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I poeti tragici
Libro: Gymnasion vol. 2 pag. 56 n° 46
Eschilo il tragediografo era Ateniese per nascita, iniziò a realizzare tragedie da giovane e prevalse di molto sugli altri prima di lui riguardo la poesia, sia per la composizione della scena, sia per la magnificienza dell'allestimento del coro. Per primo esaltò la tragedia con composizioni più elevate. Anche Sofocle era Ateniese per nascita, più grande di Eschilo più giovane di Euripide. Imparò a fare tragedie da Eschilo, e introdusse per la prima volta cose nuove negli agoni, avendo tolto per prima cosa la recitazione del poeta (già da prima infatti il poeta recita), ma avendo anche reso 15 quei coreuti anzichè 12. Questo usò per primo 3 attori. Il poeta Euripide nacque a Salamina, quando i Greci combatterono in mare contro i Persiani. Dapprima era 1 pittore, primeggiò soprattutto nella tragedia. Si dice riguardo il famoso Euripide che 1 volta essendosi allontanato da Atene andò da Archelao il re dei Macedoni, presso il quale godeva di grande stima. Dunque soggiornando lì, poiché si fermò una volta per caso in un bosco, si dice che lo sbranarono i cani di Archelao.
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Alessandro Magno
Autore: Sconosciuto
dal libro gymnasion
Alessandro regno’ 12 anni e 8 mesi, fu un uomo molto bello fisicamente (e) molto amante dello sforzo fisico (fatica), ebbe un' intelligenza molto acuta e fu molto coraggioso, molto ambizioso, sprezzante del pericolo, molto rispettoso deglidei (lett. della divinità), fu molto sicuro di sè nei piaceri del corpo, insaziabile (lett. di quelli) dei piaceri della mete, unica lode. Fu molto abile nel'osservare quello che necessitva in una situazione irrisolvibile e molto fortunato nel capire dalle apparenze cio che (invece) era vero e fu molto esperto a schierare, armare, equipaggiare un esercito; (e fu molto abile) poi ad esortare l’animo dei soldati e a colmarlo di buone speranze e a far passare la paura nei pericoli, con il suo ardore, in tutto questo fu (veramente) abilissimo. Fu molto fermo nel rispettare i patti e molto sicuro nel non lasciarsi sorprendere da chi voleva ingannarlo: fu molto cauto nei riguardi del denaro per i propri piaceri, molto prodigo nella beneficenza dei parenti.
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I pomi delle Esperidi
Libro: Gymnasion vol. 1 pag. 171 n° 178
Euristeo ordinava a Eracle di portare via e di portargli i pomi d’oro che Gea, avendo Zeus sposato Era, aveva donato alla dea. L’albero dei pomi era in un giardino presso il monte atlante, ma un drago che aveva cento teste, molto spaventoso sia per gli uomini che per gli dei, custodiva il giardino. Poiché il drago non sembrava capace di proteggere i pomi, Era inviava nel giardino anche tre ninfe figlie della notte, chiamate Esperidi, le quali erano spaventose, poiché facevano incantesimi; oltre a questo nascondevano tutte le cose nell’oscurità non lasciando riconoscere i pomi d’oro da quelli comuni. Eracle arrivava in giardino e dopo una grande ricerca portava via i pomi d’oro aiutandolo lo stesso Atlante e li portava a Euristeo.
