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una cerva viene sacrificata al posto di Ifigenia
Versione greco Apollodoro
traduzione dal libro versioni di greco gymnasion Versione n. 46 pag. 73 dal volume 1 del libro Gymnasion (livello V Ginnasio)
Οι Αχαιοι εστρατευοντο επι την Τροιαν διοπερ την στρατιαν εν τη Βοιωτια συνελεγον. Οι δ' ανεμοι επαυοντο πνεειν και η πορεια εις την Ασιαν ου δυνατη ην οι θεοι γαρ οργη εχραοντο προς τον στρατηγον της στρατιας. Τοτε ο Αγαμεμνων, ο των Αχαιων στρατηγος, το χρηστηριον εμαντευετο και ο θεος απεκρινετο· «Ω στρατηγε, ει βουλει την των θεων οργην παυειν, χρη των τεκνων την Ιφιγενειαν θυειν». Ευθυς ο Αγαμεμνων συνεβουλευετο συν τοις αλλοις στατηγοις. Των δε στρατηγων οι μεν την κορην θυειν εβουλοντο, οι δε συνεβουλευον μη πειθεσθαι τω μαντειω. Ο δε Αγαμεμνων, επει την οργην των θεων δεινως εδειμαινεν, την θυσιαν παρεσκευαζεν. Εξαιφνης δε εγγυς του βωμου εφαινετο ελαφος, και ουτως αντι της παρθενου εθυετο το ζωον.
Traduzione n. 1
Gli Achei facevano una spedizione militare presso Troia: perciò radunavano l’esercito nella Beozia. I venti cessavano di soffiare e la spedizione non era possibile per l’Asia. Gli dei infatti erano in collera con il condottiero dell’esercito. Allora Agamennone, il condottiero degli Achei, consultava l’oracolo e il Dio rispondeva: «O condottiero, se vuoi porre fine all’ira degli dei, è necessario sacrificare Ifigenia dei figli». Immediatamente Agamennone si consultava con gli altri condottieri. Alcuni condottieri volevano sacrificare la fanciulla, altri consigliavano di non obbedire all’oracolo. All’improvviso vicino all’altare appare una cerva e così anziché la fanciulla sacrificava l’animale.
Traduzione n. 2
Gli Achei marciavano verso Troia (quindi) perciò radunavano l’esercito in Beozia. I venti cessavano di soffiare e il viaggio verso l’Asia non era possibile. A causa della natura (dell’ira) si consultavano infatti gli dei circa il comandante dell’esercito. Talvolta Agamennone, il comandante degli Achei chiedeva un oracolo e il dio rispondeva: “O comandante, se tu pensi di far cessare l’ira degli Dei è necessario sacrificare tra i figli (dei figli) Efigenia! Agamennone si consigliava immediatamente con gli altri strateghi. Alcuni degli strateghi pensavano di sacrificare la fanciulla, altri invece consigliavano di non credere al responso oracolare. Ma dal momento che Agamennone temeva terribilmente l’ira degli dei, predisponeva il sacrificio. Immediatamente vicino all’altare appariva una cerva e perciò era sacrificato l’animale invece della fanciulla.
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Coraggio delle madri spartane
Libro: Gymnasion
Le madri spartane, quante venivano a sapere che i loro figli giacevano morti in battaglia, una volta giunte là esaminavano le loro ferite sia quelle davanti che quelle dietro. E se erano di più quelle davanti, poiché esse erano orgogliose che i loro figli avessero avuto un aspetto serio e insieme imponente li presentavano alla sepoltura degli avi, se avevano le ferite diversamente allora avevano vergogna, piangendo e adoperandosi affinché soprattutto fosse possibile passarlo inosservati se (ne) liberavano oppure furtivamente lo portavano nelle tombe domestiche, dopo che avevano lasciato seppellire i morti nel cimitero.
