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La gatta innamorata
versione di greco di Esopo
traduzione da gymnasion 1 a pagina 152
Una gatta, che era innamorata di un bellissimo giovane, pregava continuamente Afrodite affinché la trasformasse in una fanciulla. Finalmente la dèa, avendo compassione di questa, cedendo dunque alle preghiere, la trasformava in una graziosa ragazza. Così il giovane, vedendola e essendo a sua volta vinto dall'amore, la portava felice a casa presso di sè. Successivamente Afrodite, volendo sapere se la gatta avesse cambiato oltre al corpo anche il carattere, buttava un topo in mezzo alla stanza: la gatta, dimenticandosi delle circostanzei, balzata e correndo per la stanza come abitudine dei gatti, inseguiva il topo, desvolendo catturarlo per mangiarlo. La dèa, sdegnata contro di lei, la trasformava di nuovo nell'antica natura. La favola insegna che quelli fra gli uomini malvagi di indole, anche se mutano natura, non cambiano affatto il carattere.
Traduzione di altro utente
Una gatta, innamorata di un bel giovinetto, pregava Afrodite di trasformarla in una donna. E la dèa, avendo compassione della sua sofferenza, la trasformò1 in una graziosa ragazza. Dunque il giovane, innamorato della sua bellezza, la portò1 a casa sua, con l'intenzione di sposarla. Mentre essi erano seduti nella camera da letto, Afrodite, volendo sapere se, cambiando l'aspetto fisico2, la gatta avesse cambiato1 anche il carattere, buttò un topo in mezzo (alla stanza). Ed essa, dimenticandosi delle (circostanze) presenti, alzatasi dal letto, inseguiva il topo, desiderosa di mangiarlo. Allora la dèa, sdegnata contro di lei, la trasformò di nuovo nell'antica natura. La favola insegna che quelli fra gli uomini (che sono) malvagi di indole, anche se mutano natura, non cambiano affatto il (loro) carattere.
Ancora altra proposta di traduzione di altro utente
Una gatta, essendosi innamorata di un bellissimo giovane, pregava continuamente afrodite di trasformarla in una fanciulla. Infine avendo dunque la dea compassione di lei, cedendo alle sue preghiere, la trasformava in una graziosa fanciulla; cosi' il giovane vedendola e innamorandosene a sua volta, la conduceva contento a casa sua. Piu' tardi afrodite, volendo sapere se insieme al corpo la gatta avesse cambiato anche l'indole, faceva entrare un topo al centro della stanza : la gatta, dimentica della sua nuova condizione, balzando e correndo per la stanza secondo l'abitudine dei gatti, inseguiva il topo volendo catturarlo per mangiarlo. La dea allora, adirandosi con lei, la mutava di nuovo nella sua vecchia natura. Cosi' anche quelli tra gli uomini che sono di cattiva natura, se anche cambiano aspetto, non cambiano la natura ne' le abitudini.
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Eracle devia un fiume Autore: sconosciuto
Ηρακλης τοις Μινυαις πολεμων (ησαν δε ιππομαχειν εν πεδιω οι Μινυαι δεινοι), μαχην συναπτειν μη θαρρων, την του ποταμου ροην εξετρεψεν. Ην δε ο ποταμος Κηφισος οριζων ορη δυο, τον Παρνασσον και τον Ηδυλειον. Τεμνων δε την Βοιωτιαν μεσην, πριν εκβαλλειν εις θαλασσαν, εμπιπτων χασματι αφανης γιγνεται. Εκεινο το χασμα Ηρακλης πετροις μακροις περιτειχι ζων απεστρεψε τον ποταμον εις το πεδιον, ενθα οι Μινυαι καθιππαζοντο, και δη του πεδιου λιμναζοντος τοις Μινυαις το ιππικον αχρειον ην. Ηρακλης ουν τους Μινυας εκρατησε και απετειχισε το χασμα και ο Κηφισος επι την αρχαιαν επανηρχετο οδον.
