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Biante e gli empi naviganti
Libro: Gymnasion vol. 2 n° 166
Biante e gli empi naviganti gymnasion vol. 1 n. 156 pag. 161
Ενίοτε αιρετόν εστίν, ως μοι δοκει, ανθρώπους τινάς εύχάς προς τους θεούς μη 'ΒχεσΘαι, Tίνα μη αισθάνωνται αυτών. Βίας ποτέ πλέων εις Κέρι<: υραν συνναύτας1 ειχεν ανθρώπους τινάς πανούργους και ασεβείς, όί συνεχώς εν τω πλω έθορύβουν και ήριζον προς αλλήλους και ενίοτε έτιτρώσκοντο και ε βλάσφημου ν εις τους θεούς. Έξαίφνής δε φοβερά λάΐλαψ γίγνεται, και ή ναΰς μικρού δει καταδύεσθαι. Τότε οι πλέοντες έκπληκτοι μετά οιμωγών και στεναγμών τους πατρώους θεούς επικαλούνται, εύχάς ποιούντες και χαριστήρια έπαγγελλόμενοι. Τότε ό Βίας εις μέσον προχωρεί και στερρός προς αυτούς λέγει· «Σιγάτε, ώ μοχθηροί άνδρες/ίνα, μη οι θεοι'αίσθάνωνται υμάς ένθάδε πλέοντας».
Talvolta è preferibile che a me credi, alcuni uomini che non rivolgono preghiera agli dei non si accorgono di loro. Biante una volta navigando verso corcira aveva come compagni di navigazione uomini malvagi e empi che continuamente durante la navigazione disturbavano, litigavano tra loro, talvolta si fermavano e imprecavano contro gli dei. Improvvisamente (si) genera una terribile bufera e la nave per poco non affonda. Allora i naviganti spaventati con lamenti e gemiti invocano (il padre degli dei) fanno una preghiera e promettono un rendimento di grazie. Allora Biante avanza verso il centro e severo dice a quelli: "zitti o uomini malvagi perché gli dei non sentono voi in questo momento. "
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Dario manda una spedizione contro Atene
versione di greco dal libro Gymnasion 1
Δαρειος, ο των Περσων δυναστης, τοις Αθηναιοις σφοδρως εχαλεπαινεν, οτι τοις της Ασιας αποικοις βοηθειαν επεμπον. Εβουλετο ουν τους Αθηναιους υπηκοους ποιεειν, διοπερ αναριθμητον στρατιαν εν πλοιοις εις την Αττικην επεμπεν οι δε θεοι τοις μεν αδικοις βαρβαροις κακονοι ησαν, τοις δε ανδρειοις των Αθηναιων οπλιταις λαμπραν νικην παρειχον. Μιλτιαδης γαρ, ο των Αθηναιων στρατηγος, εν πεδιω της Αττικης συν ολιγη στρατια τους μεν των Περσων απεκτεινεν, τους δε εις φυγην ετρεπεν εν δε τοις νεκροις και Ιππιας ην, ο του Πεισιστρατου υιος.
Dario, il principe della Persia, era adirato con forza contro gli Ateniesi perché avevano mandato aiuto (soccorso) alle colonie dell'Asia. Voleva pertanto rendere gli Ateniesi sudditi, perciò mandò un innumerevole esercito in navigazione verso l'Attica; gli dei erano ostili con li stranieri ingiusti, ai vaolorosi olpiti di atene fornivano una magnificca vittoria. Milziade infatti, lo stratega ateniese, con un piccolo esercito in una pianura dell'attica fece morire i soldati dei persiani, li volse in fuga; tra i morti c'era anche Ippia, figlio di Pisistrato.
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Cabria un ottimo condottiero
Libro: Gymnasion vol. 2 pag. 77 n° 120
Xαβριας, καταδρομων την Λακωνικην και λειαν πολλην αρπασας, Σπαρτιατων εκβοηθησαντων, ων Αγησιλαος ηγειτο, συναγαγων τους στρατιωτας επι λοφον υψηλον, τα σκευοφορα και τους αιχμαλωτους αγαγων επι το οχυρωτατον περιεστρατοπεδευσεν. Χαβριας παρηγγειλεν ως πλειστα πυρα καηναι δια νυκτος και περι δευτεραν φυλακην παρηγγειλε τα μεν υποζυγια και τα βοσκηματα καταλιπειν, αυτους δε αναχωρειν κατα το οπισθεν μερος του λοφου. Οι μεν δη λαθοντες ανεχωρησαν, οι δε Λακωνες το τε πυρ ορωντες της τε φωνης των υποζυγιων ακουοντες, μενειν τους Αθηναιους νομιζοντες, υπο την εω διασκβυασαμενοι προς την μαχην, συνθημα λαβοντες τω λοψω πρασηγον. Επει δε εγγυς γενομενοι κενον το στρατοπεδον ειδον, ανεβοησεν ο Αγησιλαος· «Αριστυς γε στρατηγος Χαβριας».
traduzione n. 1
Cabria dopo aver assalito la Laconia e dopo aver preso un grande bottino, poiché gli Spartani, che Agesilao guidava, avevano marciato in aiuto, avendo riunito i soldati su un’alta collina, dopo aver condotto le bestie da soma e i prigionieri verso il luogo più fortificato, vi si accampò. Cabria ordinò che venissero arsi quanti più fuochi possibili per tutta la notte e ordinò, intorno al secondo turno di guardia, che abbandonassero gli animali da soma e gli animali da pascolo, e che poi essi si ritirassero nella parte dietro la collina. Quelli allora, essendo passati inosservati, si ritirarono, mentre gli Spartani, vedendo il fuoco e sentendo la voce degli animali da soma, credendo che gli ateniesi fossero fermi, essendosi verso l’aurora preparati per la battaglia, avendo ricevuto il segnale di battaglia, si avvicinavano alla collina. Essendo giunti vicini, quando videro l’accampamento vuoto, Agesilao gridò: certo Cabria è un ottimo condottiero.
