Οἱ Ἀθηναῖοι εἰς τοῦτο κατέστησαν τῶν μὲν οἰκείων ἀμελείας, τῶν δ' ἀλλοτρίων ἐπιθυμίας, ὥστε Λακεδαιμονίων εἰσβεβληκότων εἰς τὴν χώραν καὶ τοῦ τείχους ἤδη τοῦ Δεκελειᾶσιν ἑστηκότος εἰς Σικελίαν τριήρεις ἐπλήρουν, καὶ οὐκ ᾐσχύνοντο τὴν μὲν πατρίδα τεμνομένην καὶ πορθουμένην περιορῶντες, ἐπὶ δὲ τοὺς οὐδὲν πώποτ' εἰς ἡμᾶς ἐξαμαρτόντας στρατιὰν ἐκπέμποντες, ἀλλ' εἰς τοῦτ' ἀφροσύνης ἦλθον ὥστε, τῶν προαστείων τῶν οἰκείων οὐ κρατοῦντες, Ἰταλίας καὶ Σικελίας καὶ Καρχηδόνος ἄρξειν προσεδόκησαν. Τοσοῦτον δὲ διήνεγκαν ἀνοίᾳ πάντων ἀνθρώπων ὥστε τοὺς μὲν ἄλλους αἱ συμφοραὶ συστέλλουσι καὶ ποιοῦσιν ἐμφρονεστέρους, ἐκεῖνοι δ' οὐδ' ὑπὸ τούτων ἐπαιδεύθησαν.

Gli Ateniesi si spinsero ad un punto tale di incuria delle proprie cose e di brama di quelle altrui, che, mentre gli Spartani erano piombati sulla regione e il muro di Decelea era già in piedi, armarono delle triremi in Sicilia, e non si vergognavano di lasciare che la (loro) patria fosse messa a ferro e fuoco, e di mandare una spedizione contro chi non aveva mai commesso un torto contro di noi; ma giunsero ad un tale livello di follia che, non essendo (più) padroni delle proprie zone suburbane, si illusero di (poter) comandare sull'Italia, la Sicilia e Cartagine. E si distinsero per incoscienza fra tutti gli uomini a tal punto che, (mentre) le disgrazie castigano e rendono più saggi gli altri, quelli non impararono la lezione neppure da queste.