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Gli Spartiati versione greco
(libro Gymnasion vol. 2 ed. nuova pag. 53 n°28 ex 24)
Οι της Σπαρτης οικηται ονομαζονται, κατα την γενεαν, Σπαρτιαται η Περιοικοι η Ειλωται. Μονον δε οι Σπαρτιαται αληθως πολιται εισιν οι Περιοικοι γαρ της ελευθεριας μεν γευονται, της πολιτειας δε ου μετεχουσιν οι Ειλωται δε παντελως δουλοι εισιν. Οι Σπαρτιαται μην ουκ εργαζονται εν τοις αγροις ουδε της αλιειας η της εμποριας η των τεχνων επιμελειαν εχουσιν, αλλα μονον των οπλων επιμελονται και τον πολεμον γυμναζονται. Προσετι την μεν τρυφην και την πολυτελειαν φευγουσιν, εκ δε της παιδειας πονους και λυπας υπομενειν εθιζονται. Οι παιδισκοι γαρ εν τη Σπαρτη το θερμον και το ψυχρον, τον λιμον και την διψην, ετι δε και τας πληγας ραδιως και ανευ οιμωγης πασχουσιν. Ουτως οι Σπαρτιαται ρωμην μεν και καρτεριαν προς τους πολεμικους κινδυνους ποριζονται, θαυμαστοι δε εισι τη ανδρεια και τη πειθαρχια
Gli abitanti di Sparta vengono chiamati, secondo la stirpe, Spartiati, Perieci e Iloti. Ma solamente gli Spartiati sono veramente cittadini: i Perieci, infatti, da una parte assaggiano la libertà, dall'altra non partecipano alla vita politica: dall'altra gli Iloti sono schiavi degli Spartiati. Gli Spartiati si occupano solo delle armi e si esercitano alla guerra. Inoltre da una parte sfuggonodall'agio e dallo sfarzo, dall'altra in fanciullezza vengono abituati a sopportare fatiche e dolori. I fanciulli infatti a Sparta subiscono il caldo e il freddo, la famee la sete, inoltre anche percosse, facilmente e senza lamenti: da una parte si procurano la forza e la resistenza contro i pericoli della guerra, dall'altra ammirano il coraggio e l'ubbidienza. Il desiderio spinge gli Spartiati in guerra, e gli eserciti di Sparta né la morte, né il pericolo temono, ma nelle battaglie combattono coraggiosamente la viltà e il disonore e ottengono sempre la vittoria.
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ZARINA
Versione di greco dal libro gymnasion
In quel tempo regnava sui Saci una donna, la quale si chiamava Zarina, poiché là si distingueva molto per coraggio e virtù tra tutte le donne. In generale questo popolo possiede delle donne coraggiose che partecipano alla guerra e al pericolo insieme agli uomini. Si dice che lei è la più appariscente tra tutte per bellezza, molto meravigliosa nei lavori e non inferiore a nessuno. Infatti anticamente vinse molti stranieri che abitavano vicino ai Saci e rese abitabile il territorio, avendo fondato non poche città, e diede una vita molto felice allo stesso popolo. Perciò gli abitanti dopo la sua morte, poiché avevano riconoscenza dei sui benifici e poiché commemoravano la sua virtù, le costruirono un' immensa tomba in quel luogo. Le dedicarono una statua d' oro e assegnarono gli onori a Zarina, come nessuno di coloro che regnarono prima ddi lei.
