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L'Egitto
Autore: autore sconosciuto libro: gymnasion
L'Egitto gymnasion vol. 1 pag. 66 n. 41
L'Egitto è una regione molto felice pichè il fiume Nilo nella stagione estiva si innalza e sommerge per molti giorni i luoghi circostanti: cosi i campi diventano fertili. infatti quando il fiume si ritira, la terra che viene seminata subito nel poco tempo e senza fatica produce una grande abbondanza di frumento e orzo. giustamente dunque Erodoto dice l'Egitto è il dono del Nilo, poiché dove è irrigata la terra ci sono il deserto e la sabbia, quando invece i lNilo non sale o sale troppo poco, l'anno è improduttivo. invece la fertilità della terra viene sfruttata soltanto dagli egiziani alla navi, infatti qui i servi e i mercanti portavano ai cammelli l'abbondanza dei frutti verso le altre regioni.
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IL TEMPO E' IMPREVEDIBILE
Versione greco Esopo Traduzione libro
Gymnasion volume 2 numero 164 autore Esopo
2 tentativi di traduzione diversi
Alcuni imbarcatisi sulla nave, navigavano. Mentre quelli erano in alto mare, accadde ke la tempesta divenne violenta, e che la nave x poco non affondò. Ciascuno dei naviganti, strappandosi l'abito, invocavano le divinità paterne tra pianti e lamenti, promettendo di fare sacrifici di ringraziamento, qualora si fossero salvati. Quando la tempesta terminò e il mare divenne nuovamente calmo essendosi rivolti verso il banchetto, non solo danzavano, ma esultavano anche, in quanto scampati improvvisamente al pericolo. Allora il rigido timoniere, diceva a quelli, cominciando(così): "Ma, o amici, bisogna ke noi ci rallegriamo, qualora per caso ci sarà di nuovo una tempesta " La favola insegna di non montarsi affatto la testa considerando l facile mutamento della sorte.
Altra stesura di traduzione
Imbarcandosi alcuni su una nave viaggiavano per mare. Essendo stati quelli in alto mare, avvenne che si verificasse una violenta tempesta e che la nave quasi affondasse. Ognuno dei naviganti, avendo strappato il vestito, invocavano gli dei paterni con pianto e lamenti, promettendo che avrebbero fatto sacrifici di ringraziamento, qualora si fossero salvati. Essendo la tempesta cessata e essendondoci di nuovo mare calmo, essendosi volti alla festa danzavano poiché dunque avevano evitato inaspettatamente un pericolo. Essendoci anche il timoniere aspro disse loro: “ O amici, bisogna che noi così come abbiamo gioito, così di nuovo (gioiamo) qualora ci sia una tempesta. La favola insegna di non ergersi del tutto davanti ai successi, considerando il mutare
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Gli animali nelle favole di Esopo
Versione di greco e traduzione
dal Libro: Gymnasion vol. 1
Traduzione n. 1 da greco per il biennnio
Testo greco non pervenuto
Da Esopo si dice che il lupo sia crudele e tende insidie insieme agli altri animali, soprattutto le pecore. Il caprone e' detto sciocco e spesso viene ingannato con astuzia dagli altri animali. Il leone e' detto valoroso e generoso, ma non astuto. La mosca benché piccola procura fastidio agli uomini e agli animali soprattutto a quelli forti e coraggiosi. Si dice che la cerva sia veramente svelta ma talvolta le corna impediscono la fuga e viene catturata dai cacciatori. Si dice da parte di Esopo che la vipera sia crudele e astuta e tutti quelli che si fidano della vipera sono danneggiati. La formica si dice che sia laboriosa e saggia. LA VOLPE e' di certo furba e inganna sempre gli altri sia uomini che gli animali
traduzione n. 2 dal libro gymnasion
Testo del gymnasion
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Gli ateniesi affrontano da soli i Persiani
Versione di greco e traduzione dal libro gymnasion
Οι Αθηναιοι ηνικα βασιλευς επεστρατευσεν επι την Ελλαδα, γνοντες των συμφορων το μεγεθος και την παρασκευην την βασιλεως, εγνωσαν τους τε φευγοντας καταδεζασθαι και τους ατιμους επιτιμους ποιησαι και κοινην την τω σωτηριαν και τους ποιησασθαι. Πραζαντες δε ταυτα, και δοντες αλληλοις πιστεις και ορκους μεγαλους ηζιουν σφας αυτους προταζαντες προ των Ελληνων απαντων απαντησαι τοις βαρβαροις Μαραθωναδε, νομισαντες την σφετεραν αυτων αρετην ικανην ειναι τω πλεθει τω εκεινον αντιταζασθαι. Μαχεσαμενοι τε ενικων, και την τε Ελλαδα ηλευθερωσαν και την πατριδα εσωσαν
Gli Ateniesi, quando un re intraprese la spedizione verso l'Ellade, essedo venuti a sapere la grandezza dei compagni e l'allestimento del re, decisero di accogliere i fuggitivi e di rendere i disonorati onorati e di rendere comune e la salvezza e i pericoli. Dopo aver compiuto le cose, e avendo dato fiduce e giuramenti solenni, decisero di porre loro stessi mettendosi avanti a tutti i greci contro i barbari a Maratona, avendo creduto che la loro virtù fosse abbastanza per opporsi per la maggior parte di quelli. Combattendo e vincevano, liberarono la Grecia e salvarono la Patria.
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Gli ateniesi respingono i Persiani a Maratona
versione di greco e traduzione da Gymnasion