Tantalo volle mettere alla prova l'accortezza degli dèi. Dopo che li ebbe invitati ad un banchetto, uccise il proprio figlio Pelope, e lo servì. Soltanto Cerere, inconsapevole, mangiò un braccio, gli altri, invece, si resero contro del delitto, e restituirono la vita a Pelope. A Tantalo, invece, inflissero la punizione del gesto empio: lo gettarono nel Tartaro, e neppure lì smisero di tormentarlo con tutte le torture dell'animo e del corpo. Ancora oggi egli sta fermo in uno stagno, con l'acqua fino al mento, e tuttavia è sempre assetato: abbassa la testa, ma non può bere, perché l'acqua si ritira. È tormentato intensamente dalla fame: su di lui, sopra la testa, pendono frutti deliziosi, dolci pomi, bacche mature, e quando egli desidera mangiare questi, i rami vengono mossi dal vento e quelli si allontanano. Come anche, un grosso macigno pende sulla testa di lui, e perciò Tantalo teme sempre la morte.
Voluit Tantalus deorum prudentiam probare ...
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- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: LL 50 LEZIONI DI LATINO - versioni tradotte
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