in relazione ad Ammone la sua stessa origine (γένεσις -εως, ἡ), come i miti (mettevano in relazione) a Zeus (le origini) di Eracle e di Perseo. E quindi Con questo intendimento, egli si recava da Ammone, per conoscere anche (ἐγνωκέναι = infinito perfetto di γιγνώσκω) più precisamente (εἰσόμενος = participio futuro εἶμι) se quello che avrebbe detto sarebbe stato vero. Egli andava fino a Paretonio vicino al mare, attraverso il deserto, sicuramente non privo di acqua, per circa milleseicento stadi, come dice Aristobulo. Di lì si dirigeva verso verso l'interno, dove c'era l'oracolo di Ammone.
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Οτι οι Περσαι εις την Αττικην αναριθμω στρρατω επιβαλειν εμελλον, οι Αθηναιοι αγγελους εις Σπαρτην ... οι δε του Μιλτιαδου στρατιωται την των βαρβαρων εισβολην εφθανον.
Quando i Persiani si proponevano di gettarsi sull’Attica con un immenso esercito, gli Ateniesi inviavano a Sparta degli ambasciatori per un aiuto. Gli Spartiati si rifiutarono (ἀναίνομαι) di mandare aiuto, perché dicevano fosse necessario attendere il giorno di luna piena. Nel frattempo i Persiani arrivavano e schieravano l’esercito nella pianura di Maratona. Allora gli Ateniesi, con pochi alleati, non solo si opponevano ad un esercito dieci volte maggiore, ma anche, su suggerimento di Milziade, attaccavano per primi i barbari. Nella battaglia i Persiani da una parte spingevano in ritirata gli opponenti nella parte centrale, dall’altra gli Ateniesi circondavano sulle ali i barbari e li massacravano. E gli dei partecipavano alla battaglia contro i Persiani, senza pietà per i barbari. Dopo la sconfitta i Persiani tentavano di entrare in Atene via mare, i soldati di Milziade arrivarono prima dell’attacco dei barbari.(by Geppetto)
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Inizio: Οι πολιται την σοφιαν μεν και την εγκρατειαν διωκουσιν, την δ' αλογιαν...Fine: διοπερ οι της Αττικης οικηται ου την τυραννιαν, αλλα την δημοκρατιαν προκρινουσιν.
I cittadini ricercano la saggezza e la temperanza, rifuggono invece la confusione. Mentre la saggezza spinge alla virtù invece dalla confusione nascono desideri e ingiustizie. La regione viene governata con democrazia ma solo con la saggezza dei governanti e con la giustizia dei giudici e con l'obbedienza dei cittadini si salva la cittadinanza. I cittadini aprono le porte ad Atena. La dea apprezza la docilità dei cittadini e procura prosperità e concordia alla regione. I cittadini onorano non solo Atena ma anche le muse e così si prendono cura anche delle arti, della musica e della danza. Il modo di vivere è approvato in democrazia. Infatti in democrazia fiorisce l'agricoltura e nella regione vi è abbondanza (di frutti) e non corre pericolo la libertà: perciò gli abitanti dell'Attica non preferiscono la tirannia ma la democrazia.
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Αγησιλαος ο των λακεδαμονιων βασιλευς, τα μεν θεια ουτως εσεβετο ....υπο παντων των ανθρωπων.