Omnibus rebus actis, constituta nocte qua coniurati proficiscerentur, Cicero, per legatos Gallorum cuncta edoctus, Lucio Valerio Flacco et Caio Pomptino praetoribus imperat ut in ponte Milvio Allobrogum comitatus per insidias deprehendant. Rem omnem aperit, cuius gratiä mittebantur; cetera permittit ut agant sicut facto opus sit. Illi, homines militares, sine tumultu praesidiis collocatis, sicuti praeceptum erat, occulte pontem obsidunt. Postquam ad eum locum legati Allobrogum cum Volturcio venerunt et simul utrimque clamor ortus est, Galli, cito cognito consilio, sine mora praetoribus se tradunt. Volturcius primo cohortatus ceteros, gladio se a multitudine defendit; deinde, ubi a legatis desertus est, multa (a lungo) prius de salute sua Pomptinum obtestatus, postremo timidus ac vitae diffidens, velut hostibus sese praetoribus dedit.
Fatti tutti i preparativi, fissata la notte in cui i congiurati dovevano partire, Cicerone, informato su ogni particolare dagli ambasciatori gallici, comanda ai pretori L. Valerio Fiacco e C. Pomptino di far cadere in un tranello la scorta degli Allobrogi al ponte Milvio. Li mette al corrente dell'impresa che erano inviati a compiere; quanto al resto da' loro licenza di agire come la situazione richiede. Quelli, militari di professione, piazzati presìdi senza far rumore, così come era stato comandato, di nascosto tengono sotto vigilanza il ponte. Quando colà vennero i messi Allobrogi insieme con Volturcio e contemporaneamente si levarono grida da ambo i lati, i Galli, capito immediatamente il piano, si consegnano ai pretori senz'indugio. Volturcio sulle prime, esortati gli altri, si difende a colpii spada dalla moltitudine; quando fu abbandonato daim legati, supplicato a lungo Pomptino per avere salva la vita, alla fine timoroso e diffidando della sua incolumità, si consegnò ai pretori come a dei nemici