Nell'Atene di un tempo ricchi e poveri vivevano in piena concordia versione greco Isocrate traduzione libro Alfa Beta Grammata. pagina 432 numero 4

INIZIO: Ου γαρ μονον περι των κοινων ωμονοουν, αλλα και περι τον ιδιον βιον τοσαυτην εποιουντο προνοιαν αλληλων οσην περ χρη τους ευ φρουουντας και πατριδος κοινωνουντας. οι τε γαρ πευεστεροι των πολιτων τοσουτον απειχον του φθονειν τοις πλειω κεκτημενοις ωσθ'ομοιως εκεδοντο...
FINE: τοις δ' εις τας αλλας εργασιας αφορμην παρεχοντες.

TRADUZIONE

Infatti non solo erano concordi riguardo alla vita pubblica, ma avevano cura gli uni degli altri anche nella vita privata tanto quanto era senza dubbio dovere di persone saggie e partecipi della patria. Infatti anche i più poveri tra i cittadini erano tanto lontani dal nutrire invidia per coloro che guadagnavano di più, a tal punto che si prendevano a cuore la sorte delle grandi famiglie come la loro propria, pensando che la prosperità di quelle fosse un vantaggio per loro. A loro volta, coloro che possedevano ricchezze, non solo non disprezzavano quelli che si trovavano in uno stato di maggiore indigenza, ma, pensando che fosse una vergogna per loro la povertà dei cittadini, venivano incontro ai bisogni, dando alcuni dei campi per un canone modesto, mandando altri via per affari, offrendo ad altri del denaro per altre attività.