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Discorso contro un delatore
Libro: Gymnasion vol. 2
Ricordate, o uomini, come le mura furono rase al suolo, e le navi diventarono possesso dei nemici, e gli arsenali furono presi e gli spartani, avevano la nostra acropoli e tutta la potenza della città fu indebolita, cosicchè la città in nulla differiva dalla città meno importante. oltre a queste cose perdeste i vostri beni e infine in una parola tutti foste banditi dai tranta dalla patria. gli uomini buoni essendo venuti a sapere queste cose dicevano che non avrebbero permesso che si facesse la pace, o giudici, tu, o agorato, uccidesti questi che volevano fare qualcosa di bene alla città avendo dichiarato che essi tramavano contro il popolo, e sei causa di tutti i mali accaduti da allora alla città.
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Gymnasion volume 2 pagina 32 numero 32
Inizio: "Αλλα γαρ, ω ανδρες στρατιωται, παντα ταυτα ταγαθα Fine: και τους πολεμιους δει σκευοφορους ημετερους νομιζειν"
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Due valorosi centurioni
Libro: Gymnasion vol. 2
Una volta nell'accampamento di Cesare c'erano due valorosi centurioni, Tito Pullone e Lucio Voreno, che gareggiavano tra di loro da molto tempo per il coraggio; tra questi Pullone, combattendo i nemici con impegno intorno alla trincea, disse: "Perchè ora indugi oh Voreno? O aspetti un momento propizio per dimostrare il tuo coraggio? Questo giorno finalmente farà cessare ormaì tutta la discordia tra noi. " Dicendo queste cose si allontanò dall'accampamento e poiché i nemici si mostravano abbastanza numerosi, così vi si gettò contro. Allora neppure Voreno sopportava di rimanere nella fortificazione, temendo così la reputazione di tutti anche lui stesso lo seguì.
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E' meglio ignorare il futuro versione di greco Gymnasion vol. 2 pag. 176 n° 117
Οι ανθρωποι, επει επιεζοντο τοις κακοις απροσδοκητοις γιγνομενοις, ηγουμενοι αμεινον ειναι ...
gli uomini, poiché erano stati oppressi dai cattivi improvvisi eventi, ritenendo che fosse meglio conoscere in anticipo il futuro riunendosi rimproveravano gli dei che ai viventi venivano nascoste le cose future; quindi gli anziani decidevano di inviare dei messaggeri agli dei e di chiedere la conoscenza delle cose future. gli dei accogliendo benevolmente gli anziani li conducevano verso uno specchio e li esortavano a guardare. gli anziani guardavano dritto nello specchio tutte quante le cose future; guerre, disgrazie, pesti, malattie dei figli, morti dei genitori e sofferenze di ogni genere. allora colti da stupore alla vista delle cose cattive, i messaggeri supplicavano gli dei di non cambiare la condizione degli uomini, sulla terra riferivano che gli dei erano saggi e che per gli uomini era molto meglio l'ignoranza delle cose future
Traduzione alternativa di altro utente
Gli uomini, essendo afflitti x le sciagure inattese, pensando che sia meglio prevedere il futuro, discutendo tra loro biasimavano gli dei perchè, avendo donato tutte le altre cose, nascondevano le cose future ai viventi, e una volta decisero, avendo mandato ambasciatori agli dei, di chiedere la previsione delle cose future. Gli dei, accogliendo benevolmente gli ambasciatori li condussero presso uno specchio e chiesero di guardare in esso. Loro subito nello stesso momento videro tutte le cose future: guerre, sciagure, carestie, malattie dei figli, le morti dei genitori e dolori di ogni genere. Spaventati dunque a quella visione, avendo supplicato gli dei di non cambiare nulla, riferirono agli uomini che era molto meglio ignorare il futuro e sperare nella sorte
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Elogio di Ciro il giovane VERSIONE DI GRECO DAL Libro: Gymnasion
Κυρος ο νεωτερος, Δαρειου και Παρυσατιδος υιος, ανηρ βασιλικωτατος τε και αρχειν αξιοτατος ην. Πρωτον μεν γαρ ετι παις ων, οτι επαιδευετο και συν τω αδελφω και συν τοις αλλοις παισι, παντων παντα κρατιστος ενομιζετο. Παντες γαρ οι των αριστων Περσων παιδες επι ταις βασιλεως θυραις παιδευονται· ενθα πολλην μεν σωφροσυνην καταμανθανουσιν, αισχρον δ' ουδεν ουτ' ακουουσιν ουθ' ορωσιν. Ενθα Κυρος αιδημονεστατος μεν πρωτον των ηλικιωτων εδοκει ειναι, επειτα δε φιλιπποτατος· εφαινετο δε και των εις τον πολεμον εργων, τοξικης τε και ακοντισεως, φιλομαθεστατος ων και μελετηροτατος. Επει δε τη ηλικια επρεπε, και φιλοθηροτατος ην και προς τα θηρια φιλοκινδυνοτατος
ciro, il figlio di dario e parisatite, era un uomo assai degno di un re e abilissimo nel comandare. Infatti dapprima essendo ANCORA FANCIULLO (senza articolo) quando era educato con il fratello e gli altri fanciulli era ritenuto il più forte IN tutte le cose. (accusativo di relazione) infatti tutti i fanciulli tra i nobili persiani ( gen partitivo) erano educati presso la corte del re. IN QUEL LUOGO imparano (ma anke con il perfetto come presente storico) molta saggezza, e non ascoltano scandalo alcuno ne lo vedono. Lì Ciro inizialmente sembrava essere il + vergognoso (modesto) dei coetanei, poi era sembrato da un lato il +appassionato di cavalli e anke delle attività riguardanti la guerra, di tiro con l'arco e lancio del giavellotto, e dall'altro era il + appassionato di conoscenza e il + zelante. Dato ke aveva l'età giusta (letter: era portato x età), era e il+ devoto e il + coraggioso verso gli animali