Eracle facendo guerra ai Mini (i Mini erano abili a combattere con i cavalli in pianura), non avendo il coraggio di attaccar battaglia, devia (fa uscire) un fiume. Era il fiume Cefiso che separa due monti, il Parnasso e l'Edilio. Separando la Boezia a metà, prima di confluire nel mare, diventa invisibile gettandosi in una voragine. Eracle con grandi pietre blocca quell'abisso, devia il fiume verso la pianura, dove i Mini cavalcavano, e dunque dopo che inondava la pianura, per i Mini risulta inutile la cavalleria. Eracle riesce vincitore e sblocca la voragine e il Cefiso ritorna all'antico percorso.
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Gli arabi
versione greco traduzione del gymnasion I n. 90 pag. 70 e Versione di "lingua greca"
Η Άραβία κειται μεταξυ της Συριας και ες Αιγυπτου, και δυσπολεμητος εστι δια την επημιαν και την ανυδριαν. Οι δε Αραβες φιλελευθεροι και ανδρειοι εισιν, και πολλακις παλαι τας των Περσον στρατιας ημυνοντο. Οι νομαδες των Αραβων πατριδα ονομαζουσι την ερημον, και βιον υπαιθριον αγουσιν. Τρεφουσι δε καμηλους και αιγασ. Εσθιουσι μεν τους των φοινικων καρπους και μελι αγριον και την των προβατων σαρκα; πινουσι δε το γαλα των αιγων, και εκ των του καμηλου τριχων εσθητας και σκηνας παρασκευαζονται. Παρα δε τοις Αραψιν, και μαλιστα παρα τοις νομασιν, οι ιπποι πολυτιμοι εισιν. Οι παλαιοι ολβιους τους Αραβας και την Αραβιαν ωνομαζον, οτι η χωρα παντοδαπα ζωα παρειχε και τιμια θυμιαματα και δενδρα θαυμαστα τη οσμη των φυλλων: προσετι οι οικηται σμαραγδοισ, σαπφειποις, λιβανω και σμυρνη επλουτιζοντο.
L'arabia è situata tra la siria e l'Egitto e è difficile da combattere l deserto e la mancananza di acqua. gli arabi sono amanti della libertà e coraggiosi e spesso anticamente tennero lontano gli eserciti dei persiani. I nomadi chiamano la patria degli Arabi terra deserta, e trascorrono la vita all’aria aperta. Durante il giorno gli uomini vagano per la terra deserta, ma verso sera si radunano con le mogli e con i figli. Allevano cammelli e capre, mangiano i frutti delle palme, il miele selvatico e la carne delle pecore, bevono il latte delle capre, preparano vesti e tende dalle pelli dei cammelli, resso gli Arabi, e soprattutto presso quei nomadi, i cavalli sono molto apprezzati. Gli antichi ciamano felici gli arabi e l'arabia, perché la regione dava molteplici animali preziosi iincendi e meravigliosi arabi. inoltre gli abitanti si arricchivano con gli smeraldi zaffiri e incenso e mirra. Traduzione di altro utente L’Arabia è situata tra la Siria e l’Egitto ed è inconquistabile grazie al deserto e alla mancanza d’acqua. Gli Arabi sono amanti della libertà e coraggiosi e spesso nei combattimenti respingeva l’esercito dei Persiani. I nomadi chiamavano la terra degli Arabi quella della terra e del deserto e conducevano una vita all’aria aperta. Allevano cammelli e capre: mangiano i frutti delle palme e il miele selvaggio e la carne delle capre: bevono il latte delle capre e dai capelli di cammello ricavano vestiti e tende. Presso gli Arabi e soprattutto presso i nomadi, i cavalli sono molto preziosi. Gli antichi dicevano che gli Arabi e l’Arabia erano felici perché la terra offriva molteplici animali e preziosi incensi e alberi preziosi per il profumo di foglie, inoltre gli abitanti si erano arricchiti di smeraldi, zaffiro, incenso e mirra.
