Senatum frequentem celeriter, ut vidistis, coegi. Atque interea statim admonitu Allobrogum C. Sulpicium praetorem, fortem virum, misi, qui ex aedibus Cethegi, si quid o telorum esset, efferret; ex quibus ille maximum sicarum numerum et gladiorum extulit. Introduxi Volturcium sine Gallis; fidem publicam iussu senatus dedi; hortatus sum, ut ea, quae sciret sine timore indicaret. Tum ille dixit, cum vix se ex magno timore recreasset, a P. Lentulo se habere ad Catilinam mandata et litteras, ut servorum praesidio uteretur, ut ad urbem quam primum cum exercitu accederet; id autem eo consilio, ut, cum urbem ex omnibus partibus, quem ad modum discriptum distributumque erat, incendissent caedemque infinitam civium fecissent, praesto esset ille, qui et fugientis exciperet et se cum his urbanis ducibus coniungeret Introducti autem Galli ius iurandum sibi et litteras ab Lentulo, Cethego, Statilio ad suam gentem data esse dixerunt, atque ita sibi ab his et a L. Cassio esse praescriptum, ut equitatum in Italiam quam primum mitterent; pedestres sibi copias non defuturas

Perciò, come sapete, convocai d’urgenza il Senato. E, nel frattempo, per consiglio degli Allobrogi, incaricai immediatamente il Pretore C. Sulpicio, uomo valoroso, di portar fuori della casa di Cetego qualunque arma trovasse, ed egli portò via di là un numero considerevole di pugnali e di spade. Feci poi entrare Volturcio senza i Galli; con l’ autorizzazione del Senato, gli garantii l’immunità e lo invitai a dichiarare senza timore tutto ciò che sapeva. Allora egli, appena riavutosi da grande timore, dichiarò di aver ricevuto da Publio Lentulo istruzioni e lettere per Catilina, affinché si servisse delle forze degli schiavi e, con l’esercito, marciasse al più presto sulla città; col consiglio, poi, una volta che avessero incendiato la città nei vari suburbi così com’era stato stabilito e ripartito, e avessero fatto una grande strage di cittadini, egli catturasse anche i fuggiaschi e si riunisse con i suoi comandanti di città. Furono introdotti poi i Galli i quali, sotto giuramento, dichiararono che da parte di Lentulo, Cetego e Statilio erano state date delle lettere ai propri concittadini e da costoro e da L. Cassio era stato loro ordinato di inviare al più presto la cavalleria, perché essi non mancavano di fanteria;