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- Scritto da Anna Maria Di Leo
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inizio: post minotauri necem theseus e labyrintho incolumis evasit et patriam versus cum ariadna navigavit, ...
fine: ...coronae gemmae ed astra pervenerunt et in Coronae sidus se converterunt.
Dopo l'uccisione del Minotauro Teseo uscì dal labirinto incolume, ma mentre naviga(va) verso la patria con Arianna, abbandonò la fanciulla addormentata sopra gli scogli nell'isola di Nasso. La graziosa fanciulla versò invano un fiume di lacrime, invano rivolse dolorose parole e inutili preghiere ai numi. Un giorno però Bacco vide la fanciulla che dormiva presso le rive del mare: le chiome splendevano ai raggi del sole e le braccia giacevano abbandonate delicatamente. Bacco, subito infiammato dall'amore, si avvicinò e disse: "I tuoi occhi hanno pianto troppo, ora devono sorridere di nuovo: se non respingi un caro amore, sarai mia moglie e trascorreremo la vita insieme congiunti dal vincolo perenne dell'amore." Le parole soavi del dio subito rianimarono e rinvigorirono l'animo di Arianna. Allora Bacco pose sopra il capo della fanciulla una corona d'oro, ma quando la corona toccò la fronte di Arianna si sollevò immediatamente in aria e le gemme della corona si trasformarono nella costellazione della Corona. < /span>
(By Vogue)
ANALISI GRAMMATICALE
Verbi
evasit indicativo perfetto, terza persona singolare (evado) Paradigma: evado, evadis, evasi, evasum, evadere - verbo intransitivo III coniugazione
navigans participio presente, nominativo maschile singolare (navigo) Paradigma: navigo, navigas, navigavi, navigatum, navigare - verbo intransitivo I coniugazione
reliquit indicativo perfetto, terza persona singolare (relinquo) Paradigma: relinquo, relinquis, reliqui, relictum, relinquere - verbo transitivo III coniugazione
profundit indicativo presente, terza persona singolare (profundo) Paradigma: profundo, profundis, profudi, profusum, profundere - verbo transitivo III coniugazione
convertit indicativo presente, terza persona singolare (converto) Paradigma: converto, convertis, converti, conversum, convertere - verbo transitivo III coniugazione
conspexit indicativo perfetto, terza persona singolare (conspicio) Paradigma: conspicio, conspicis, conspexi, conspectum, conspicere - verbo transitivo III coniugazione
fulgebant indicativo imperfetto, terza persona plurale (fulgeo) Paradigma: fulgeo, fulges, fulsi, fulgere - verbo intransitivo II coniugazione
iacebant indicativo imperfetto, terza persona plurale (iaceo) Paradigma: iaceo, iaces, iacui, iacere - verbo intransitivo II coniugazione
incensus est indicativo perfetto passivo, terza persona singolare (incendo) Paradigma: incendo, incendis, incendi, incensum, incendere - verbo transitivo III coniugazione
appropinquavit indicativo perfetto, terza persona singolare (appropinquo) Paradigma: appropinquo, appropinquas, appropinquavi, appropinquatum, appropinquare - verbo intransitivo I coniugazione
inquit verbo difettivo, terza persona singolare (inquam) Paradigma: inquio, inquis, inquit, inquimus, inquitis, inquiunt - verbo difettivo
fleverunt indicativo perfetto, terza persona plurale (fleo) Paradigma: fleo, fles, flevi, fletum, flere - verbo intransitivo II coniugazione
subridere infinito presente (subrideo) Paradigma: subrideo, subrides, subrisi, subrisum, subridere - verbo intransitivo II coniugazione
debent indicativo presente, terza persona plurale (debeo) Paradigma: debeo, debes, debui, debitum, debere - verbo transitivo II coniugazione
recusas indicativo presente, seconda persona singolare (recuso) Paradigma: recuso, recusas, recusavi, recusatum, recusare - verbo transitivo I coniugazione
eris indicativo futuro semplice, seconda persona singolare (sum) Paradigma: sum, es, fui, esse - verbo intransitivo anomalo
coniuncti participio perfetto, nominativo maschile plurale (coniungo) Paradigma: coniungo, coniungis, coniunxi, coniunctum, coniungere - verbo transitivo III coniugazione
