Olim lupus in foveam inciderat: aspectus est in fovea a vulpecula, quae lupum irridebat atque circum foveam saliebat. Vulpes animal stolidum appellabat: hominum enim fraudes a lupo non animadversae erant. At improvviso etiam vulpes in foveam decidit et lupus celeriter impudens atque insolens animal devoravit. Mus cum rana cruentum bellum gerebat: pugna gravis erat et diu anceps fuit. Rapax milvus per coelum errabat; certamen procul vidit et, escae cibique cupidus, statim ad praedam devolavit. Mus et rana vehementi studio inter se pugnabant, itaque bestiolae milvum non animadverunt, et milvus murem ranamque laniavit.

Una volta un lupo era caduto in una buca: fu visto nella buca da piccola volpe, la quale scherniva il lupo e saltava il cerchio intorno alla buca. La volpe chiamava l’animale stupido: gli inganni infatti non erano rivolti dal lupo all’uomo. Ma all’improvviso anche la volpe precipitò nella buca e il lupo, prontamente, divorò l’animale impudente e insolente. Un topo combatteva una cruenta guerra contro una rana. La battaglia era immane e fu a lungo incerta. Un rapace nibbio vagava per il cielo vide da lontano il combattimento e, avido di cibo scese giù verso la preda. Il topo e la rana combattevano tra di loro con violento ardore, perciò le bestiole non si accorsero del nibbio, e il nibbio sbranò il topo e la rana