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Olim lupus, macilentus famelicusque...Et statim in silvam fugit et se abscondidit.
Una volta un lupo, magro e famelico, vide un cane grasso. Allora il lupo disse al cane: "Tu splendi, io invece sono consumato!". Il cane rispose: "Il mio padrone mi affida se stesso e i beni della sua casa; io custodisco fedelmente la casa, per tale motivazione il mio padrone mi getta dalla sua mensa le ossa e la carne per ricompensarmi. Così, senza fatica, riempio il mio ventre! Il padrone darà anche a te le ossa e la carne se avrai accettato questo compito!". Il lupo già era lieto, ma improvvisamente notò il collo sfregato del cane. Allora interrogò il cane: "Perché il tuo collo è così sfregato!". L'animale rispose: "è una cosa da nulla! Di notte sono legato dai servi del mio padrone con un'ingente catena...". Allora il lupo esclamò: "sicuramente non perderò la mia libertà per il ventre pieno. Infatti io preferisco la libertà ad ogni catena!". E subito fuggì nella selva e si nascose.
(By Maria D. )
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Antiquis temporibus Romae, ultimo anni mense...
Nei tempi antichi a Roma, nell'ultimo mese dell'anno, si celebravano i saturnali, in onore del dio Saturno. Allora l'intera città esultava e accondiscendeva pubblicamente alla lussuria. Le vie della città risuonavano delle voci e delle grida dei cittadini. Gli uomini e le donne porgevano e accoglievano doni, nessun cittadino romano era mesto. I servi ottenevano potere e indossavano le vesti dei loro signori. Venivano celebrati per la gioia di tutti sontuosissimi banchetti: la fame veniva saziata con dei buoni cibi e la sete veniva estinta con una grande abbondanza di vino. Né gli uomini liberi né i servi si astenevano dai piaceri. La sobrietà apparteneva a pochi: parecchi rimanevano molto ubriachi per tutto il tempo della festa.
(By Maria D. )
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Olim corvus casei frustum de fenestra subduxit; deinde in procera arbore consedit ut id otiose manducaret...
Una volta un corvo sottrasse un pezzo di formaggio da una finestra; poi si sedette su un alto albero per mangiarlo oziosamente. Per caso si avvicinò all'albero una volpe, l'animale più scaltro di tutti: vide il corvo ed escogitò un inganno, per prendere il formaggio. Pertanto tentò l'uccello con parole così soavi: "Amico corvo, chi supererà la tua bellezza? Senza dubbio la tua voce è pari alla magnificenza delle tue penne!". Allora il corvo superficiale, inorgoglito dalle lodi della volpe spalancò scioccamente il becco per mostrare la voce; ma perse il formaggio e la volpe astuta subito lo afferrò e lo divorò.
(By Maria D. )
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Socrates ille, ingentis sapientiae philosophus...
Complementi di qualità: Ingentis sapientiae
Complementi di limitazione: Patientia
Complementi di abbondanza Magna patientia
Complementi di privazione Omni sanitate
Tanto beneficio
Interrogative indirette: Quomodo faceret
Quanta sapientia et moderatio... sint
Quel famoso Socrate, filosofo di grande saggezza e uomo pieno di grande pazienza aveva condotto la moglie Santippe, una donna lamentosa e molto litigiosa, che mancava di ogni buon senso all'Oracolo di Apollo. Ma tuttavia quello la sopportava sempre con animo allegro e sereno. Una volta Alcibiade gli chiese come facesse. Disse: "Cosa pensi che sia più idoneo per un uomo, per esercitare l'animo nella pazienza, rispetto ad una moglie petulante?" Perché dunque dovrei privarmi di tanto beneficio? Per tutto il tempo che sopporto questa donna a casa, mi abituo anche a sopportare più moderatamente all'esterno la petulanza dei miei cittadini". Chi non vede quanta saggezza e moderazione ci siano in tali parole?
(By Maria D. )
ANALISI GRAMMATICALE
Socrates: Sostantivo proprio maschile, nominativo singolare, III declinazione. Soggetto. (Socrates, Socratis)
ille: Aggettivo dimostrativo, nominativo maschile singolare. Attributo di Socrates. (ille, illa, illud)
ingentis: Aggettivo, genitivo femminile singolare, II classe. Attributo di sapientiae. (ingens, ingens, ingens)
sapientiae: Sostantivo femminile, genitivo singolare, I declinazione. Genitivo di qualità. (sapientia, sapientiae)
philosophus: Sostantivo maschile, nominativo singolare, II declinazione. Apposizione. (philosophus, philosophi)
et: Congiunzione coordinante copulativa.