degemus indicativo futuro semplice, prima persona plurale (dego) Paradigma: dego, degis, degi, degere - verbo transitivo III coniugazione
recreaverunt indicativo perfetto, terza persona plurale (recreo) Paradigma: recreo, recreas, recreavi, recreatum, recreare - verbo transitivo I coniugazione
confirmaverunt indicativo perfetto, terza persona plurale (confirmo) Paradigma: confirmo, confirmas, confirmavi, confirmatum, confirmare - verbo transitivo I coniugazione
imposuit indicativo perfetto, terza persona singolare (impono) Paradigma: impono, imponis, imposui, impositum, imponere - verbo transitivo III coniugazione
tetigit indicativo perfetto, terza persona singolare (tango) Paradigma: tango, tangis, tetigi, tactum, tangere - verbo transitivo III coniugazione
assurrexit indicativo perfetto, terza persona singolare (assurgo) Paradigma: assurgo, assurgis, assurrexi, assurgere - verbo intransitivo III coniugazione
pervenerunt indicativo perfetto, terza persona plurale (pervenio) Paradigma: pervenio, pervenis, perveni, perventum, pervenire - verbo intransitivo IV coniugazione
converterunt indicativo perfetto, terza persona plurale (converto) Paradigma: converto, convertis, converti, conversum, convertere - verbo transitivo III coniugazione
Sostantivi
Minotauri genitivo maschile singolare (Minotaurus, Minotauri) II declinazione
necem accusativo femminile singolare (nex, necis) III declinazione
Theseus nominativo maschile singolare (Theseus, Thesei) II declinazione
Labyrintho ablativo maschile singolare (labyrinthus, labyrinthi) II declinazione
patriam accusativo femminile singolare (patria, patriae) I declinazione
Ariadna ablativo femminile singolare (Ariadna, Ariadnae) I declinazione
puellam accusativo femminile singolare (puella, puellae) I declinazione
scopulis ablativo maschile plurale (scopulus, scopuli) II declinazione
Naxo ablativo femminile singolare (Naxus, Naxi) II declinazione
insula ablativo femminile singolare (insula, insulae) I declinazione
lacrimarum genitivo femminile plurale (lacrima, lacrimae) I declinazione
flumen accusativo neutro singolare (flumen, fluminis) III declinazione
verba accusativo neutro plurale (verbum, verbi) II declinazione
preces accusativo femminile plurale (prex, precis) III declinazione
numinibus dativo neutro plurale (numen, numinis) III declinazione
puellam accusativo femminile singolare (puella, puellae) I declinazione
pelagi genitivo neutro singolare (pelagus, pelagi) II declinazione
ripas accusativo femminile plurale (ripa, ripae) I declinazione
Bacchus nominativo maschile singolare (Bacchus, Bacchi) II declinazione
comae nominativo femminile plurale (coma, comae) I declinazione
solis genitivo maschile singolare (sol, solis) III declinazione
radios accusativo maschile plurale (radius, radii) II declinazione
brachia nominativo neutro plurale (brachium, brachii) II declinazione
amore ablativo maschile singolare (amor, amoris) III declinazione
oculi nominativo maschile plurale (oculus, oculi) II declinazione
uxor nominativo femminile singolare (uxor, uxoris) III declinazione
vinculo ablativo neutro singolare (vinculum, vinculi) II declinazione
amoris genitivo maschile singolare (amor, amoris) III declinazione
vitam accusativo femminile singolare (vita, vitae) I declinazione
Ariadnae genitivo femminile singolare (Ariadna, Ariadnae) I declinazione
animum accusativo maschile singolare (animus, animi) II declinazione
coronam accusativo femminile singolare (corona, coronae) I declinazione
capiti dativo neutro singolare (caput, capitis) III declinazione
Ariadnae genitivo femminile singolare (Ariadna, Ariadnae) I declinazione
frontem accusativo femminile singolare (frons, frontis) III declinazione
auras accusativo femminile plurale (aura, aurae) I declinazione
gemmae nominativo femminile plurale (gemma, gemmae) I declinazione
astra accusativo neutro plurale (astrum, astri) II declinazione
