Cum fratres sulcum fecissent, ut situs urbis finiretur, et disputatio orta esset de nomine urbis, augures consulere utrique visum est. Priori Remo augurium sex vulturum venisse ferutr. Nuntiato multitudini augurio, duplex numerus se ostendere Romulo visus est et uterque frater rex a multitudine consalutatus est. Nam Remo imperium tribuendum esse omnibus visum est ex (in base a) tempore augurii; Romulo ex numero avium. Quod cum non placuisset fratribus, cum altercatione congressi sunt et ad caedem versi: ibi, fuste ictus a quodam de turba, Remus cecidit. At credibilior fama videtur, qua Remus dicitur ad ludibrium fratris novos sulcos transiluisse et ab irato Romulo interfectus esse. Ita solus regnavit Romulus et urbs nomine eius Roma appellata est. Ibi sacra diis albanis instituit Graeco Herculi. Nam traditum erat in ea loca Herculem venisse et, Geryine interempto, boves mira specie abegisse.
i fratelli avendo tracciato un solco, affinché fosse definita la posizione della città, ed essendo sorta una disputa per il nome della città, a entrambi sembrò giusto consultare gli auguri. Si tramanda che l'osservazione di sei avvoltoi giungesse per prima a Remo. Annunziato il presagio al popolo, a Romolo sembrò che si manifestasse il duplice numero e così ciascun fratello fu acclamato come re dalla moltitudine. Infatti sembrò bene a tutti dover assegnare il potere a Remo in base all'ora dell'osservazione; a Romolo in base al numero degli uccelli. E siccome ciò non fu gradito ai fratelli, si scontrarono in una disputa e volti alla rovina: qui, colpito da un bastone da uno della folla, Remo morì. Ma sembra più credibile la tradizione, secondo la quale si dice che Remo abbia attraversato i nuovi solchi ad offesa del fratello e sia stato ucciso dall'irato Romolo. Così regnò da solo Romolo e la città fu chiamata Roma dal suo nome. Qui innalzò altari alle divinità di Alba Longa e al Greco Ercole. Stando alla leggenda, proprio in questi luoghi Ercole uccise Gerione e gli portò via gli splendidi buoi