vir: Sostantivo maschile, nominativo singolare, II declinazione. Apposizione. (vir, viri)
magna: Aggettivo, ablativo femminile singolare, I classe. Attributo di patientia. (magnus, magna, magnum)
patientia: Sostantivo femminile, ablativo singolare, I declinazione. Ablativo di qualità. (patientia, patientiae)
plenus: Aggettivo, nominativo maschile singolare, I classe. Attributo di vir. (plenus, plena, plenum)
Apollinis: Sostantivo proprio maschile, genitivo singolare, III declinazione. (Apollo, Apollinis)
oraculo: Sostantivo neutro, ablativo singolare, II declinazione. Ablativo di causa. (oraculum, oraculi)
Xantippem: Sostantivo proprio femminile, accusativo singolare, III declinazione. Oggetto. (Xantippe, Xantippes)
uxorem: Sostantivo femminile, accusativo singolare, III declinazione. Predicativo dell'oggetto. (uxor, uxoris)
duxerat: Verbo dūcō, dūcis, duxi, ductum, dūcĕre (III coniugazione). Indicativo piuccheperfetto, III persona singolare, attivo.
querulam: Aggettivo, accusativo femminile singolare, I classe. Attributo di mulierem. (querulus, querula, querulum)
mulierem: Sostantivo femminile, accusativo singolare, III declinazione. Apposizione di Xantippem. (mulier, mulieris)
et: Congiunzione coordinante copulativa.
rixosiorem: Aggettivo (grado comparativo), accusativo femminile singolare. Attributo di mulierem. (rixosior, rixosior, rixosius)
quae: Pronome relativo, nominativo femminile singolare. Soggetto.
omni: Aggettivo, ablativo femminile singolare, II classe. Attributo di sanitate. (omnis, omnis, omne)
sanitate: Sostantivo femminile, ablativo singolare, III declinazione. Ablativo di privazione. (sanitas, sanitatis)
carebat: Verbo careō, cares, carui, cariturus, carēre (II coniugazione). Indicativo imperfetto, III persona singolare, attivo.
Attamen: Avverbio/Congiunzione.
ille: Pronome dimostrativo, nominativo maschile singolare. Soggetto. (ille, illa, illud)
aequo: Aggettivo, ablativo maschile singolare, I classe. Attributo di animo. (aequus, aequa, aequum)
et: Congiunzione coordinante copulativa.
hilari: Aggettivo, ablativo maschile singolare, II classe. Attributo di animo. (hilaris, hilaris, hilare)
animo: Sostantivo maschile, ablativo singolare, II declinazione. Ablativo di modo. (animus, animi)
semper: Avverbio di tempo.
eam: Pronome personale, accusativo femminile singolare. Oggetto.
tolleravit: Verbo tolerō, tolerās, toleravi, toleratum, tolerāre (I coniugazione). Indicativo perfetto, III persona singolare, attivo.
Olim: Avverbio di tempo.
Alcibiades: Sostantivo proprio maschile, nominativo singolare, III declinazione. Soggetto. (Alcibiades, Alcibiadis)
ex: Preposizione (regge l'ablativo).
eo: Pronome dimostrativo, ablativo maschile singolare. (is, ea, id)
quaesivit: Verbo quaerō, quaeris, quaesii, quaesitum, quaerĕre (III coniugazione). Indicativo perfetto, III persona singolare, attivo.
quomodo: Avverbio interrogativo.
faceret: Verbo faciō, făcis, feci, factum, făcĕre (coniugazione mista). Congiuntivo imperfetto, III persona singolare, attivo.
Quid: Pronome interrogativo, accusativo neutro singolare. Oggetto. (quis, quid)
dixit: Verbo dīcō, dīcis, dixi, dictum, dīcĕre (III coniugazione). Indicativo perfetto, III persona singolare, attivo.
magis: Avverbio (grado comparativo).
idoneum: Aggettivo, accusativo neutro singolare, I classe. Predicativo dell'oggetto. (idoneus, idonea, idoneum)
viro: Sostantivo maschile, dativo singolare, II declinazione. Dativo di vantaggio. (vir, viri)
putas: Verbo putō, putas, putavi, putatum, putāre (I coniugazione). Indicativo presente, II persona singolare, attivo.
ut: Congiunzione finale.
patientia: Sostantivo femminile, ablativo singolare, I declinazione. Ablativo di mezzo. (patientia, patientiae)
animum: Sostantivo maschile, accusativo singolare, II declinazione. Oggetto. (animus, animi)
exerceat: Verbo exerceō, exerces, exercui, exercitum, exercēre (II coniugazione). Congiuntivo presente, III persona singolare, attivo.
