Quaeres a nobis, Gratti, cur tanto opere hoc homine delectemur. Quia suppeditat nobis, ubi et animus ex hoc forensi strepitu reficiatur et aures convicio defessae conquiescant. An tu existimas aut suppetere nobis posse, quod cotidie dicamus in tanta varietate rerum, nisi animos nostros doctrina excolamus, aut ferre animos tantam posse contentionem, nisi eos doctrina eadem relaxemus? Ego vero fateor me his studiis esse deditum. Ceteros pudeat, si qui ita se litteris abdiderunt, ut nihil possint ex iis neque ad communem adferre fructum neque in aspectum lucemque proferre; me autem quid pudeat, qui tot annos ita vivo, iudices, ut a nullius umquam me tempore aut commodo aut otium meum abstraxerit aut voluptas avocarit aut denique somnus retardarit? Quare quis tandem me reprehendat, aut quis mihi iure suscenseat, si, quantum ceteris ad suas res obeundas, quantum ad festos dies ludorum celebrandos, quantum ad alias voluptates et ad ipsam requiem animi et corporis conceditur temporum, quantum alii tribuunt tempestivis conviviis, quantum denique alveolo, quantum pilae, tantum mihi egomet ad haec studia recolenda sumpsero?
Mi chiederai, o Grazzio, perché quest'uomo mi sia tanto caro. Rispondo: perché mi offre un rifugio in cui poter ricreare l'animo dal clamore del foro e riposare le orecchie stanche del suo chiasso. Tu pensi che potremmo avere materia a sufficienza su cui discutere ogni giorno tante cause diverse, se non educassimo il nostro animo alla cultura, o che il nostro animo potrebbe sostenere tanto sforzo di parola se non lo ricreassimo con la stessa cultura? Quanto a me, confesso di dedicarmi a questi studi; si vergognino gli altri se senz'altra preoccupazione si immmersero a tal punto negli studi letterari da non poter offrire alcun contributo al bene della collettività o da non riuscire a portare alla luce alcuna loro creazione. Da parte mia, di che cosa dovrei vergognarmi, dato che da tanti anni vivo dedicandomi alle difficoltà o all'interesse di chicchessia senza esserne mai stato distolto dal legittimo desiderio di riposo, o trattenuto dal piacere o addirittura ritardato dal sonno?Pertanto, chi mai potrebbe riprendermi, o a ragione biasimarmi, se tutto il tempo che alcuni impiegano per provvedere ai loro affari o per 'santificare' i giorni festivi con i giochi, o per dedicarsi ad altri divertimenti o al riposo dell'animo e del corpo, o altri riservano a banchetti prolungati o al tavolo da gioco o alla palla, io invece questo tempo l'ho sfruttato per coltivare di continuo questi studi?