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Οὐδένα πώποτε τῶν πολιτῶν, ὦ ἄνδρες Ἀθηναῖοι, οὔτε γραφὴν γραψάμενος οὔτ᾽ ἐν εὐθύναις λυπήσας, ἀλλ᾽ ὡς ἔγωγε νομίζω μέτριον ἐμαυτὸν πρὸς ἕκαστα τούτων παρέχων, ὁρῶν δὲ τήν τε πόλιν μεγάλα βλαπτομένην ὑπὸ Τιμάρχου τουτουὶ δημηγοροῦντος παρὰ τοὺς νόμους, καὶ αὐτὸς ἰδίᾳ συκοφαντούμενος, ἓν τι τῶν αἰσχίστων ἡγησάμην εἶναι μὴ βοηθῆσαι τῇ τε πόλει πάσῃ καὶ τοῖς νόμοις καὶ ὑμῖν καὶ ἐμαυτῷ· γιγνώσκων δ᾽ αὐτὸν ἔνοχον ὄντα οἷς ὀλίγῳ πρότερον ἠκούσατε ἀναγιγνώσκοντος τοῦ γραμματέως, ἐπήγγειλα αὐτῷ τὴν δοκιμασίαν ταυτηνί. Καί, ὦ ἄνδρες Ἀθηναῖοι, οἱ λόγοι κατὰ τὸ ἔθος λεγόμενοι ἐπὶ τοῖς δημοσίοις ἀγῶσιν οὐκ εἰσὶ ψευδεῖς. Αἱ γὰρ ἴδιαι ἔχθραι πολλὰ πάνυ τῶν κοινῶν ἐπανορθοῦσιν. Τοῦ μὲν οὖν ὅλου ἀγῶνος φανεῖται οὔθ᾽ ἡ πόλις αἰτία οὖσα Τιμάρχῳ οὔθ᾽ οἱ νόμοι οὔθ᾽ ὑμεῖς οὔτ᾽ ἐγώ, ἀλλ᾽ αὐτὸς οὗτος ἑαυτῷ
Mai nessuno dei cittadini, o uomini Ateniesi, avendo intentato un'accusa né avendo recato danno nelle rendicontazioni (accuse di malversazione), ma (io), come io certamente credo, mostrandomi moderato in ciascuna di queste cose, e vedendo che la città era gravemente danneggiata da questo Timarco che teneva discorsi pubblici contro le leggi, e io stesso calunniato privatamente, ritenni essere una delle cose più vergognose non venire in aiuto sia all'intera città sia alle leggi sia a voi sia a me stesso. . E sapendo che costui era colpevole di ciò che poco prima avete ascoltato il segretario leggere, gli annunciai questa rendicontazione. E, o uomini Ateniesi, le parole dette secondo l'usanza nei dibattiti pubblici non sono false. Infatti le inimicizie private correggono moltissimo le questioni pubbliche. Dunque di tutto il dibattito risulterà che né la città è responsabile per Timarco, né le leggi, né voi, né io, ma proprio costui stesso per se stesso.
(By Vogue)
VERBI (con paradigma completo)
γραψάμενος: participio aoristo medio, nominativo maschile singolare di γράφω (γράφω, γράψω, ἔγραψα, γέγραφα, γέγραμμαι, ἐγράφην).
λυπήσας: participio aoristo attivo, nominativo maschile singolare di λυπέω (λυπέω, λυπήσω, ἐλύπησα, λελύπηκα, λελύπημαι, ἐλυπήθην).
νομίζω: indicativo presente attivo, 1ª persona singolare di νομίζω (νομίζω, νομιῶ, ἐνόμισα, νενόμικα, νενόμισμαι, ἐνομίσθην).
παρέχων: participio presente attivo, nominativo maschile singolare di παρέχω (παρέχω, παρέξω/παρασχήσω, παρέσχον, παρέσχηκα, παρέσχημαι, παρεσχέθην).
ὁρῶν: participio presente attivo, nominativo maschile singolare di ὁράω (ὁράω, ὄψομαι, εἶδον, ἑώρακα/ὄπωπα, ἑώραμαι/ὦμμαι, ὤφθην).
βλαπτομένην: participio presente medio/passivo, accusativo femminile singolare di βλάπτω (βλάπτω, βλάψω, ἔβλαψα, βέβλαφα, βέβλαμμαι, ἐβλάβην).
δημηγοροῦντος: participio presente attivo, genitivo maschile singolare di δημηγορέω (δημηγορέω, δημηγορήσω, ἐδημηγόρησα, -, -, -).
συκοφαντούμενος: participio presente medio/passivo, nominativo maschile singolare di συκοφαντέω (συκοφαντέω, συκοφαντήσω, ἐσυκοφάντησα, -, -, -).
ἡγησάμην: indicativo aoristo medio, 1ª persona singolare di ἡγέομαι (ἡγέομαι, ἡγήσομαι, ἡγησάμην, -, ἥγημαι, -).
εἶναι: infinito presente attivo di εἰμί (εἰμί, ἔσομαι, ἐγενόμην, γέγονα, γεγένημαι, -).
