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Ως δε μη υπο λιμου αγαν αυ πιεζοιντο, απραγμονως μεν αυτοις ουκ εδωκε λαμβανει ων αν προσδεωνται... κλεπτοντας τιμωρουνται. (Versione da Senofonte)
Traduzione libera
Perché non fossero oppressi (πῐέζω) troppo dalla fame, non stabiliva per loro di prendere senza impedimenti ciò di cui avessero bisogno lasciò comunque la possibilità di rubare qualcosa per combattere il desiderio di mangiare. Io ritengo che tutti capiscano che, se egli permise loro di trovarsi da soli la strada per sfamarsi, non fu perché non avesse cibo da offrire; è chiaro invece che chi vuole compiere un furto deve star sveglio di notte, tessere inganni e tendere insidie di giorno, e che per procacciarsi qualcosa a questo modo bisogna predisporre persone che sorveglino il luogo del furto. E manifesto che egli educò i ragazzi a fare tutte queste cose così con l'intento di renderli più ingegnosi nel procurarsi i viveri e più adatti alla guerra.
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Η τε γαρ θαλαττα ευθυς ακυμων εγενετο και την γαληνην επισπασαμενη λειαν παρειχεν εαυτην ... ημεις δε επεσοντες αλλο αλλος του πελαγους μερος διεκυμαινομεν.
Il mare diventava subito placido (sterile) e presentava una bonaccia che lo rendeva (ἐπισπάω) piatto, noi tutti cercanti (che cercavamo) la quiete seguivamo (παρακολουθέω) nient'altro che spettatori, desiderosi di fuggire oltre il mare, gli Amorini volavano solo poco sopra le onde sfiorando l'acqua con i piedi insigni, tenendo in mano lucenti fiaccole, cantavano un imeneo, le Nereidi, che emergevano seminude, erano in groppa ai delfini applaudivano, la specie dei Tritoni e tutta quella temibile da vedere dei mari, tutte danzavano intorno alla fanciulla. Perfino Nettuno, montato sul cocchio, avendo di fianco Anfitrite, avanzava lietamente indicando la via al fratello che nuotava; dietro tutti due Tritoni portavano Afrodite che sedeva in una conchiglia spargendo tanti fiori davanti alla ninfa. Tutte queste cose accadevano dalla Fenicia fino a Creta. Quando giunse (ἐπιβαίνω) nell'isola non comparve il toro, Giove presala per mano portò Europa che arrossiva e teneva gli occhi in terra nell'antro Ditteo: aveva infatti in orecchio cosa sarebbe accaduto. Essi, amandosi l'un l'altro, smossero una parte del mare. (by Geppetto)
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Inizio: Ελληνων δε πρωτοι Χαλκιδης εξ Ευβοιας πλευσαντες μετα Θουκλεους οκιστου Ναξον ωκισαν και .... Fine: οικιστην δε αυτοι Καταναιοι εποιησαντο Ευαρχον. (Tucidide)
Primi fra i greci i Calcidesi, navigando dall'Eubeia con il fondatore Teocle, fondarono Nasso e costruirono l'altare di Apollo Artagete, che ora è fuori dalla città, sul quale, quando i viaggiatori navigano dalla Sicilia, per prima cosa offrono sacrifici. Archia degli Eraclidi l'anno seguente da Corinto fondò Siracusa, innanzitutto avendo portato i Siculi fuori dall'isola, nella quale ora la città non più bagnata è all'interno; tempo dopo era popolosa e chiusa da mura al di fuori.T ucle e i Calcidesi, muovendo da Nasso, nel quinto anno da che era sorta Siracusa, fondarono Leontini, dopo aver rimosso da quella località con una guerra i Siculi e dopo di essa (fondarono) Catania; i Catanesi stessi però scegliavano come ecista Evarco.
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Synkrisis pagina 204 numero 90
Frase iniziale: Κῦρος μὲν οὖν οὕτως ἐτελεύτησεν, ἀνὴρ ὢν Περσῶν τῶν μετὰ Κῦρον τὸν ἀρχαῖον ...Frase finale: ἐπεὶ δὲ τῇ ἡλικίᾳ ἔπρεπε, καὶ φιλοθηρότατος ἦν καὶ πρὸς τὰ θηρία μέντοι φιλοκινδυνότατο
Così dunque morì Ciro: nessuno, tra i Persiani vissuti dopo Ciro il vecchio, fu più regale e degno del comando, come concordemente ammettono le persone che lo hanno conosciuto di persona.
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Ἀντιόχου δὲ τὴν μὲν φιλαρχίαν ψέξειεν ἄν τις, ὅτι δ' οὐ παντάπασιν αὐτῇ τὸ φιλάδελφον ἐνηφανίσθη, θαυμάσειεν. ἐπολέμει γὰρ ὑπὲρ τῆς βασιλείας Σελεύκῳ νεώτερος ὢν ἀδελφὸς καὶ τὴν μητέρα συλλαμβάνουσαν εἶχεν· ἀκμάζοντος δὲ τοῦ πολέμου μάχην ὁ Σέλευκος Γαλάταις συνάψας καὶ ἡττηθεὶς οὐδαμοῦ φανερὸς ἦν ἀλλ' ἔδοξε τεθνάναι, πάσης ὁμοῦ τι τῆς στρατιᾶς ὑπὸ τῶν βαρβάρων κατακοπείσης. πυθόμενος οὖν ὁ Ἀντίοχος τὴν πορφύραν ἔθηκε καὶ φαιὸν ἱμάτιον ἔλαβε, καὶτὰ βασίλεια κλείσας ἐπένθει τὸν ἀδελφόν· ὀλίγῳ δ' ὕστερον ἀκούσας, ὅτι σῴζεται καὶ δύναμιν αὖθις ἑτέραν ἀθροίζει, τοῖς τε θεοῖς ἔθυσε προελθὼν καὶ ταῖς πόλεσιν ὧν ἦρχε θύειν καὶ στεφανηφορεῖν ἐπήγγειλεν.
Qualcuno potrebbe biasimare la brama di potere di Antioco ma non meravigliarsi che per questa non perse del tutto l'amore fraterno. Infatti faceva guerra a Seleuco per il regno essendo il fratello più giovane e aveva la madre che lo aiutava. Essendo in pieno sviluppo la battaglia di guerra, Seleuco essendosi unito ai galati e sconfitto non si trovava da nessuna parte (lett. era visibile da nessuna parte) ma sembrava fosse morto tutto il suo esercito fatto a pezzi dai barbari. Antioco venendolo a sapere depositò la veste (regale) di porpora ed indossò il mantello scuro e dopo aver sbarrato la reggia compiangeva il fratello. Poco dopo avendo saputo che era salvo e che radunava di nuovo altra forza, dopo esser uscito sacrificò e comandava alle città di quello di sacrificare (agli dei) ed ordinò di portare una corona.
Verbi:
ἐνηφανίσθη Ἐνἀφανίζω = mediopassivo aoristo passivo indicativo singolare terza
συνάψας συνάπτω participio aoristo maschile singolare nominativo
ἡττηθεὶς ἡττάω participio mediopassivo aoristo passivo maschile singolare nominativo
ἔθηκε τίθημι attiva aoristo b indicativo singolare terza
κλείσας κλείω participio attiva aoristo maschile singolare nominativo
ἐπένθει πενθέω attiva imperfetto indicativo singolare terza
Regole: