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Empietà di Dionigi di Siracusa
versione di greco e traduzioneAbbiamo 2 traduzioni abbiamo 2 traduzione diverse prese da due libri diversi
Gymnasion e Il nuovo lingua greca
Versione dal libro Gymnasion
Inizio: Διονύσιος ἐξ ἁπάντων τῶν ἐν Συρακούσαις ...
Dionigi derubò le ricchezze da tutte le aree sacre di Siracusa. tolse la veste e l’armamento alla statua di Zeus, che si disse fosse 85 talenti d’oro. Poiché gli artigiani indugiavano a colpire, per primo colpì la statua. Spogliò anche la statua di Apollo ordinando a qualcuno di Tagliare i capelli poiché li aveva anche lei(la statua) d’oro. Mentre viaggiava per mare verso i Tirreni, derubò tute le ricchezze di Apollo e Leucatea e ordinò di staccare la superficie d’argento che era presente sull’apollo.
Versione dal libro IL NUOVO LINGUA GRECA
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Ciro versione greco traduzione libro gymnasion
Dunque da una parte si dice che fu, dell'antenato Cambise, re dei Persiani: dall'altra questo Cambise era figlio di Perseo; i discendenti di Perseo contrariamente a Perseo, erano chiusi; Ciro riconobbe di essere nato dalla madre Mandane: la stessa Mandane era figlia delre dei Persiani, Astiage. Inoltre si dice che Ciro discenda e sia celebrato ancora oggi dai barbari sia per il più bell'aspetto, sia per l'anima più benevola e avidissima di conoscenza e desiderosissima d'onore, tanto da, da un lato, sopportare tutte le cose faticose, dall'altro affrontare tutte le cose pericolose allo scopo di essere elogiato. Avendo una tale origine, egli è ricordato sia per l'apparenza sia per l'anima: in ogni caso è stato certamente educato in ambito delle leggi dei Persiani.
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Fatti non parole!
versione di greco dal Libro: Gymnasion vol. 2
Δημηγορουντος τιυος εν τη των Λακεδαιμονιων εκκλεσια ανδρος βεβιωκοτος μεν αισχρως, λεγειν δ' εις υπερβολην δυνατου, και των Λακεδαιμονιων κατα την εκεινου γνωμην ψηφιζεσθαι μελλοντων, παρελθων τις των γεροντων, ους εκεινοι αισχυνονται και δεδιασι, τοις Λακειδαιμονιοις ισχυρως επεπληξε, και τι τοιουτον κατ' αυτων εβλασφεμησεν, ως ου πολιν χρονον την Σπαρτην απορθητον οικησουσι τοιουτοις συμβολοις χρωμενοι. Αμα δε παρακαλεσας αλλον τινα των Λακεδαιμονιων, ανδρα λεγειν μεν ουκ ευφυη, τα δε κατα πολεμον λαμπρον και προς δικαιοσυνην και εγκρατειαν διαφεροντα, επεταξεν αυτᾦ τας αυτας ειπεν γνωμας ουτως οπως αν ικανος ᾖ, ας ειπεν ο προτερος ρητωρ, ιυα, εφη, οι Λακεδαιμονιοι ανδρος αγαθου φθεγξαμενου ψηφισωνται, τας δε των υποδεδειλιακοτων και πονηρων ανθρωπων φωνας μηδε τοις ωσι προσδεχωνται.
mentre un tale, uomo che aveva vissuto in maniera turpe, ma straordinariamente abile a parlare, stava parlando in pubblico nell'assemblea degli Spartani, e poiché gli Spartani stavano per decidere seguendo la sua opinione, uno degli anziani, che quelli rispettano e temono, presentatosi, inveì fortemente contro gli Spartani, e li rimproverò di una cosa come questa, cioè del fatto che non avrebbero abitato per lungo tempo una Sparta indistrutta (invincibile), servendosi di consigli di tal genere. E nello stesso tempo avendo invitato un altro spartano (lett. : tra gli Spartani), uomo non incline per natura a parlare, ma brillante nelle pratiche della guerra e segnalato per il suo senso di giustizia e la moderazione, gli ordinò di esprimere gli stessi pensieri, che il precedente oratore aveva espresso, così come era capace, « affinché - disse - gli Spartani votino, dopo che un uomo valente ha parlato, e non accettino neppure con gli orecchi le parole degli uomini codardi e malvagi».