βοηθῆσαι: infinito aoristo attivo di βοηθέω (βοηθέω, βοηθήσω, ἐβοήθησα, βεβοήθηκα, -, -).
γιγνώσκων: participio presente attivo, nominativo maschile singolare di γιγνώσκω (γιγνώσκω, γνώσομαι, ἔγνων, ἔγνωκα, ἔγνωσμαι, ἐγνώσθην).
ὄντα: participio presente attivo, accusativo maschile singolare di εἰμί (vedi sopra).
ἠκούσατε: indicativo aoristo attivo, 2ª persona plurale di ἀκούω (ἀκούω, ἀκούσομαι, ἤκουσα, ἀκήκοα, -, ἠκούσθην).
ἀναγιγνώσκοντος: participio presente attivo, genitivo maschile singolare di ἀναγιγνώσκω (ἀναγιγνώσκω, ἀναγνώσομαι, ἀνέγνων, ἀνέγνωκα, ἀνέγνωσμαι, ἀνεγνώσθην).
ἐπήγγειλα: indicativo aoristo attivo, 1ª persona singolare di ἐπαγγέλλω (ἐπαγγέλλω, ἐπαγγελῶ, ἐπήγγειλα, ἐπήγγελκα, ἐπήγγελμαι, ἐπηγγέλθην).
λεγόμενοι: participio presente medio/passivo, nominativo maschile plurale di λέγω (λέγω, ἐρῶ/λέξω, εἶπον/ἔλεξα, εἴρηκα, εἴρημαι/λέλεγμαι, ἐῤῥήθην/ἐλέχθην).
εἰσὶ: indicativo presente attivo, 3ª persona plurale di εἰμί (vedi sopra).
ἐπανορθοῦσιν: indicativo presente attivo, 3ª persona plurale di ἐπανορθόω (ἐπανορθόω, ἐπανορθώσω, ἐπανώρθωσα, ἐπανωρθωκα, ἐπανώρθωμαι, ἐπανωρθώθην).
φανεῖται: indicativo futuro medio, 3ª persona singolare di φαίνω (φαίνω, φανῶ, ἔφηνα, πέφαγκα, πέφασμαι, ἐφάνην).
οὖσα: participio presente attivo, nominativo femminile singolare di εἰμί (vedi sopra).
NOMI
πολιτῶν: genitivo maschile plurale, nome (πολίτης, -ου, ὁ).
ἄνδρες: vocativo maschile plurale, nome (ἀνήρ, ἀνδρός, ὁ).
Ἀθηναῖοι: vocativo maschile plurale, nome proprio (Ἀθηναῖος, -ου, ὁ).
γραφήν: accusativo femminile singolare, nome (γραφή, -ῆς, ἡ).
εὐθύναις: dativo femminile plurale, nome (εὔθυναι, -ῶν, αἱ).
πόλιν: accusativo femminile singolare, nome (πόλις, -εως, ἡ). (Compare più volte)
Τιμάρχου: genitivo maschile singolare, nome proprio (Τίμαρχος, -ου, ὁ). (Compare più volte)
νόμους: accusativo maschile plurale, nome (νόμος, -ου, ὁ). (Compare più volte)
δόκιμασίαν: accusativo femminile singolare, nome (δοκιμασία, -ας, ἡ).
γραμματέως: genitivo maschile singolare, nome (γραμματεύς, -έως, ὁ).
λόγοι: nominativo maschile plurale, nome (λόγος, -ου, ὁ).
ἔθος: accusativo neutro singolare, nome (ἔθος, -ους, τό).
ἀγῶσιν: dativo maschile plurale, nome (ἀγών, -ῶνος, ὁ).
ἔχθραι: nominativo femminile plurale, nome (ἔχθρα, -ας, ἡ).
κοινῶν: genitivo neutro plurale, aggettivo sostantivato (κοινός, -ή, -όν).
ἀγῶνος: genitivo maschile singolare, nome (ἀγών, -ῶνος, ὁ).
αἰτία: nominativo femminile singolare, nome (αἰτία, -ας, ἡ).
AGGETTIVI
μέτριον: accusativo maschile singolare, aggettivo (μέτριος, -α, -ον).
