Origo feritatis ab ira est, quae ubi frequenti exercitatione et satietate in oblivionem clemen­tiae venit et omne foedus humanum eiecit animo, novissime in crudelitatem transit; ri­dent itaque gaudentque saevi et voluptate multa perfruuntur. Hannibalem aiunt dixisse, cum fossam sanguine humano plenam vidisset: «O formosum spectaculum!». Quid mirum (che c’è di strano) si hoc maxime spectaculo capĕris, innatus (portato per natura al) sanguini et ab infante caedibus admotus? Sequetur te fortuna secunda crudelitati tuae per viginti annos dabi­tque oculis tuis gratum ubique spectaculum: videbis istud et circa Trasumenum et circa Cannas et novissime circa Carthaginem tuam. Volesus nuper, sub divo Augusto proconsul Asiae, cum trecentos uno die secūri percussisset, incĭdens inter cadavera vultu superbo, quasi magnificum quiddam fecisset, proclamavit: «O rem regiam!». Quid hic rex fecisset? Haec non fuit ira sed maius malum et insanabile

La ferocia ha le radici nell'ira, che, quando con l'indefessa pratica e abuso si dimentica della clemenza ed espelle dall'animo ogni convenzione umana, da ultimo si converte in crudeltà; la gente crudele quindi se la ride e ci gode e sguazza nel piacere. Raccontano che Annibale dicesse, vedendo una fossa piena di sangue umano : "Che bello spettacolo!" Che c'è da meravigliarsi che tu sia attratto massimamente da tale spettacolo, tu, cresciuto nel sangue e rivolto alle uccisioni fin dall'infanzia? La sorte, propizia alla tua crudeltà, ti terrà dietro per vent'anni e concederà ovunque uno spettacolo gradito ai tuoi occhi: lo vedrai presso il Trasimeno, presso Canne e per ultimo attorno alla tua Cartagine. Voleso, non molto tempo fa, proconsole d'Asia sotto il divo Augusto, dopo aver fatto decapitare 300 persone in un sol giorno, procedendo tra i cadaveri con aria tronfia, proclamò, come se avesse fatto chissà quale azione ammirevole " 0 spettacolo degno di un re! " Cosa avrebbe fatto costui da re? Codesta non fu ira, ma un male ancora più grave ed incurabile