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Ciro allestisce un esercito per marciare contro il re
versione greco traduzione libro gymnasion
Ο δε Κυρος υπολαβων τους φευγοντας, συλλεξας στρατευμα επολιορκει Μιλητον και κατα γην και κατα θαλατταν και επειρατο καταγειν τους εκπεπτωκοτας. Και αυτη αυ αλλη προφασις ην αυτω του αθροιζειν στρατευμα. Προς δε βασιλεα πεμπων ηξιου, αδελφος ων αυτου, δοθηναι οι ταυτας τας πολεις μαλλον η Τισσαφερνην αρχειν αυτων, και η μητηρ συνεπραττεν αυτω ταυτα· ωστε βασιλευς την μεν προς εαυτον επιβουλην ουκ ησθανετο, Τισσαφερνει δε ενομιζε πολεμουντα αυτον αμφι τα στρατευματα δαπαναν ωστε ουδεν ηχθετο αυτων πολεμουντων. Και γαρ ο Κυρος απεπεμπε τους γιγνομενους δασμους βασιλει εκ των πολεων ων Τισσαφερνης ετι ετυγχανεν εχων. Αλλο δε στρατευμα αυτω συνελεγετο εν Χερρονησω τη κατ' αντιπερας Αβυδου τονδε τον τροπον. Κλεαρχος Λακεδαιμονιος φυγας ην τουτω συγγενομενος ο Κυρος ηγασθη τε αυτον και διδωσιν αυτω μυριους δαρεικους. Ο δε λαβων το χρυσιον στρατευμα συνελεξεν απο τουτων των χρηματων και επολεμει εκ Χερρονησου ορμωμενος τοις θραξι τοις υπερ Ελλησποντον οικουσι και ωφελει τους Ελληνας· ωστε και χρηματα συνεβαλλοντο αυτω εις την τροφην των στρατιωτων αι Ελλησποντιακαι πολεις εκουσαι. Τουτο δ' αυ ουτω τρεφομενον ελανθανεν αυτω το στρατευμα.
Ciro, dopo aver accolto gli esuli, dopo aver radunato un esercito, assediò Mileto per terra e per mare e cercò di ricondurre indietro quelli che erano stati banditi. Fu questo ancora per lui un altro pretesto per reclutare un esercito. Inviando messaggi al re affermava che, essendo suo fratello, gli venissero affidate queste città piuttosto che Tissaferne le governasse, e la madre lo appoggiava in queste cose: sicché il re non si accorgeva del complotto contro di lui, e riteneva che Ciro spendesse nel reclutamento delle truppe per combattere Tissaferne né era affatto malcontento che si combattessero tra loro. E infatti Ciro inviava al Re i tributi delle città che Tissaferne ancora aveva in suo potere. Un altro esercito veniva reclutato nel Chersoneso di fronte ad Abido in questo modo. Clearco era un esule di Sparta, Ciro, entrato in rapporti con lui, ne rimase colpito e gli donò diecimila darici. Egli, dopo aver ricevuto l'oro, radunò un esercito con questo denaro e, partendo dal Chersoneso, mosse guerra ai Traci di oltre Ellesponto e difese i Greci; sicché le città dell'Ellesponto gli versarono volontariamente denaro per il mantenimento delle truppe. Per cui così questo esercito veniva mantenuto segretamente per lui.
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Filippo il Macedone
Libro: Gymnasion vol. 2