quam: Congiunzione comparativa.
petulantem: Aggettivo, accusativo femminile singolare, II classe. Attributo di uxorem. (petulans, petulans, petulans)
uxorem: Sostantivo femminile, accusativo singolare, III declinazione. Oggetto. (uxor, uxoris)
Cur: Avverbio interrogativo.
igitur: Congiunzione conclusiva.
me: Pronome personale, accusativo singolare. Oggetto.
destituam: Verbo dēstituō, dēstituis, destitui, destitutum, dēstituĕre (III coniugazione). Congiuntivo presente, I persona singolare, attivo (dubitativo).
tanto: Aggettivo, ablativo neutro singolare, I classe. Attributo di beneficio. (tantus, tanta, tantum)
beneficio: Sostantivo neutro, ablativo singolare, II declinazione. Ablativo di privazione. (beneficium, beneficii)
Dum: Congiunzione temporale.
domi: Sostantivo femminile, locativo singolare. Complemento di stato in luogo. (domus, domus)
hanc: Aggettivo dimostrativo, accusativo femminile singolare. Attributo di mulierem. (hic, haec, hoc)
mulierem: Sostantivo femminile, accusativo singolare, III declinazione. Oggetto. (mulier, mulieris)
tolero: Verbo tolerō, tolerās, toleravi, toleratum, tolerāre (I coniugazione). Indicativo presente, I persona singolare, attivo.
adsuesco: Verbo adsuēscō, adsuēscis, adsuevi, adsuetum, adsuēscĕre (III coniugazione). Indicativo presente, I persona singolare, attivo.
foris: Avverbio di luogo.
quoque: Congiunzione.
civium: Sostantivo maschile, genitivo plurale, III declinazione. (civis, civis)
meorum: Aggettivo possessivo, genitivo maschile plurale, I classe. Attributo di civium. (meus, mea, meum)
petulantiam: Sostantivo femminile, accusativo singolare, I declinazione. Oggetto. (petulantia, petulantiae)
moderatius: Avverbio (grado comparativo).
tolerare: Verbo tolerō, tolerās, toleravi, toleratum, tolerāre (I coniugazione). Infinito presente, attivo.
Quis: Pronome interrogativo, nominativo maschile singolare. Soggetto.
non: Avverbio di negazione.
videt: Verbo videō, vides, vidi, visum, vidēre (II coniugazione). Indicativo presente, III persona singolare, attivo.
quanta: Aggettivo interrogativo, nominativo femminile singolare, I classe. Attributo di sapientia. (quantus, quanta, quantum)
sapientia: Sostantivo femminile, nominativo singolare, I declinazione. Soggetto (dell'interrogativa indiretta). (sapientia, sapientiae)
et: Congiunzione coordinante copulativa.
moderatio: Sostantivo femminile, nominativo singolare, III declinazione. Soggetto. (moderatio, moderationis)
in: Preposizione (regge l'ablativo).
his: Aggettivo dimostrativo, ablativo neutro plurale. Attributo di verbis. (hic, haec, hoc)
verbis: Sostantivo neutro, ablativo plurale, II declinazione. (verbum, verbi)
sint: Verbo sum, es, fui, esse. Congiuntivo presente, III persona plurale.
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Omnis Gallorum natio admodum dedita est - ut iam ego memoravi - deorum cultui atque ob eam causam si gravibus morbis laborant aut si in proeliis periculisque sunt, homines dis immolant. Druides ipsi ea sacrificia parant. Ingentia simulacra viminea aedificant et ea vivis hominibus complent; postea eadem incendunt itaque illi infelices inter flammas vitam amittunt. Hoc modo fures latronesque immolant, quia haec sacrificia gratissima immortalibus dis putant. Sed cum eius generis victimarum copia non est, etiam innocentes viri immolantur.
Tutta la nazione dei Galli era molto dedita - come già ho ricordato – al culto degli dèi e per questa ragione se erano spossati da gravi malattie o se erano in battaglie e nei pericoli, immolavano gli uomini agli dèi. Gli stessi Druidi preparavano tali sacrifici. Costruivano maestose immagini di vimini e le riempivano di uomini vivi; poi incendiavano queste stesse e così quegli infelici morivano (perdevano la vita) tra le fiamme. In tal modo immolavano i ladri e i briganti, perché pensavano che tali sacrifici fossero molto graditi agli dèi immortali. Ma quando non c'era abbondanza di vittime di tal genere, venivano immolati anche uomini innocenti.
(By Maria D. )