Giacinto era un fanciullo avvenente, che era amato intensamente da Apollo. Un giorno, mentre giocava con un disco presso il fiume Eurota, morì per essere stato colpito dal disco medesimo. Dopo la morte, dalle ceneri di lui crebbero fiori dal nome (complemento di qualità) di lui medesimo. Persino le Ninfe lo piansero, e dalle loro lacrime venne prodotta una sorgente perenne. Ai morti è stato consacrato il cipresso, perché esso, una volta che è stato tagliato, non ritorna mai verde. I Romani avevano il costume di apporre un ramo di cipresso sulla casa funestata da un lutto. In merito al cipresso, raccontano questa favola: il fanciullo Ciparisso aveva caro un cervo; senza colpa, lo uccise con una propria freccia, per cui venne consumato dal dolore. Quindi fu trasformato in un albero di cipresso da Apollo, che lo amava: in questa maniera, il ricordo di lui vivrà per sempre.