Cesare, al fine di prendere da solo la decisione su cosa sembrasse opportuno che egli dovesse fare, si imbarcò sulla nave ed ordinò che tutta la flotta lo seguisse, senza che nessun nostro soldato fosse stato imbarcato, poiché, dato che si allontanava un po' troppo, non voleva lasciare indifese le fortificazioni. E dopo che si fu avvicinato a quel luogo che si chiama Chersoneso e che ebbe fatto sbarcare i rematori per fare provvista di acqua, parecchi di quel gruppo, poiché erano avanzati troppo lontano dalle navi per fare bottino, furono catturati dai cavalieri dei nemici. Da costoro vennero a sapere che Cesare in persona era arrivato all'interno della flotta, e che non aveva nessun soldato nelle navi. Dopo aver scoperto questa cosa credettero che la sorte aveva offerto loro una grande occasione di condurre con successo l'operazione. E così equipaggiarono di fanti di marina tutte le navi che avevano tenuto pronte alla navigazione e avanzarono contro Cesare che ritornava con la flotta. Egli, per due ragioni non voleva combattere quel giorno, sia perché non aveva nessun soldato all'interno delle navi, sia perché la cosa si verificava dopo l'ora decima del giorno: la notte infatti sembrava destinata a infondere maggiore fiducia in quelli che confidavano in una maggiore conoscenza dei luoghi. Per queste ragioni Cesare ritirò le navi che poté verso la terraferma, in un luogo nel quale riteneva che quelli non lo avrebbero seguito.
Caesar ut per se consilium caperet quid sibi faciendum esse videretur ...
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- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: MAIORUM LINGUA - versioni latino tradotte
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