Coronae genitivo femminile singolare (Corona, Coronae) I declinazione
sidus accusativo neutro singolare (sidus, sideris) III declinazione
Aggettivi
incolumis nominativo maschile singolare (incolumis, incolume) - aggettivo II classe
venusta nominativo femminile singolare (venustus, venusta, venustum) - aggettivo I classe
acerba nominativo neutro plurale (acerbus, acerba, acerbum) - aggettivo I classe
inutiles nominativo femminile plurale (inutilis, inutile) - aggettivo II classe
dormientem accusativo femminile singolare (dormiens, dormientis) - aggettivo participio presente II classe
molliter avverbio (dolcemente)
remissa nominativo neutro plurale (remissus, remissa, remissum) - aggettivo participio perfetto I classe
perenni ablativo neutro singolare (perennis, perenne) - aggettivo II classe
suavia nominativo neutro plurale (suavis, suave) - aggettivo II classe
auream accusativo femminile singolare (aureus, aurea, aureum) - aggettivo I classe
Altre Forme Grammaticali
versus preposizione che regge l'accusativo (verso)
cum preposizione che regge l'ablativo (con)
super preposizione che regge l'ablativo (sopra)
sopitam participio perfetto, accusativo femminile singolare (sopio, sopis, sopivi, sopitum, sopire)
Frustra avverbio (invano)
autem congiunzione avversativa (ma, d'altra parte)
apud preposizione che regge l'accusativo (presso)
subito avverbio (improvvisamente)
et congiunzione coordinante (e)
Nimis avverbio (troppo)
nunc avverbio di tempo (ora)
rursum avverbio (di nuovo)
nisi congiunzione condizionale (se non)
simulque avverbio (contemporaneamente) con enclitica '-que'
per preposizione che regge l'accusativo (attraverso)
statim avverbio (subito)
atque congiunzione coordinante (e)
Tum avverbio (allora)
sed congiunzione avversativa (ma)
confestim avverbio (subito)
se accusativo singolare - pronome riflessivo (sui, sibi, se, se)
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SEMIRAMIDE A SARDANAPALO
VERSIONE DI LATINO E TRADUZIONE
DAL LIBRO Cotide viscere
inizio: semiramis, assyriorum regis uxor, regnum fraude obtinuit. fine: ignem regiae admovit et cum aedibus conflagravit.
Semiramide, consorte del re degli assiri, ottenne il regno col tranello. Infatti dopo la morte del marito, con l'aiuto dell'abito, nascose la sua condizione e regnò al posto del figlio. Tuttavia fece molti e memorabili scempi, amministrò con significativa giustizia e pari forza e conservò con animo maschile il regno e lo migliorò: infatti ingrandìil regno degli Assiri fino agli Etiopi. Al contrario Sardanapalo, un altro re degli assiri, fu conosciuto a tutti per i costumi femminili. Il re, effeminato di corpo e di animo, aveva dato l'amministrazione del regno e le cariche maschili a ministri e prefetti e passava in spregevole ozio il tempo con un gruppo di donne facinorose. E così molti uomini nobili fecero congiure e si allearono con i nemici. Sardanapalo, non abituato alle armi e trascinato dalla paura della morte, dapprima cercò rifugio poi con pochi amici fidati tentò la fortuna della guerra. Tuttavia, superato in un grande combattimento, diede fuoco alla reggia e bruciò insieme alla dimora.
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Creon Menoecei filius edixit ne quis Polynicen aut qui una venerunt sepulturae traderet, quod patriam oppugnatum venerint; Antigona soror et Argia coniunx clan noctu Plynicis corpus sublatum in eadem pyra qua Eteocles sepultus est imposuerat. Quae cum a custodibus deprehensae essent, Argia profugit, Antigona ad regem est perduta; ille eam Haemoni filio cuius sponsa fuerat dedit interficienda. Haemon amore captus patris imperium neglexit et Antigonam ad pastores demandavit, ementitusque est se eam interficisse. Quae cum filium procreasset et ad puberem aetatem venisset, Thebas ad ludos venit; hunc Creon rex, quod ex draconteo genere omnes in corpore insigne habebant, cognovit. Cum Hercules pro Haemone deprecaretur ut ei ignosceret, non impetravit; Haemon se et Antigonam coniugem interfecit.