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Alessandro Magno e la rondine versione di greco di Arriano Traduzione dal libro gymnasion
Πολιορκουντος Αλεξανδρου Αλικαρνασσον, λεγουσιν αυτον αναπαυεσθαι μεν εν μεσημβρια, χελιδονα δε περιπετεσθαι υπερ της κεφαλης τρυζουσαν μεγαλα και της ευνης αλλη και αλλη επικαθιζειν, θορυβωδεστερον η κατα το ειωθος αδουσαν. Τον δε υπο καματου εγερθηναι μεν αδυνατως εχειν εκ του υπνου, ενοχλουμενον δε προς της φωνης τη χειρι ου βαρεως αποσοβησαι την χελιδονα· την δε τοσουτου αρα δεησαι αποφυγειν πληγεισαν, ωστε, επι της κεφαλης αυτης του Αλεξανδρου καθιζομενην, μη προσθεν απελθειν, πριν παντελως εξεγερθηναι Αλεξανδρον. Και Αλεξανδρος, ου φαυλον ποιησαμενος το της χελιδονας, ανεκοινωσεν Αριστανδρω τω μαντει· Αριστανδρον δε επιβουλην μεν εκ του των φιλων σημαινεσθαι αυτω ειπειν σημαινεσθαι δε και οτι καταφανης εσται. Την γαρ χελιδονα συντροφον τε ειναι ορνιθα και ευνουν ανθρωποις, και λαλον μαλλον η αλλους πετεινους.
Mentre assediava Alicarnasso, si dice che che (egli) a mezzogiorno si riposò, si dice (anche) che una rondine (gli) svolazzò sopra la testa garrendo molto e che si posò qua e la intorno al giaciglio, cantando più romorosamente del solito. Si racconta (lett. dice) che (egli) si risvegliò dal sonno per la pena che aveva debolmente, (essendosi infastidito) infastiditosi dal verso scacciò la rondine con la mano non a stento: quella essendo colpita ebbe bisogno di sottrarsi così che non se ne andò non prima di svegliare Alessandro interamente, essendosi posata sopra la stessa testa di Alessandro. E si diche che Alessandro non avendo stimato di poco conto (il fatto) l'episodio della rondine, si consultò con il profeta Aristandro; si dice che Aristandro gli disse che (l'episodio) manifestava un complotto da (parte di) uno degli amici; si dice che rivelò anche che sarebbe stato evidente (chi). Infatti si dice che una rondine non solo sia un uccello familiare ma anche benevolo per gli uomini e più loquace degli altri uccelli.
Traduzione numero 2
Si racconta che, quando Alessandro stava assediando Alicarnasso, egli, a mezzogiorno, si fermò a riposare e una rondine (gli) svolazzò attorno alla testa, garrendo fortemente, e si posò ora da una parte ora dall’altra del letto, cantando più chiassosamente del solito. (Si racconta che) egli, a causa della stanchezza, non riuscì a destarsi dal sonno, ma, infastidito dal verso, con la mano non pesantemente cercava di far allontanare la rondine: (si racconta che) essa, pur colpita, fu tanto lontana da fuggire ( tanto mancò che essa fuggisse = fu tanto lontana da fuggire: ) che anzi, posata sulla testa stessa (= proprio sulla testa) di Alessandro, non se ne andò prima che Alessandro si fosse completamente svegliato. E (si racconta che) Alessandro, poiché non ebbe considerato (cosa da) poco il fatto della rondine, si consultò con l’indovino Aristandro: (si racconta che) Aristandro gli disse che (esso) rivelava un complotto da parte di uno degli amici: rivelava anche che (il complotto) sarebbe stato manifesto. La rondine, infatti, è un uccello domestico e benevolo verso gli uomini e più ciarliero di altri volatili.
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I Romani temono gli attacchi dei Galli
versione greco traduzione libro Gymnasion
I romani poiché erano venuti a sapere piuttosto velocemente che i celti avevano valicato le alpi inviarono il console lucio emilio cn le truppe per aspettare a rimini l assalto dei nemici da qst parte uno dei pretori in tirrenia. Infatti l'altro dei consoli Gaio Attilio ottenne di uscire prima fuori verso la Sardegna con le legioni e tutti a Roma erano pieni di paura poiché pensavano che un terribile incombesse su di loro. E pensavano questo a ragione poiche un antico terrore per i galli persisteva nei loro animi. percio radunavano alcune legioni e ne arruolavano altre ed altre pronte davano il comando di stare fra gli alleati. Fecero i preparativi dell approvigionamento delle freccie e dell altro materiale per una guerra cosi importyante e tanti (preparativi) come nessuno prima ricorda