- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: GYMNASION - versioni greco tradotte
- Visite: 1
Inizio: Ερμης, βουλομενος γιγνωσκειν εν τινι τιμη παρα τοις ανθρωποις ειη, Fine: «Αλλ' ει τα του Διος και της Ηρας αγοραζεις, τουτο το αγαλμα δωρεαν σοι παρεχω».
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: GYMNASION - versioni greco tradotte
- Visite: 1
Le armi della fanteria greca
Autore: sconosciuto libro: gymnasion
Presso i Greci i soldati a piedi erano opliti o ginnasti o peltasti. Gli opliti portavano gli elmi, le corazze, gli schinieri, gli scudi, le lance e le spade. Gli elmi erano di cuoio o di bronzo, le corazze erano di bronzo, erano di bronzo anche gli schinieri. Una pelle di cuoio avvolgeva gli scudi. Le lance erano lunghe (grandi), le spade erano corte (piccole) oltre a questo gli opliti avevano tuniche di lino sotto le corazze. Dall'altra i ginnasti e i peltasti avevano armi vicino allo scudo: arco, fionda e giavellotto.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: GYMNASION - versioni greco tradotte
- Visite: 1
Socrate e Santippe
versione di greco dal libro GYMNASION
Σωκράτης ὸ φιλόσοφος γεραίτερος ὢν τὴν Ξανθίππην ἐγάμει ...
Traduzione n. 1
Socrate il filosofo essendo molto vecchio sposò santippe, santippe era molto dura di carattere, spesso infatti litigava con il marito per molte cose, una volta dicendo socrate che bisognava che il marito insegnasse alla moglie il decoro, antistene replicava “perché dunque socrate non educhi tu per primo santippe ma sopporti la moglie più difficile tra tutte?” perché rispondeva socrate vedo che anche coloro che vogliono diventare abili cavalieri non comprano cavalli docilissimi ma focosi pensano così infatti di essere in grado di utilizzare ogni genere di cavallo. Anch’io quindi volendo accompagnarmi con uomini sto con la moglie più dura possibile, una volta invitando a pranzo uomini ricchi e poiché santippe si vergognava poiché avevano una tavola assai povera disse “suvvia se questi uomini sono saggi amano anche una tavola piuttosto povera se invece sono sciocchi a noi di loro non importa niente”
Traduzione n. 2 ( è diversa non sappiamo perchè... inviata da altro utente)
Il filosofo Socrate, essendo alquanto vechhio, prese in moglie Santippe: Santippe era grandemente aspra limitatamente al temperamento: sovente infatti litigava per molti motivi contro il marito. Sostenendo una volta Socrate che fosse necessario che l'uomo dovesse insegnare il rispetto alla donna, Antistene replicò: " Per quale ragione dunque, o Socrate, non istruisci tu per primo Santippe, bensì sei solito tollerare la massimante aspra fra tutte?" "Giacchè" rispose Socrate " coloro che lo desiderano ardentemente divengono esperti di cavalli, non acquistano però i più docili bensì i più bizzosi. Effettivamente si ritiene che siano così capaci da esser trattati tutti quanti i cavalli. Anch'io, desiderando frequentare gli esseri umani, sto a contatto per primo con la donna bisbetica. "
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: GYMNASION - versioni greco tradotte
- Visite: 1
Le forche caudine versione di greco di Appiano dal libro gymnasion
Le forche caudine Le forche caudine I
Ο δε Ποντιος, τους πρεσβεις καλεσας, τοις υπατοις και τοις αλλοις αρχουσι της στρατιας και παντι τω πληθει λεγειν εκελευεν· «Ημεις αει Τωμαιοις εσπενδομεθα φιλιαν, ην αυτοι διελυσατε, Σιδικηνοις τοις ημετεροις εχθροις συμμαχουντες. Ειτ' αυθις αυ φιλιας ημιν γενομενης, Νεαπολιταις επολεμειτε, τοις ημετεροις γειτοσιν. Και ουκ ηγνοουμεν οτι ταυτ' ην υμιν παρασκευη πλεονεξιας επι ολην την Ιταλιαν. Εν τε ταις προτεραις μαχαις πολλα παρα την απειριαν των ημετερων στρατηγων παραλαβοντες ουδεν επεδειξασθε μετριον ες ημας, και πρεσβευσαμενων ημων δις προς υμας, και πολλα συγχωρουντων, υπερηφανα ημιν αλλα επετασσετε, την αρχην ολην αποθεσθαι και υμων υπακουειν. Ενεκα μεν ουν της υμετερας πλεονεξιας εδει και τα παρ' ημων υμιν ασπονδα ειναι. Εγω νεμεσιν τε θεων αιδουμενος, ην υμεις υπερειδεσθε, και συγγενειας και φιλιας της ποτε μνημονευων, διδωμι εκαστον υμων συν ιματιω σωον υπο ζυγον απελθειν, ην ομοσητε την τε γην και τα χωρια πανθ' ημιν αποδωσειν, και τους κληρουχους απο των πολεων απαξειν, και μηδε ποτ' επι Σαυνιτας στρατευσειν».
Ponzio, convocati gli ambasciatori ordinò di dire ai consoli, agli altri comandanti dell'esercito e a tutta la moltitudine: "abbiamo sempre stretto con i romani amicizia la quale noi stessi abbiamo sciolto combattendo con i nostri nemici Sidicheni. Sia subito dopo esser nata l'amicizia con noi combattemmo con i napoletani nostri vicini. Sia non sapevamo che questa era la preparazione con voi della supremazia su tutta l'italia. Nelle precedenti battglie intraprendendo molte cose contro l'inesperienza dei nostri strateghi non ci avete dimostrato nulla di sufficiente, sia essendo venuti noi 2 volte in ambasceria presso di voi sia acconsentendo a molte cose ci avete imposto altre insolenze, rifiutando la somma carica e ubbidirvi. Dunque a causa della vostra arroganza era necessario che ci fossero armistizi senza vera tregua per voi contro di noi. io temendo l'ira degli dei che disprezzate ricordando di norma sia la parentela che l'amicizia concedo che ciascuno di voi con la veste passi incolume sotto il giogo qualora giuriate che restituerete a noi tutti la terra e le regioni che condurrete via i coloni dalle città, che non farete altre spedizioni militari contro i sanniti".
Le forche caudine II
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: GYMNASION - versioni greco tradotte
- Visite: 1
Ciro in Cappadocia versione greco dal libro Gymnasion
con gli accenti inizio = Κυρος, μετά τᾦν ᾂλλων στρατιωτᾡν .... con gli accenti fine= κριθας η γή αφθόνως ἔφερεν