Τὸ μὲν οὖν, ὦ ἄνδρες Ἀθηναῖοι, τὴν Φιλίππου ῥώμην διεξιέναι... (Demostene, Olintiaca seconda)
O Ateniesi non credo (ἡγοῦμαι verbo contratto indic pres 1a sing) (ἔχω con avv = essere) sia un bene ( διεξιέναι pres inf att διέξειμι) spiegare la potenza di Filippo e attraverso questi discorsi esortarvi a fare ciò che si deve [fare]. Per quale motivo? Perchè qualcuno potrebbe dire qualsiasi cosa a favore di queste cose, per quello sarebbe un motivo di onore ma per noi (πεπρᾶχθαι πράσσω inf perfetto) non avrebbero successo (= καλῶς πράσσειν avere successi). Infatti quanto più (πεποίηκε perf ind 3a sing ποιέω ) egli ha compiuto oltre il suo merito, tanto è considerato presso ciascuno più ammirevole; invece tanto avete accettato le circostanze peggio di quanto conviene quanto maggior disonore dovete pagare. Lascerò da parte dunque queste cose. E infatti se qualcuno o Ateniesi, considerasse secondo verità, vedrebbe che lui da questa circostanza è diventato grande non per sè stesso.
(By Vogue)