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Dario quando da Alessandro gli fu messa in fuga l'ala sinistra, subito come si volgeva fuggiva sul carro insieme ai primi e finché si imbatteva in regioni pianeggianti durante la fuga, si mise in salvo sul carro; quando si imbatté in un dirupo e in altri terreni difficili, lasciò lì il carro, lo scudo e, spogliatosi, la sopraveste; lui lasciò sul carro anche l'arco; egli salito a cavallo fuggiva; e la notte impedì che fosse catturato da Alessandro. Alessandro infatti fino a che c'era luce lo inseguì con tutte le forze, come si fece notte si rivolgeva indietro verso l'accampamento e prese il carro di Dario, lo scudo sopra questo e la sopraveste e l'arco.L'accampamento di Dario fu preso tutto d'assalto e anche la madre, la moglie e il figlio piccolo di Dario; e anche le due figlie e altre donne non molte che erano con loro tra i persiani di uguale rango.
Il testo greco della versione ed altra proposta di traduzione letterale
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Il pastore e il mare
Autore: Esopo
versione del libro gymnasion
Un pastore, che faceva pascolare il gregge lungo la costa, vedendo il mare tranquillo fu preso dal desiderio di imbarcarsi e mettersi in commercio. Vendette le pecore, acquistò datteri e prese il largo. Ma fu colto da un fortunale e per salvarsi dovette gettare in acqua tutto il carico. Molti anni dopo, trovandosi in riva al mare, udì un passante ammirarne la calma. E il pastore: “Si vede che vuole ancora datteri”. La favola dimostra che è inutile vendere datteri in alto mare: non li compra nessuno.
Altra proposta per il libro gymnasion
un pastore, mentre pascolava un gregge in un luogo vicino al mare, vedendo che il mare si era calmato, desiderò avendo cambiato vita e diventando marinaio, navigare per commercio. dunque avendo venduto il gregge e avendo comprato una grande quantità di datteri salpò sperando che la nave venisse in breve tempo riempita di ricchezze. quando giunse nel mare sopraggiunse un violento inverno e poiché la nave correva il pericolo di affondare, fu costretto a gettare tutto il carico nei flutti. , affinché si salvasse (la nave ) e a stento si volse indietro verso il porto con la nave vuota. ma arrivando qualcuno dopo non pochi giorni ed essendosi calmato il mare, ammirandone la tranquillità, questo grida : non fidarti, infatti desidera di nuovo i datteri e perciò si mostra tranquillo perché spera che nel caso in cui fosse infuriato, altri datteri gli saranno gettati.
Versione dal libro Anthropoi pagina 93 n. 77
Un pastore mentre pascolava il gregge in un luogo costiero, vide il mare calmo e desiderò di viaggiare verso il mercato. Allora vendette il gregge, comprò dei datteri e salpò. Ma poiché in seguito giunse un forte inverno e dal momento che la nave rischiava di essere sommersa, gettò tutta la merce nel mare e si portò in salvo a stento sulla neve vuota. Dopo non pochi giorni, essendo l’uomo giunto a destinazione ed ammirando la tranquillità del mare, aggiunse: “Caro mio, desideravi evidentemente i datteri, ecco perché sembravi tanto calmo”La favola insegna che le sofferenze sono insegnamenti per l’uomo.
Versione dal libro la lingua greca
Un pastore, pascolando la gregge in un luogo marittimo, poiché vide il mare tranquillo, desiderava, cambiando la (sua) vita e diventando un marinaio, intraprendere i commerci per mare. Perciò vendeva la gregge, trasportava una grande quantità di datteri alla nave, pensando di arricchirsi in poco tempo, e (la) guidava. Quando era sul mare, arrivava una tempesta violente e la nave era in pericolo di affondare; così era obbligato a gettare tra le onde la merce essenziale e difficilmente si salvava con la nave vuota. Dopo non pochi giorni pascolando di nuovo la gregge press o il mare, sente la calma del mare ammirata da un viandante. il pastore diceva: " Oh amico, non fidarti: il mare vuole datteri, perciò appare tranquillo" La storia insegna che le sventure sono insegnamenti per gli uomini.
