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Gli Iperborei
versione di greco dal Libro: Gymnasion vol. 1
Gli Iperborei abitavano l'isola nei luoghi difronte i Celtici difronte l'oceano. L'isola dal suolo fertile e che da prodotti e portava frutti il doppio all'anno. Gli abitanti erano beati e felici. Gli Iperborei veneravano degli dei sopratutto Apollo e durante il giorno adoravano con i canti e poesie, il memorabile tempio del dio nell'isola. La maggior parte degli iperborei erano suonatori di cetra e nel tempio suonavano la cetra e cantavano poesie al dio. Dicevano gli antichi scrittori di leggende che il dio spesso si imbatteva con gli iperborei e danzava e suonava la cetra continuamente dall'equinozio primaverile fino all'equinozio d'autunno.
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I due amici e l'orsa
Libro: Gymnasion
Due amici percorrevano la stessa strada. un'orsa apparve loro all'improvviso, uno dei due salì (saliva) rapidamente su di un albero, e lì si nascondeva, l'altro invece, mentre stava per essere preso, cadde volontariamente per terra, e fingeva la morte. Essendosi avvicinata l'orsa e siccome gli mostrava il muso fiutando tutt'intorno alla (sua) testa, il malcapitato chiuse gli occhi e tratteneva il respiro; si ritiene infatti che gli orsi non mangino i morti. Quindi, essendosene andata l'orsa, quello scende dall'albero e chiede all'amico che cosa l'orsa gli avesse sussurrato all'orecchio. E questo risponde: nell'avvenire (o d'ora in poi) non andare in giro con quegli uomini che nel pericolo non restano affianco agli amici, ma pensano alla salvezza di loro soli.
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Titolo: I due muli e i ladri
Autore: Sconosciuto
Libro: Gymnasion 1 - pag. 103 - nr. 84
Due muli trasportano insieme, l'uno portandi dei cesti pieni d'oro e degli utensili, l'altro portando dei sacchi pieni di orzo. Un mulo cammina sollevando oro scuotendo orgoglioso una campana squillante. L'altro segue con passo lento e calmo. All'improvviso i ladri appaiono, feriscono il mulo che porta gli utensili, portano via tutto il bottino, risparmiano l'altro a causa del basso prezzo dell'orzo. Quando i malvagi se ne vanno, lo sventurato mulo spoglio della merce e pieno di ferite piange dicendo: "ben mi sta; purtroppo essendo arrogante per le care merci, non facendomi pensare che i grandi beni sono soggetti a molti pericoli e alle insidie e allora essendo povero, non t'imbatti più nel pericolo".
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I figli del Cielo e della Terra
Libro: Gymnasion vol. 2
Il primo a essere il signore di tutto il cosmo fu Urano.
Avendo sposato Gea, generò per primi i figli chiamati Centimani: Briareo, Gie, Cotto, i quali erano insuperabili per grandezza e per forza, avendo cento braccia e cinquanta teste per ciascuno. Dopo questi Gea partorì a egli i figli Ciclopi: Arge, Sterope, Bronte, dei quali ciascuno aveva un occhio sulla fronte. Ma Urano, avendo incatenato questi, li gettò nel Tartaro (questo luogo tenebroso si trova nell'Ade, avendo la distanza tanto lontana dalla Terra quanto la Terra (è) lontana dal cielo), in seguito genera da Gea i figli cosìdetti Titani: Oceano, Ceo, Imperione, Crio, Giapeto, Crono, il più giovane di tutti, e le figlie chiamate Titanidi: Teti, Rea, Temi, Mnemosine, Febe, Dione, Teia. (by Vogue)
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gymnasion pagina 182 numero 226 (rossa)
Inizio: Δυο αλεκτρυονες του αυτου σηκου συμπιπτοντες αλληλοις, Fine: Ο μυθος δηλοι οτι χρη και εν τη νικη μετριοτητι χρησθαι