Dareo totis regni sui viribus in eorum regionibus subinde impetum facienti paulatim cedentes ad ultimas iam solitudines pervenerant. interrogati deinde ab eo per legatos quem finem fugiendi aut quod initium pugnandi facturi essent, responderunt se nec urbes ullas nec agros cultos, pro quibus dimicarent, habere: ceterum, cum ad parentium suorum monumenta venisset, sciturum quemadmodum Scythae proeliari solerent. quo quidem uno tam pio dicto inmanis et barbara gens ab omni se feritatis crimine redemit. prima igitur et optima rerum natura pietatis est magistra, quae nullo vocis ministerio, nullo usu litterarum indigens propriis ac tacitis viribus caritatem parentium liberorum pectoribus infundit. quid ergo doctrina proficit? ut politiora scilicet, non ut meliora fiant ingenia, quoniam quidem solida virtus nascitur magis quam fingitur. Quis enim plaustris vagos et siluarum latebris corpora sua tegentes in modumque ferarum laniatu pecudum viventes sic Dario respondere docuit

A Dario che frequentemente faceva assalto con tutte le truppe del suo regno contro i loro paesi a poco a poco quelli che avanzavano erano giunti nei deserti più lontani, interrogati poi da lui attraverso i legati quando avrebbero messo fine di fuggire o che avrebbero fatto l’inizio di combattere risposero che non avevano alcuna città né campi coltivati per i quali combattessero: del resto, essendo giunti al sepolcro dei loro genitori, avrebbe saputo in che modo sollevano gli Sciti combattere; ma con questa sola tanto religiosa sentenza la selvaggia e barbara popolazione si riscattò da ogni crimine di crudeltà. La natura quindi è la prima e migliore maestra di pietà, e quella senza alcun impiego di parola, alcun uso di cose scritte imponendosi con le proprie e silenziose forze infonde nei cuori dei figli l’affetto dei genitori. A cosa dunque giova la conoscenza? Naturalmente perché gli ingegni diventino più raffinati, non moralmente migliori, perché una virtù veramente salda suole essere innata più che essere foggiata. Chi infatti istruì nomadi che vivevano sui carri e che nascondevano i loro corpi nei nascondigli delle selve alla maniera delle fiere e sbranando le belve a rispondere a Dario in questo modo?