VERSIONE DA NUOVI ESERCIZI GREC I
Un pastore, pascolando il gregge, in un luogo presso il mare, vedendo sereno il mare, bramò di navigare per il commercio. beni. Correndo la nave pericolo di affondare a causa di una violenta tempesta essendo stato costretto a gettare tutto il carico in mare, a stento nella nave vuota si salvò. Dopo molti giorni passando qualcuno e ammirando la distesa del mare calmo, quello gridava: “non fidarti: desidera di nuovo i datteri e per questo si mostra calmo, poiché spera, quando il mare si agita, che gli altri datteri saranno gettati”. Avendo venduto le pecore e avendo acquistato datteri, salpò sperando che la nave in breve tempo si sarebbe riempita
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il tiranno non può essere felice
Versione greco e traduzione libro gymnasion
Ει συ οιει οτι ο τυραννος, επει πλειω κτηματα των ιδιωτων εχει, δια τουτο και πλειον ευφραινεται, σφοδρα εξαμαρτανεις. Ωσπερ γαρ οι αθληται ουκ ευφραινονται οτε κρεισσονες των ιδιωτων εισιν, αλλ' ανιωνται οτε ησσους των ανταγωνιστων υπαρχουσιν, ουτω και ο τυραννος ουκ ευφραινεται οτε φαινεται πλειω των ιδιωτων εχων, αλλα λυπειται οτε ελασσω ετερων τυραννων εχει· ηγειται γαρ τους αλλους τυραννους εαυτω ανταγωνιστας του πλουτου ειναι. Αι επιθυμιαι μην ου γιγνονται ελασσον τω τυραννω η τω ιδιωτη· μονον γε εν τοις τυραννοις αι επιθυμιαι πολυ μειζονες εισιν. Ο μεν γαρ ιδιωτης η οικιας η αγρου η οικετου επιθυμει, ο δε τυραννος η πολεων, η πολλης χωρας η λιμενων, η ισχυρων ακροπολεων, α εστι πολυ χαλεπωτερα και επικινδυνοτερα κατεργαζεσθαι των ιδιωτων επιθυμηματων.
Sicuramente tu sbagli se ritieni che il tiranno sia felice di più (degli altri) per il fatto che possiede più beni dei comuni cittadini. Come infattigli atleti non sono felici quando sono più forti dei normali cittadini ma si gloriano quando riescono a vincere il peggiore degli antagonisti; così anche il tiranno non si gloria perché sembra che possieda più dei privati, ma si dispiace quando ha meno degli tiranni. infatti ritiene che gli altri tiranni siano suoi antagonisti riguardo le ricchezze. Il tiranno non ha meno desiseri del umile cittadino; solamente nei tiranni i desideri sono di molto più grandi. Infatti il privato cittadino desidera o una casa, o un terreno agricolo, o un domestico. Il tiranno invece una pòlis, o una vasta regione, o dei porti, o delle roccaforti sicure, cose che coincidono con il compiere azioni molto più difficili e rischiose rispetto ai desideri del comune cittadino.
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La Persia
versione di greco e traduzione dal libro GYMNASION
La Persia è una regione pianeggiante e assai fertile. E' piena di fiumi e di laghi, lì i pescatori pescano i pesci. Nelle pianure i contadini arano i campi con i buoi, i pastori pascolano le mandrie di buoi e cavalli, e in molti luoghi i pastori sono vecchi. Quando il re delle Persia si dirige verso le satrapie con i cavalli, i sacerdoti della città sacrificano buoi agli dei, gli abitanti portano come doni buoi e cavalli dalle auree redini. Tra i sudditi, i poveri, i servi, i fabbri, i calzolai e i pastori portano doni, cioè armi, formaggio, focacce dolci e di orzo. Quando il re torna dalla reggia manda i regali degli abitanti ai satrapi e ai diligenti.
Altra proposta di traduzione
La Persia è una regione pianeggiante e fertile. Abbonda di fiumi e di paludi, dove i pescatori pescano pesci. Nelle pianure mentre i contadini arano i campi con i buoi, i pastori invece pascolano greggi di buoi e di cavalli, spesso anche le vecchie sono pastori. Quando dunque il re dei persiani avanza con i cavalli verso le satrapie, i sacerdoti sacrificano per gli dei i buoi della città, gli abitanti invece portano come doni buoi e cavalli dalle redini d'oro. Anche i poveri fra i sudditi, gli schiavi, i fabbri, i calzolai e i pastori portano doni, tipo armi, formaggio, focacce d'orzo ma anche trote. Il re, quando ritorna verso i regni, manda doni regali per i satrapi e per i diligenti fra gli abitanti.
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Alessandro ottiene il comando nella spedizione contro i persiani
versione di greco da Gymnasion
inizio: Λέγεται δή Φίλιππον τελευτῆσαι...Fine: ...εἷναι τοῦ ἐς τήν Άσίαν στόλου
Si dice che Filippo fosse morto quando ad Atene era arconte Pitodemo; ricevendo per eredità il regno Alessandro, essendo figlio di Filippo, arrivò nel Peloponneso; allora Alessandro aveva circa 20 anni. Allora, avendo radunato gli Elleni, quanti erano nel mezzo del Peloponneso, chiede a questi stessi il comando della spedizione contro i Persiani e avendo chiesto lo ricevette da ciascuno tranne che dai Lacedemoni; infatti i Lacedemoni risposero che per loro non era costume patrio andare dietro ad altri, ma essi stessi erano guida più di altri: Gli Ateniesi, invece, sbalorditi al primi giungere di Alessandro, attribuirono anche ad Alessandro ancora più onori che a Filippo. Essendo ritornato in Macedonia cominciò i preparativi del viaggio in Asia.