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LA PARTENZA DI CAMILLO PER L'ESILIO
Versione da Gymnasion 2 a pagina 164, numero 275
Essendo giunto vicino alle porte e avendo salutato i presenti che gemevano e piangevano, poiché stavano per essere privati un tale uomo, avendo versato molte lacrime sulle guance e dopo aver pianto per il disonore che si era impossessato di lui, disse: “Oh dei che sorvegliate le azioni umane, (ritengo giusto) chiedo che voi diventiate miei giudici delle azioni politiche riguardo alla patria e a tutta la vita passata; allora qualora mi troviate implicato in quelle colpe per le quali il popolo mi condannò, datemi una morte miserabile e indecorosa; se invece in tutte le situazioni di cui fui creduto degno di fiducia dalla patria mi trovaste giusto e pulito di ogni indecente sospetto, diventate miei vendicatori, lanciando contro quelli che mi hanno fatto torto, paure e pericoli a causa dei quali (le paure e i pericoli) saranno obbligati, non vedendo nessun’altra speranza di salvezza, a rifugiarsi da me”. Avendo detto ciò, se ne andò.
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La Persia
versione di greco e traduzione dal libro GYMNASION
La Persia è una regione pianeggiante e assai fertile. E' piena di fiumi e di laghi, lì i pescatori pescano i pesci. Nelle pianure i contadini arano i campi con i buoi, i pastori pascolano le mandrie di buoi e cavalli, e in molti luoghi i pastori sono vecchi. Quando il re delle Persia si dirige verso le satrapie con i cavalli, i sacerdoti della città sacrificano buoi agli dei, gli abitanti portano come doni buoi e cavalli dalle auree redini. Tra i sudditi, i poveri, i servi, i fabbri, i calzolai e i pastori portano doni, cioè armi, formaggio, focacce dolci e di orzo. Quando il re torna dalla reggia manda i regali degli abitanti ai satrapi e ai diligenti.
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La povertà non è un disonore
Autore: sconosciuto
Gymnasion pagina 30 n°1
Εν τη αγορά άγύρτριά εστίν την δεξιάν οικτρώς προτείνει και συν έλεεινολογία βοήθειαν ικετεύει. Ενίοτε μετά της βακτηρίας βραδέως δια των άγυιών βαδίζει και τάς των οικιών θύρας κόπτει. Ή άγύρτριά πενιχρά και χήρα εστίν διότι δια χρείαν και πενίαν άγυρτάζει, ου δια κακίαν, ουδέ ραθυμίαν. Ή της άγυρτρίας μοίρα ραδίως βοηθείας και παραμυθίας1 τυγχάνει· ή χηρεία γαρ και ή πενία και ή άτεκνία συμφοραί εισιν, άδοξίαν δε ή άτιμίαν ου συμφέρουσιν
Traduzione
Nella piazza c'è una mendicante; tende la (mano) destra umilmente e con un discorso per muovere a compassione supplica aiuto. Qualche volta con un bastone passeggia lentamente attraverso la strada e bussa alle porte delle case. La mendicante è vedova e povera; dunque per il guadagno raccoglie anche la povertà, non per incapacità, né per noncuranza. Il destino della mendicante reca aiuto e comforto prontamenteinfatti la povertà e la sterilità e la vedovanza sono disgrazie ma non recano disonore o disprezzo.
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Il leone e il delfino versione greco
traduzione libro gymnasion volume2
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Λέων, εν τινι αιγιαλω πλαζομενος, ως εθεασατο δελοινα εκ των κυμάτων παρακυψαντα. αυτόν επι συμμαχιαν παρεκαλεσε λέγων οτι ηρμοίε μάλιστα αυτούς ούλους και βοηθούς είναι· «Συμμαχουντες. γαρ. πάντων των ζωών αμα ραδιως αρςομεν συ μεν γαρ των θαλάσσιων ζωων, αυτός δε των χερσαίων βασυλευς ειμι». Του δε ασμένως επινευσαντος. ο λεων. μετ' ου πολύν χρονον μαχην προς ταυρον αγριον αψας. τον δελοινα επι βοηθειαν προσεκαλει. Ως δε εκείνος, καιπερ βουλομενος της θαλάσσης εκβαινειν. ου δυνατός ην. ο λεων αυτόν προδοσίας ητιατο. Ο δε αντελεςεν· «Αλλα μη εμε μεμοου. ω βέλτιστε, την ουσιν δε, ητις. θαλασσιον με ποιησασα. της γης μ' επιβαινειν ουκ εα· ωσαύτως νομιίω και σε εις το υδωρ μη καταβησεσθαι εμοι βοηθησοντα προς κήτος τι μαχομενω».
Un leone allontanandosi da una spiaggia, come vide un delfino che faceva capolino tra le onde, lo chiamò per un'alleanza dicendo che era molto conviente che loro fossero amici e stostenitori: "Combattendo insieme, infatti, comanderemo facilmente su tutti gli animali: tu infatti sei il re tra gli animali d'acqua, io stesso sono quello tra gli animali di terra. " Quello muoveva il capo con gioia, il leone, dopo non molto tempo, avendo attaccato battaglia con un toro selvatico, chiese aiuto. Pur volendo egli uscire dal mare, ma non era capace, il leone stesso gli domanda riguardo al tradimento. Egli obietto': " Ma tu non criticarmi, o carissimo, ma la natura che mi fece marittima, non mi fece mandare sulla terra: allo stesso modo credo che te non arrivi nell'acqua aiutandomi mentre combatto contro un pesce di grosse dimensioni.
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Inizio: Πλουτων, Περσεφονης ερασθεις, Διος συνεργουντος Fine: τας γυναικας σκωπτειν λεγουσιν.