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Sit igitur, iudices, sanctum apud vos, humanissimos homines, hoc poetae nomen, quod nulla umquam barbaria violavit. Saxa et solitudines voci repondent, bestiae saepe immanes cantu flectuntur atque consistunt: nos, instituti rebus optimis, non poetarum voce moveamur? Homerum Colophonii civem esse dicunt suum, Chii suum vindicant, Salaminii repetunt, Smyrnaei vero suum esse confirmant, itaque etiam delubrum eius in oppido dedicaverunt: permulti alii praeterea pugnant inter se atque contendunt. Ergo illi alienum, quia poeta fuit, post mortem etiam expetunt: nos hunc vivum, qui et voluntate et legibus noster est, repudiabimus? praesertim cum omne olim studium atque omne ingenium contulerit Archias ad populi Romani gloriam laudemque celebrandam
questa versione è divisa in 2 pezzi... ha 1 principale... ovvero "sacro è il profeta"... e ha 2 specie di sottotitoli: " la presenza di un dio" e "i romani si compiacciano di archia
Sia dunque sacro davanti a voi, o giudici, che meritate pienamente il nome di uomini, questo nome di poeta che nemmeno alcun popolo barbaro potè mai violare. Le pietre e i deserti rispondono alla parola della poesia, spesso le bestie feroci si piegano all'armonia del canto e si fermano e noi, educati nelle migliori discipline, non dovremmo lasciarci commuovere dalla voce dei poeti? Gli abitanti di Colofone dicono che Omero è loro concittadino, quelli di Chio lo rivendicano come proprio, quelli di Salamina lo reclamano, quelli di Smirne garantiscono che è uno di loro e gli dedicarono anche un santuario in città molti altri centri sono in lite per lui e se lo contendono.
Essi, dunque, per il solo fatto che fu poeta, reclamano anche dopo la morte uno straniero e noi dovremo rifiutare costui che è vivo e che ci appartiene per volontà e per legge, soprattutto se consideriamo che Archia un tempo dedicò tutto il suo studio e tutto il suo talento a esaltare e celebrare il popolo romano
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Nono anno post reges exactos, cum gener Tarquinii ut iniuram soceri vindicaret ingentem collegisset exercitum, Romae nova dignitas creata est, quae dictatura appellatur, maior quam consulatus. Eodem anno etiam magister equitum creatus est, qui dictatori oboediret. Dictator autem Romae primus fuit T. Larcius, magister equitum primus Sp. Cassius. Octavo decimo anno postquam reges eiecti erant expulsus ex urbe Q. Marcius, dux Romanus, qui Coriolos ceperat, Volscorum civitatem, ad ipsos Volscos contendit iratus et auxilia contra Romanos accepit. Romanos saepe vicit, usque ad quintum miliarium urbis accessit, oppugnaturus etiam patriam suam, legatis qui pacem petebant, repudiatis, nisi ad eum mater Veturia et uxor Volumnia ex urbe venissent, quarum fletu et deprecatione superatus removit exercitum
Durante il nono anno dapo la cacciata dei re, dato che il genero di Tarquinio aveva radunato un ingente esercito per vendicare l'oltraggio subito dal suocero, a Roma fu creata una nuova carica, che venne chiamata dittatura, di maggior rilievo del consolato.
Nello stesso anno fu eletto anche il comandante della cavalleria, che obbedisse al dittatore. Il primo dittatore di Roma fu Tito Larcio, mentre il primo comandante della cavalleria (fu) Spurio Cassio. del diciottesimo anno dopo che i re erano stati cacciati, dopo la cacciata dei re: Q. Marcio, condottiero romano che aveva espugnato Corioli, città volsca (fu) esiliato da Roma e riparò presso gli stessi Volsci, e fornì aiuto contro i Romani, (perché) rabbioso.
Sconfisse spesso i Romani, giunse fino alla quinta pietra miliare; con l'intenzione, addirittura avrebbe cinto d'assedio la propria città patria aveva rimandato indietro gli ambasciatori che chiedevano la pace se sua madre Veturia e sua moglie Volumnia non fossero giunte, da Roma, per lui a lui, verso di lui: (Marcio), vinto dalle loro lacrime e dai loro scongiuri, smobilitò l'esercito.
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Lucius Verus Antoninus, qui ex Hadriani voluntate Aelius appellatus est, neque inter bonos neque inter malos principes ponitur. Quem constat non inhorruisse vitiis, non abundasse virtutibus. Huic naturalis pater fuit Lucius Aelius Verus, qui ab Hadriano adoptatus primus Caesar est dictus et in eadem statione constitutus perit. Avi ac Proavi et item maiores plurimi consulares. Natus est Lucius Romae in praetura patris sui. Origo eius paterna pleraque ex Etruria fuit, materna ex Faventia. Hac prosapia genitus, patre ab Hadriano adoptato, in familiam Aeliam devenit mortuoque patre Caesare in Hadriani familia remansit.
Lucio Vero Antonino, che per volontà di Adriano fu chiamato Elio non è viene posto né tra gli imperatori buoni né tra quelli cattivi. Risulta evidente che egli non si cimentava nei vizi e non abbondava con le virtù. (dativo di possesso) : Ebbe come padre naturale Lucio Elio Vero che adottato da Adriano fu chiamato per la prima volta Cesare e posto (sepolto) nello stesso luogo morì. Avi o/e proavi (furono) ugualmente moltissimi antenati del console. Lucio nacque a Roma nella pretura di suo padre. La parte dell'origine paterna fu dell'Etruria, quella materna della Faenza. Nato da questa stirpe, poiché suo padre fu adottato da Adriano, giunse nella famiglia Elia e quando muorì suo padre Cesare restò nella famiglia di Adriano.
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Libertus tuus, cui suscensere te dixeras, venit ad me advolutusque pedibus meis tamquam tuis haesit. Flevit multum, multum rogavit, multum etiam tacuit, in summa fecit mihi fidem paenitentiae verae: credo emendatum quia deliquisse se sentit. Irasceris, scio, et irasceris merito, id quoque scio; sed tunc praecipua mansuetudinis laus, cum irae causa iustissima est. Amasti hominem et, spero, amabis: interim sufficit ut exorari te sinas.
Tuo Liberto, al quale avevi detto che tu eri adirato, venne da me e abbracciato ai miei piedi tanto quanto ai tuoi, si fermò. Pianse molto, chiese molto, tacque anche molto, insomma mi fece una dimostrazione di vera penitenza: credo che egli fosse migliorato perché si accorse di aver sbagliato. Ti arrabbi, lo so, ti arrabbi giustamente, so anche questo; ma ora grandissima lode della mansuetudine, quando la causa dell'ira è giustissima. Amasti l'uomo e, spero, lo amerai: nel frattempo è sufficiente che tu permetta di essere esortato
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Sacro è il poeta Cicerone Versione da Romanorum cultus
questa versione è divisa in 2 pezzi... ha 1 principale... ovvero "sacro è il poeta"...e ha 2 specie di sottotitoli: "la presenza di un dio" e "i romani si compiacciano di Archia