D'estate Tullia sta nella villa e, con Giulia e Cornelia, sue care amiche, gioca volentieri a palla e con le bambole, e passeggia nei boschi: infatti boschi ridenti circondano la villa. Un giorno le fanciulle vagavano felici sui sentieri e raccoglievano viole, quand'ecco che si vede svolazzare una grande aquila. Tutti i piccoli animali del bosco fuggono e si nascondono, poiché temono fortemente l'aquila. Infatti la veloce aquila scende improvvisamente e cattura una piccola colomba. Le fanciulle spaventate gridano e fuggono. Allora i contadini accorrono con i forconi, ma non riescono a catturare l'aquila: l'aquila infatti vola via veloce e fugge con la sua preda. Il ricordo della colomba sventurata e della crudele aquila resterà a lungo nell'animo delle fanciulle.
Aestate Tullia in villa est et cum ...
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- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: SERMO ET HUMANITAS - versioni latino tradotte
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