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LA RAGAZZA E LA TARTARUGA
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Greco Esercizi
TRADUZIONE
Una fanciulla scopre una tartaruga vicino alla sponda, e desidera ucciderla, cuocerla e mangiarla. La fanciulla dunque si occupa di rompere la corazza della tartaruga con una pietra, ma sbaglia nel proposito. Prende dunque la tartaruga, la porta sulla cima di una scogliera e la butta giù: ma in questo modo non si compie l'intento della ragazza. Essa dunque lega la tartaruga all'ancora, e la getta nel mare e nelfrattempo dice: " ti mangino le trigle e le seppie dato che non ti è gradita la pentola". La tartaruga rosicchia la corda e dice alla ragazza: " le tartarughe non solo resistono ai colpi delle pietre, ma nuotano anche attraverso il mare".
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GARA DI APOLLO E MARSIA
VERSIONE DI GRECO DI APOLLODORO
TRADUZIONE dal libro esercizi greci
Απεκτεινε δε Απολλων και τον Ολυμπου παιδα Μαρσυαν. Ουτος γαρ ευρων αυλους, ους ερριψεν Αθηνα δια το την οψιν αυτης ποιειν αμορφον, ηλθεν εις εριν περι μουσικης Απολλωνι. Συνθεμενων δε αυτων ινα ο νικησας ο βουλεται διαθη τον ηττημενον, της κρισεως γινομενης την κιθαραν στρεψας ηγωνιζετο ο Απολλων, και ταυτο ποιειν εκελευε τον Μαρσυαν του δε αδυνατουντος ευρεθεις κρεισσων ο Απολλων, κρεμασας τον Μαρσυαν εκ τινος υπερτενους πιτυος, εκτεμων το δερμα ουτως διεφθειρεν.
Apollo uccideva Marsia figlio di Olimpo. Marsia infatti trovando il flauto di Atena, veniva a contesa con Apollo. Si dice che Apollo e Marsia facevano una gara di musica e decidevano che il vincitore sarebbe stato padrone della vita dell'avversario. Apollo pizzica la cetra e gareggia e ordina che Marsia suoni la cetra. I giudici indicano Apollo come vincitore. Il dio prende Marsia, scuoia la pelle di Marsia e così uccide l'avversario.
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IL LEONE, LA VOLPE E LA CERVA
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro Esercizi Greco
TRADUZIONE
Il leone, Re della foresta, era gravemente ammalato. Data la sua avanzata età egli non aveva più le forze per uscire dalla sua caverna e procurarsi il cibo necessario per la guarigione. Per questo fu costretto a ricorrere all'aiuto di una volpeda sempre sua grande amica. Chiamandola al proprio capezzale, il leonele disse: "Mia cara compagna, esiste una sola medicina per il mio male. Si tratta di un brodo fatto con le corna di un cervo. Devi procurarmelo subito!"Commossa per quella richiesta, la volpesi mise subito all'opera e, scovato l'animale tanto desiderato dal grande malato, cercò, con un inganno, di convincerlo a seguirlo, dicendogli: " Mi manda il leonecon l'incarico di portarti da lui prima che tiri l'ultimo respiro. Andando per eliminazione ha deciso che tu sei il più adatto fra tutti gli animali per essere il suo successore al trono dopo la sua morte!"Il cervo, lusingato da questa insperata proposta, accettò subito e seguì la volpefino alla caverna del leone, ma non fece neppure in tempo a varcare la soglia che si senti aggredire dal feroce animale. Fortunatamente riuscì a divincolarsi e a fuggire. Il leone, deluso e arrabbiatissimo, scongiurò ancora la sua amica di ritentare la prova usando la sua proverbiale furbizia. Questa, dopo lunghe ricerche, riuscì a trovare il cervo nel suo nascondiglio, ma, appena si presentò davanti a lui, dovette sentirsi le sue irate proteste. "Ascoltami, " si scusò la volpe"Ti sei spaventato per niente. Il morente voleva solo darti la sua benedizione. Torna da lui prima che cambi idea!"Il cervo, anche questa volta, affascinato dall'idea di diventare Re, si ripresentò al leone. Ma questi, afferratolo, gli rubò le sue bellissime corna per farvi un bel brodo caldo, lasciandolo poi libero di scappare.
