Ambrogio, figlio del prefetto di Roma Ambrogio, mentre era stato messo nella culla nell'atrio del pretorio e dormiva, uno sciame d'api arrivando all'improvviso, gli riempì così la faccia e la bocca, come se entrassero e uscissero dal loro alveare. Quelle quindi, volando, volarono ad una tale altezza del cielo che non venivano affatto viste con gli occhi umani. Compiutosi ciò il padre impaurito disse: "Se questo fanciullo vivrà, sarà qualcosa di grande".

Versione tratta da: Jacopo da Varagine