traduzione n. 2
Cabria, dopo aver assalito la Laconia e dopo aver preso un grande bottino, poiché gli Spartani, che Agesilao guidava, avevano marciato in aiuto, avendo riunito i soldati su un'alta collina, dopo aver condotto le bestie da soma e i prigionieri verso il luogo più fortificato, vi si accampò. Cabria ordinò che venissero arsi quanti più fuochi possibiliper tutta la notte e ordinò, intorno al secondo turno di guardia, che abbandonassero gli animali da soma e gli animali da pascolo, e che poi essi si ritirassero nella parte dietro la collina. Quelli allora, essendo passati inosservati, si ritirarono, mentre gli Spartani, vedendo il fuoco e sentendo la voce degli animali da soma, credendo che gli Ateniesi fossero fermi, essendosi verso l'aurora preparati per la battaglia, avendo ricevuto il segnale dibtalia, si avvicinavano alla collina. Essendo giunti vicini, quando videro l'accampamento vuoto, Agesilaogridò: certo Cabria è un ottimo condottiero.
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Dedalo e Teseo
versione greco libro Gymnasion vol. 1 pag. 56 n° 29
Κατα τους μυθους Δαιδαλος ο Αθηναιος ιδρυει εν Κρητη, τη νησω ενδοξω δια τον Μινωταυρον, τον Λαβυρινθον. Ο Λαβυρινθος οικοδομια εστιν ενθεν χαλεπον εστιν εξερχεσθαι δια τους αναριθμητους και πολυπλοκους μαιανδρους. Ευθυς δε και ο Δαιδαλος εν τω Λαβυρινθω υπο του τυραννου ειργεται συν τω Ικαρω υιω. Υστερω χρονω δε αφικνεεται ειςΚρητην Θησευς• εις τον Λαβυρινθον εισερχεται, τον Μινωταυρον μεν κτεινει, συν τοις εταιροις δε σωος εξερχεται και αποφευγει. Ο Θησευς μεν της Αριαδνης βοηθεια εξερχεται, ο Δαιδαλος δε θαυμασια τεχνη• δια του κηρου προσθετα πτερα παρασκευαζει, τα πτερα τοις νωτοις απτει, και ουτω εκ των θυριδων τολμηρως συν τωυιφ εκπετεται. Ο μεν Δαιδαλος εις την Σικελιαν αφικνεεται• τω δε Ικαρω ο ηλιος τον κηρον τηκει, διοτι ο αθλιος νεανιας εις την θαλασσαν καταπιπτει και αποθνησκει.

L'ateniese Dedalo secondo il racconto, sistema nell'isola di creta, celebrata per il minotauro, il labirinto. Il labirinto è una costruzione da cui è difficile uscire per gli incalcolabili e intricati corridoi. Delalo pspirato è riinchiuso dal sovrano nel labirinto con il figlio Icaro. teseo giunge a Creta in un tempo seguente, penetra nel labirinto, uccide il minotauro, con i compagni esce e fugge illeso. Teseo fugge con l'aiuto di Arianna, Dedalo invece con una stupefacente abilità prepara ali applicate con la cera attacca le ali alle spalle e così audacemente vola via dalla finestra con il figlio. Dedalo giunge in Sicilia con Icaro. Il sole scioglie la cera per questo il disgraziato giovane cade in mare e muore
VERSIONE ALTERNATIVA
Secondo i miti l'ateniese Dedalo costruisce a Creta, l'isola famosa per il Minotauro, il labirinto. Il labirinto e' un edificio dal quale e' difficile uscire a causa degli innumerevoli corridoi intricati. Subito anche Dedalo allora viene rinchiuso nel labirinto dal tiranno con il figlio Icaro. Tempo dopo giunge a Creta Teseo; va verso il labirinto, uccide il Minotauro, se ne va salvo con i compagni e fugge. Teseo se ne va con l'aiuto di Arianna, Dedalo invece grazie alla sua meravigliosa abilita': prepara con la cera delle ali supplementari, incolla le ali ai dorsi e cosi' vola via con suo figlio da una finestra, coraggiosamente. Dedalo giunge in Sicilia, però il sole scioglie la cera ad Icaro perciò il povero precipita in mare e muore.
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Detti di Catone
Libro: Gymnasion pag. 209 n° 273
Quando i Romani decisero per la Bitinia (stabilirono di inviare in Bitinia) 3 ambiasciatori fra i quali (partitivo) uno era ammalato di gotta, uno aveva la testa bucata in seguito a trapanazione e resezione (del cervello) e il terzo appariva essere demente, Catone scherzando affermò che era stata mandata dai romani un'ambasceria che non aveva ne testa ne' cervello (mente). Sosteneva anche che i saggi sono più sostenuti dagli stolti che gli stolti dai saggi Questi ultimi infatti badano (ad evitare) gli errori ma gli stolti non imitano le buone azioni dei saggi. Ad un vecchio cattivo disse" non aggiungere, o uomo alla vecchiiaia che ha già tanti malanni la vergogna della cattiveria. diversa è la lotta tra me e me tu infatti odi le turpi parole (troppo) facilmente e le riferisci in modo sfacciato: per me invece riperterle è spiacevole, ascoltarle è insolito.