Fino a quando dunque, o Catilina, abuserai della nostra capacità di sopportazione? Quanto a lungo ancora codesta tua follia si farà gioco di noi? Fino a quale estremo si spingerà la sfrenata temerarietà? Non ti hanno impressionato per nulla né il timore del popolo, né il concorso di tutti i buoni cittadini, né questa sede così ben difesa per tenere l'assemblea del Senato, né i visi e le espressioni del volto di questi? Chi di noi credi che ignori che cosa hai fatto la notte scorsa, dove sei stato, chi hai convocato, che decisione hai preso? O tempi, o costumi! Sebbene il Senato comprenda queste cose, sebbene il console veda bene queste cose, eppure costui vive ancora, e anzi, viene perfino in Senato, si fa partecipe dell'assemblea pubblica e con gli occhi indica e destina alla morte ciascuno di noi. O Catilina, era opportuno che già da prima tu fossi mandato a morte per ordine del console, che su di te ricadesse la rovina, che tu ordisci ormai da tempo contro tutti noi.
Quo usque tandem abutere Catilina patientia nostra? Quam diu etiam ...
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- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Grammatica Picta
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