Democritus ait, cum in angusto inani multa sint corpuscula, quae ille atomos vocat, oriri ventum. At contra quietum et placidum esse, quum in multo inani parva sint corpuscula. Nam quemadmodum in foro aut vico, quamdiu paucitas est, sine tumultu ambulatur, ubi autem turba in angustum concurrit, necesse est aliorum in alios incidentium rixa sit, sic in hoc quo circumdati sumus spatio, cum exiguum locum multa corpora impleverint, necesse est alia aliis incidant et impellantur ac repellantur, implicenturque et comprimantur, ex quibus nascitur ventus cum illa quae colluctabantur incubant et, diu fluctuata, se inclinant. At, ubi in magna laxitate corpora pauca versantur, nec arietare possunt nec impelli. Hoc falsum est. Nam tunc interim ventus minime est, cum aer nubilo gravis est. Atqui tunc plurima corpora se in angustum contulere et inde spissarum nubium gravitas est. Adice etiam quod circa fulmina et lacus frequens nebula est, arctatis congestisque corporibus, nec tamen ventus est. Atqui nullum tempus magis quam nebulosum caret vento.
Democrito sostiene che, quando in uno stretto spazio vuoto ci sono molti corpuscoli, che egli chiama atomi, si origina il vento; e che, al contrario, lo stato dell’aria è quieto e tranquillo quando ci sono pochi corpuscoli in un grande spazio vuoto. Infatti, come in una piazza o in una via, quando c’è poca gente, si cammina senza disordine, quando invece una folla si accalca in uno stretto passaggio, ci si urta vicendevolmente e nasce una lotta, così nello spazio che ci circonda, quando molti corpuscoli hanno riempito uno spazio angusto, inevitabilmente si incontrano, si spingono e si respingono, si impigliano e si serrano, e da questi nasce il vento quando i corpuscoli che erano in lotta fra loro si sono portati da una parte e, dopo aver fluttuato a lungo incerti, si sono inclinati in una direzione. Ma quando ci sono pochi corpi in un ampio spazio non possono né urtare né essere spinti. Ciò è falso, infatti non c’è affatto vento quando l’atmosfera è carica di nubi: eppure, allora moltissimi corpi si sono ammassati in uno spazio angusto, e da ciò deriva la pesantezza e la densità delle nubi. Aggiungi ora che intorno ai fiumi e ai laghi spesso si forma una nebbia prodotta da particelle serrate e ammassate, eppure non c’è vento. Eppure, non c’è mai meno vento di quando c’è nebbia.