Cesare si era allontanato dalla vecchia maniera di combattere, e dalla velocità. E non bisogna meravigliarsene; in Gallia, infatti, egli aveva truppe avvezze a combattere in luoghi campestri, e (avvezze a combattere) contro i Galli, uomini ingenui e non inclini agli agguati, i quali erano abituati a combattere per mezzo del valore, non per mezzo dell'inganno; a quel punto, invece, egli doveva faticare per abituare i soldati a capire i tranelli, le imboscate, gli artifici dei nemici, e (a capire) che cosa convenisse seguire e cosa evitare. E così, affinché capissero queste cose più velocemente, faceva in modo di non mantenere le legioni in un unico luogo, di trascinarle invece di qua e di là con il pretesto del vettovagliamento, per la ragione che riteneva che le truppe dei nemici non si sarebbero spostate lontano dall'accampamento dei Romani.
Caesar ex pristina bellandi consuetudine celeritateque excesserat ...
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- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: LA LINGUA DELLE RADICI - versioni latino tradotte
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