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Coriolano
Versione di greco
traduzione dal Libro: Gymnasion vol. 2
Inizio: Κοριολανος αδιηκως υπο των Ρωμαιων...
fine: ...εψηφισαντο θανατω κολασθηναι
Traduzione n. 1
Coriolano fu accusato ingiustamente dai romani essendo esiliato in etruria avendo promesso ai romani vittoria e vendetta. Gli etruschi hanno fiducia in quello e lo dichiararono generale. Avendo vinto i romani in molte battaglie infine procedendo contro quella città per prendere con la forza notizie dei romani riguardo l'accordo non volendo accettarlo. Le madri dei romani che guidate dalla madre di coriolano essendo avanzate dalla città andando incontro ai nemici che si erano preparati e tenendo un ramo d'ulivo così pregavano: "se hai pensato di prendere la città prima uccidi la madri la tua e tutte le madri dei romani". Allora coriolano avendo obbedito alle parile della madre pianse avendo sciolto l'assedio dalla città si allontanò La levata dal campo fu comforme al diventare di salvezza per la città e rovinosa per il comandante. Gli Etruschi infatti decisero di punire quella (la levata) con la morte
Traduzione n. 2
Coriolano, essendo stato accusato ingiustamente dai Romani, giunse in Etruria promettendo una vittoria e una vendetta ocntro i Romani. Gli Etruschi si fidarono (lett. fidano) di questo e lo proclamarono (lett. proclamano) comandante. Quello, dopo aver vinto i Romani in molte battaglie infine marciò contro la stessa città pe4 catturarla ocn tutta la forza, non volendo ricevere i messaggi dei Romani riguardo a un accordo. Le madri dei Romani, di cui era a capo la madre di Coriolano, uscite dalla città, andarono in contro ai nemici armati, avendo presentato delle preghiere, li supplicavano così: "Se hai scelto di occupare la città, uccidi prima tua madre e tutte le madri dei Romani. " Allore Coriolano, convinto dalle parole della madre, pianse, e dopo aver tolto l'assedio, si allontanò dalla città. La levata dal campo fu comforme al diventare di salvezza per la città e rovinosa per il comandante.
Gli Etruschi infatti decisero di punire quella (la levata) con la morte.
Traduzione n. 2
Coriolano essendo stato accusato dai romani ingiustamente, fuggendo giunse verso l’Etruria, promettendo la vittoria e la vendetta contro i Romani. Gli Etruschi ebbero fiducia in questo e lo elessero stratego. Quello vincendo in molte battaglie i Romani alla fine andò verso questa città per prenderla con la forza non volendo sapere le ambascerie dei Romani per la tregua. Le madri dei Romani di cui era a capo la madre di Coriolano partirono dalla città andando contro i nemici che erano stati armati e cosi supplicavano avendo teso avanti un ramo di ulivo: <<Se hai deciso di prendere la città, prima uccidi tua madre e tutte le madri dei Romani. >> Allora Coriolano essendo stato persuaso dalle parole delle madri, pianse e avendo sciolto l’assedio si allontanò dalle città, la ritirata pia e la salvezza per la città divenne fatale per lo stratega. Gli etruschi infatti decisero di castigarlo a morte.
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Beveva per dimenticare !
Autore: Esopo gymnasion
dal libro gymnasion
un uomo amante del vino, passava la maggior parte della (sua) vita in una cantina, dalla mattina alla sera e, molto spesso nelle lunghe notti non finiva mai di essere inebriato dal vino. Tornava a casa completamente ubriaco, e spesso si gettava (irato) contro i cari e la moglie infelice e, se la prendeva con gli innocenti. Andando in ufficio, gridava contro il capo e usava un tono minaccioso. il capo, quando (diventava duro e violento affermava ", cosa dunque concludi bevendo molto vino? E quello (diceva) balbettando: "E' perché voglio dimenticare". Il capo (rispondeva): " comprendo (tutto ciò). ma non serve bere per dimenticare. e poi che cosa devi dimenticare?". Quello dopo aver meditato un pò (rispose: )"l'ho dimenticato!"
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Da contadino a Satrapo
Libro: Gymnasion vol. 2 n° 90
Un contadino persiano, di nome Omise, portò in dono al re dei Persiani Artaserse che attraversava la regione, delle mele insolite a vedersi per grandezza in un cesto. Sorpreso quindi per la bellezza e la dimensione delle mele, il re domandò: — Mi porti dei doni che sono stati colti in quale paradiso? —. Rispondendo quello che le portava dalla casa e dal proprio giardino, avendo piantato lui stesso gli alberi e avendoli allevati, il re si rallegrò moltissimo e disse ai compagni: — Tale uomo che ha mostrato dalla cura potrebbe essere in grado, secondo me, sia di governare bene una città sia di farla grande da piccola. E detto ciò gli donò in cambio dei doni regali, e lo fece satrapo di una grande regione.