ἕκαστα: accusativo neutro plurale, aggettivo (ἕκαστος, -η, -ον).
μεγάλα: accusativo neutro plurale, aggettivo (μέγας, μεγάλη, μέγα), qui con valore avverbiale "molto".
αἰσχίστων: genitivo neutro plurale, aggettivo superlativo (αἰσχρός, -ά, -όν).
πάσῃ: dativo femminile singolare, aggettivo (πᾶς, πᾶσα, πᾶν).
δημοσίοις: dativo maschile plurale, aggettivo (δημόσιος, -α, -ον).
ψευδεῖς: nominativo maschile plurale, aggettivo (ψευδής, -ές).
ἴδιαι: nominativo femminile plurale, aggettivo (ἴδιος, -α, -ον).
ὅλου: genitivo maschile singolare, aggettivo (ὅλος, -η, -ον).
PRONOMI/ARTICOLI/CONGIUNZIONI/PREPOSIZIONI/AVVERBI
Οὐδένα: accusativo maschile singolare, pronome indefinito negativo ("nessuno").
πώποτε: avverbio di tempo ("mai").
ὦ: interiezione vocativa ("o").
οὔτε... οὔτ᾽: congiunzioni correlative ("né... né").
ἐν: con dativo ("in").
ἀλλ᾽: congiunzione avversativa ("ma").
ὡς: congiunzione ("come").
ἔγωγε: pronome personale rafforzato nominativo maschile singolare ("io certamente").
ἐμαυτὸν: accusativo maschile singolare, pronome riflessivo ("me stesso").
πρὸς: con accusativo ("verso", "in relazione a").
τούτων: genitivo neutro plurale, pronome dimostrativo (οὗτος, αὕτη, τοῦτο).
δὲ: congiunzione copulativa/avversativa ("e", "ma").
τήν τε... καὶ: congiunzioni correlative ("sia... sia").
ὑπὸ: con genitivo ("da parte di").
τουτουὶ: genitivo maschile singolare, pronome dimostrativo rafforzato ("questo qui").
παρὰ: con accusativo ("contro").
αὐτὸς: nominativo maschile singolare, pronome intensivo ("io stesso").
ἰδίᾳ: avverbio ("privatamente").
ἓν τι: nominativo neutro singolare, pronome indefinito ("una certa cosa").
μὴ: negazione (con l'infinito).
τῇ τε... καὶ: congiunzioni correlative ("sia... sia").
τοῖς: articolo determinativo dativo maschile plurale. (Compare più volte)
ὑμῖν: dativo maschile plurale, pronome personale (voi).
ἐμαυτῷ: dativo maschile singolare, pronome riflessivo ("a me stesso").
γιγνώσκων: participio presente attivo, nominativo maschile singolare di γιγνώσκω.
αὐτὸν: accusativo maschile singolare, pronome personale (lui).
ἔνοχον: accusativo maschile singolare, aggettivo predicativo ("colpevole").
οἷς: pronome relativo dativo neutro plurale ("a quelle cose che").
ὀλίγῳ πρότερον: locuzione avverbiale ("poco prima").
τοῦ: articolo determinativo genitivo maschile singolare. (Compare più volte)
αὐτῷ: dativo maschile singolare, pronome personale (lui).
τὴν: articolo determinativo accusativo femminile singolare. (Compare più volte)
ταυτηνί: accusativo femminile singolare, pronome dimostrativo rafforzato ("questa qui").
Καί: congiunzione copulativa ("e").
οἱ: articolo determinativo nominativo maschile plurale.
κατὰ: con accusativo ("secondo").
τὸ: articolo determinativo accusativo neutro singolare. (Compare più volte)
ἐπὶ: con dativo ("in occasione di", "per").
οὐκ: negazione.
Αἱ: articolo determinativo nominativo femminile plurale.
γὰρ: congiunzione causale ("infatti").
πολλὰ πάνυ: locuzione avverbiale ("moltissimo").
Του μὲν οὖν: articolazione del discorso (μὲν οὖν indica un passaggio o una conferma).
ὅλου: genitivo maschile singolare, aggettivo (ὅλος, -η, -ον).
οὔθ᾽... οὔθ᾽... οὔθ᾽... οὔτ᾽: congiunzioni correlative ("né... né").