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L'ORACOLO DI CRESO
versione di greco
TRADUZIONE dal libro Esercizi greci - pag. 284 n. 8
TRADUZIONE
Creso ordinava agli ambasciatori della Lidia di chiedere agli oracoli se avesse guerreggiato contro i Persiani. Ma gli ambasciatori andavano a Delfi e domandavano un responso agli oracoli dicendo: “Creso, re dei Lidi e anche di altri popoli, considerando che questi oracoli sono gli unici veri dagli uomini, vi manda anche valorosi doni fra le invenzioni e vi chiede se combatte (combatterà) contro i persiani”. Gli uni chiedevano queste cose e gli oracoli annunciavano che Creso avrebbe sconfitto un grande regno, qualora avesse combattuto contro i persiani. Secondo queste cose Creso, pensando di distruggere il regno di Ciro, cominciò una guerra ai Persiani, ma i persiani avevano Sardi Lamentandosi Creso riguardo al vaticinio, la pizia diceva che Creso non aveva accusato giustamente; Apollo gli prediceva infatti che egli stesso avrebbe distrutto un grande regno, qualora avesse combattuto contro i Persiani. Ma bisognava che Creso domandasse riguardo a ciò: quale fosse il regno il suo o quello di Creso.
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I ROMANI ASSEDIANO GERUSALEMME
VERSIONE DI GRECO di Cassio Dione
TRADUZIONE dal libro Greco esercizi 2
INIZIO: Ο δε Τιτος τῳ προς Ιουδαιους πολεμῳ επιταχθεις επεχειρησε μεν αυτους λογοις τισι και επαγγελιαις προσπιησασθαι...FINE: ...ες επιδειξιν του και αυτοι αυτομολους εχειν.
TRADUZIONE
Tito durantela guerracontro i giudei tentò di accostarsi a quelle conparolee promesse non faceva guerra a quelli che erano convinti e colui che si dava da fare nelle iniziali battaglie di esitoincerto e allora essendo superiore assediava gerusalemme. dunque tito in seguito fece un annuncio concedendo a quelli impunità pertanto non solo quelli cheresistevano, ma anche queli che erano vinti e coloro che di quelli disertavanocontaminava l'acqua dei romanidi nascosto e uccidevano per prenderenessuno degli uomini se soli tito non accoglieva più nesuno di quell. in ciò come coloro che erano tormentati tra i romaninel lungo assedio allo stesso modo divulgò quello che era sospettatoche la cittàin realtà non fosse assediata si trasferì e i nemici pur essendo a corto di viveri disse a dimostrazione di quello che anche quelli avevano disertori
altra proposta di traduzione
Tito, incaricato della guerra contro i Giudaici, da un lato tentò di accattivarsi quelli con alcuni discorsi e promesse, dall'altro faceva guerra contro quelli che non si lasciavano persuadere, e combattendo le prime battaglie con esito incerto, dopo aver vinto metteva sotto assedio Gerusalemme. Dunque Tito fece di nuovo un annuncio, concedendo l'impunità, quelli dunque anche così resistevano (non si arrendevano), e i prigionieri e i disertori di quelli (degli ebrei) contaminavano di nascosto l'acqua e uccidevano tra gli uomini quelli (romani) che potevano sorprender da soli, mentre (dunque) Tito non accettava più nessuno di quelli. Nel frattempo essendo anche alcuni dei romani scoraggiati ( let. come in un lungo assedio) dal momento che l'assedio era lungo, e inoltre sospettando ciò che si diceva, (ovvero) che la città fosse realmente inespugnabile, disertarono: e i nemici (gli ebrei), pur essendo scarse le provviste, tuttavia gli (i disertori romani) accoglievano bene per dimostrare che avevano anche loro dei disertori.
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