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Zeus
Autore: sconosciuto libro gymnasion
ZEUS gymnasion vol. 1 n. 103 p. 128
Primo e padrone di tutti gli dei era Zeus, figlio di Crono e Rea, fratelli di poseidone e plutone, padre di ares e apollo. Crono divorava i figli neonati: la madre dunque nato da poco Zeus affinché non fosse divorato lo affidò ai cureti e alle ninfe Adrasteia e Ida. Le ninfe nascosero il fanciullo in una grotta dell'isola di Creta ed ebbero il latte della capra Amaltea per nutrirlo; i cureti armati custodivano il neonato e con le lance battevano gli scudi perché i rumori del fanciullo non fossero sentiti dal pdre, quando Zeus divenne adulto liberò i fratelli e scacciòcronos dall'olimpo. Nella Grecia c'erano grandi e splendidi templi di zeus, furono costruite anche molte statue. Presso zeus era anche la protezione dei supplici; inoltre gli antichi avevano come testimone zeus nei giuramenti e negli accordi.
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Deucalione e Pirra versione greco Pseudo Apollodoro traduzione Libro Gymnasion 2 pag 44 num 53
Προμηθεως Δευκαλιων εγενετο. Ουτος, βασιλευων των περι την Φθιαν τοπων, γαμει Πυρραν, την Επιμηθεως και Πανδωρας, ην οι θεοι επλασαν πρωτην γυναικα. Επει δε αφανισαι Ζευς το χαλκουν ηθελησε γενος, συμβουλευσαντος Προμηθεως, Δευκαλιων, τεκτηναμενος πλοιον, και τα επιτηδεια εισκομισας, εις τουτο μετα Πυρρας εισηλθε. Ζευς δε, πολυν υετον απ' ουρανου χεας, τα πλειστα μερη της Ελλαδος κατεκλυσεν, ωστε παντας τους ανθρωπους διαφθειρεσθαι, ολιγων χωρις, οι συνεφυγον εις τα πλησιον υψηλα ορη. Δευκαλιων δε, εν τω πλοιω δια της θαλασσης φερομενος εφ' ημερας εννεα και νυκτας τας ισας, τω Παρνασω προσισχει κακει, των ομβρων παυλαν λαβοντων, εξελθων θυει Διι φυξιω. Ζευς δε πεμψας Ερμην προς αυτον επετρεψεν αιρεισθαι οτι βουλεται. Ο δε αιρειται ανθρωπους αυτω γενεσθαι. Και, Διος κελευσαντος, λιθους αιρων εξοπισθεν της κεφαλης εβαλλεν και ους μεν εβαλε Δευκαλιων ανδρες εγενοντο, ους δε Πυρρα, γυναικες.
qui invece puoi trovare quella con lo stesso titolo ma diversa da altri libri
Qui ancora altra da greco nuova edizione
qui ancora un'altra diversa dal libro REMATA
Deucalione fu figlio di Prometeo. Questo, che regnava sulle regioni intorno a Ftia, sposò Pirra, figlia diEpimeteo e Pandora, che gli dei plasmarono come prima donna. Quando Zeus volle desiderò distruggere la stirpe dell’età del bronzo, su suggerimento (avendolo consigliato) di Promèteo, Deucalione, avendo costruito un’arca e avendo messo i viveri, si imbarcò su questa con Pirra. Zeus allora, avendo fatto cadere dal cielo molta pioggia, sommerse la maggior parte della Grecia, così che tutti gli uomini furono uccisi, tranne pochi che fuggirono sulle vicine alte montagne. Allora i monti della Tessaglia si aprirono separandosi e le regioni al di fuori dell'Istmo e del Peloponneso si mescolarono insieme tutte quante. Deucalione, essendo trasportato sull’arca attraverso il mare per nove giorni ed altrettante notti, approdò al Parnaso e là, quando le piogge ebbero tregua, dopo essere sbarcato, sacrificò a Zeus protettore dei fuggiaschi. Zeus avendo inviato Ermes da questo, gli concesse di chiedere ciò che voleva; ed egli chiese di avere degli uomini. E quando Zeus (glielo) disse, scagliava delle pietre sollevandole sopra il capo, e quelle che Deucalione lanciò diventarono uomini, mentre quelle che lanciò Pirra donne