ἐγώ: nominativo maschile singolare, pronome personale (io).
ἀλλ᾽: congiunzione avversativa ("ma").
αὐτὸς οὗτος: "proprio costui stesso".
ἑαυτῷ: dativo maschile singolare, pronome riflessivo ("a se stesso").
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Traduzione dal libro gymnasion
Ψηφισαμενων των Αθηναιων βοηθειν τοις Λακεδαιμονιοις, Ξενοφων, ως εν τω βιω αυτου υπο Διογενους γεγραπται, επεμψε τους παιβας εις τας Αθηνας στρατευσομενους υπερ των Λακεδαιμονιων επεπαιδευντο γαρ εν τη Σπαρτη. Ο μεν ουν Διοδωρος, ουδεν επιφανες πραξας, εκ της μαχης ανασωζεται, ο δε Γρυλλος τεταγμενος κατα τους ιππεας, ισχυρως αγωνισαμενος, ετελευτησεν. Τηνικαυτα δη τον Ξενοφωντα λεγεται θυειν εστεμμενον, απαγγελθεντος δ' αυτω του θανατου του παιδος, απεστεφανωσατο, επειτα, ακουσας αυτον γενναιως τετελευτηκεναι, παλιν εστεφανωσατο.
Avendo gli Ateniesi stabilito di aiutare gli Spartani, Senofonte, come è stato scritto da Diogene nella vita dello stesso Senofonte, mandò i figli ad Atene a combattere in aiuto degli Spartani; infatti essi erano stati educati a Sparta. Diodoro, dunque, senza aver compiuto niente di illustre, uscì salvo dalla battaglia; Grillo, invece, schieratosi di fronte ai cavalieri nemici, dopo aver combattuto valorosamente, trovò la morte. Dicono che al momento del triste annuncio, Senofonte, incoronato, stava sacrificando; quando gli fu annunziata la morte del figlio, depose la corona, ma poi, dopo aver sentito che era morto gloriosamente, la ripose di nuovo sul capo.
Traduzione da altro libro di testo
Senofonte ateniese offrì un notevole esempio della meravigliosa forza d'animo. Infatti stava per compiere un sacrificio quando venne a sapere che il figlio maggiore era morto nella battaglia presso Mantinea. Sebbene fosse indebolito dal grande dolore, non ritenne che il sacrificio dovesse essere trascurato ma depose soltanto la corona con la quale era stato ornato. Dopo avendo udito che il figlio era stato ucciso combattendo coraggiosamente, di nuovo (la) pose sul capo: infatti la gioia aveva ricevuto dal valore del figlio era maggiore dal quale era stato affetto per la sua morte. Infatti riteneva che un'onesta morte per la salvezza della patria dovesse essere anteposta alla vita stessa.
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ELENA versione di greco di autore sconosciuto
Versione gymnasion n. 89 pag. 108
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Traduzione
Elena, moglie di Menelao, re di sparta, figlia di Zeus e di Leda, , per la bellezza si distingueva da tutte le donne di quel tempo, fu la rovina di innumerevoli uomini, seguendone infatti la volontà del destino, abbandonando la patria e Menelao, fuggiva con Paride e Ettore. A causa dl rapimento un immenso esercito di greci dunque compì una spedizione verso Troia il comandante Agamennone, il fratello Menelao combattendo per dieci anni, molti eroi e innumerevoli popoli morirono a causa della moglie. Infine Troia vinse completamente e Elena con l'uomo tornò verso la patria.
Traduzione numero 2
Elena, moglie del re di Sparta Menelao, figlia di Zeus e Leda, si distingueva particolarmente in bellezza tra tutte le donne di quel tempo, procurava la rovina di innumerevoli uomini. Infatti seguendo la volontà della sorte, abbandonando la patria e il marito Menelao, fuggiva verso Ilio con Paride. A causa del rapimento degli Achei, dunque un esercito smisurato aveva compiuto una spedizione contro l'Asia sotto la guida di Agamennone, fratello di Menelao. Combattendo gli Achei e i Troiani dieci anni, molti eroi e innumerevoli popoli morivano a causa della donna. Infine Troia era distrutta al suolo e Elena ritornava in patria con l'uomo.