Traduzione favola originale
Creonte, figlio di Meneceo, proclamò un editto che vietava di dare sepoltura a Polinice e a quelli che erano giunti con lui, poiché erano venuti per attaccare la patria; ma sua sorella Antigone e sua moglie Argia sottrassero nottetempo e di nascosto il cadavere di Polinice e lo posero sulla stessa pira sulla quale era stato messo il corpo di Eteocle. Quando vennero sorprese dalle guardie, Argia riuscì a fuggire, ma Antigone venne condotta innanzi al re, che la consegnò a suo figlio Emone, con cui era fidanzata, perché la uccidesse. Emone disobbedì per amore agli ordini del padre e affidò Antigone ai pastori; poi, mentendo, disse di averla uccisa. Antigone in seguito partorì un figlio; quando questi raggiunse la pubertà, andò a Tebe per partecipare ai giochi e qui il re Creonte lo riconobbe, poiché tutti coloro che appartenevano alla stirpe del drago avevano un segno sul corpo. Ercole intercedette a favore di Emone e pregò Creonte che lo perdonasse, ma non ottenne nulla; Emone allora uccise sé stesso e la moglie Antigone.
Altra Traduzione Antigone dal libro Cotidie discere
Creonte figlio di Menelao fece un bando affinché nessuno seppellisse Polinice o coloro che erano venuti insieme, perché era venuto per espugnare la patria; la sorella Antigone e la cognata Argia di nascosto di notte sollevarono il corpo di Polinice e lo posero nella stessa pira in cui fu sepolto Eteocle. E quelle essendo state colte sul fatto dai custodi, Argia fuggì, Antigone fu condotta dal re. Questi la diede da uccidere al figlio Emone, al quale fu promessa in matrimonio. Emone preso dall'amore trascurò l'ordine del padre e affidò Antigone ai pastori e mentì, dicendo di averla uccisa. E lei quando gli diede un figlio e giunse ad un'età adulta, andò a Tebe per i giochi; il re Creonte, poiché tutti della stirpe del drago avevano un segno nel corpo, lo riconobbe. Benché Ercole pregasse per Emone affinché lo perdonasse, non raggiunse l'intento. Emone uccise sé stesso e sua moglie Antigone.
Altra traduzione dal libro Nova officina
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luppiter, Saturni filius, postquam adolevit Titanum auxilio patrem regno expulit et imperium totius orbis terrarum cum fratribus divisit. Postea contra Thyphoeum feliciter pugnavit, monstrum ingens et horrendum; postremo bellum etiam contra gigantes sustinuit, omnes vicit atque in Tartara deiecit. luppiter auctor erat omnium potestatum et custos iustitiae. Praeterea luppiter hospitum et supplicum patronus erat, fati voluntatem fulminibus, somniis atque oraculis ostendebat, populi contionibus praesidebat, aequa et sapientia consilia mittebat. Sculptores et artifices lovis simulacra de marmore aut ex aere effingebant: deorum regi corpus ingens ac validum, caput augustum, gravia et serena lineamenta oris tribuebant. lovis ornamenta erant sceptrum aquila et signum Victoriae.
Giove figlio di Saturno dopo che con l'aiuto dei titani distrusse con il fuoco (adoleo) expulse il padre dal regno e divise con i fratelli l'imbero di tutta le terre. Dopo combattè con successo (felicemente) contro Trifoeo un mosto immenso ed orrendo: dopo sostenne anche una guerra contro i giganti, vinse tutti ed andò nel regno dei morti (Tartara). Giove era il promotore di tutta la sovranità e custode della giustizia. Poi Giove era stato il padrone degli ospiti e dei supplici e mostrava la volontà del fato con i fulmini e anche con sogni e oracoli, presiedeva alle assemblea del popolo e mandava giusti e sapienti consigli, . Gli scultori ritraevano Giove in statue di marmo o di bronzo o ebano: attribuivano al re degli dei un corpo ingente e valido, una testa angusta, gravi e sereni lineamenti del volto. Giove aveva come ornamento (dativo di possesso) lo scettro, l'aquila e il segno della Vittoria.