Atlantes solem exsecrantur et dum et oritur ut ipsis agrisque pestiferunt. Trogodytae, nullarum opum domini, strident magis quam loquuntur, specus subeunt alunturque serpentibus. Apud Garamantes nulli certa uxor est: ex his qui nascuntur tam confuso cOitu parentium incerti, pro suis Garamantes colunt quos formae similitudine agnoscunt. Augilae Manes tantum deos putant, per eos deierant, eos ut oRacula consulunt. Feminis eorum, nocte qua nubunt, cum plurimis concubuisse maximum decus est, in reliquum pudicitia insignis est. Nudi sunt Gamphasantes armorumque omNium ignari; nec vitare sciunt tela nec iacere, ideoque obvios fuGiunt, neque aut congressus aut colloquia patiuntur aliorum quam eorum quibus idem ingenii est. Blemyis capita absunt, vultus in pectore est. Satyris praeter effigiem nihil humani est

Gli Atlanti detestano il sole sia mentre sorge che mentre tramonta come (fosse) dannoso a se stessi e ai campi. I Trogloditi, proprietari di niente, sibilano più che parlare, abitano grotte e si nutrono di serpenti. Presso i Garamanti nessuno ha una moglie fìssa: di quelli che nascono da un così mescolato accoppiamento di genitori, i Germanti allevano come propri quelli che riconoscono per somiglianza dell'aspetto. Gli Augili credono solo negli dei Mani, giurano solennemente su di loro, li consultano come oracoli. Per le loro donne, nella notte in cui si sposano, è sommo l'onore dopo aver giaciuto con moltissimi, per il resto la pudicizia è ragguardevole. I Gamfasanti sono nudi e ignari di tutte le armi; non sanno né schivare né lanciare dardi, per questo motivo fuggono al contrario, e non permettono incontri o colloqui di altri tranne per chi ha la loro stessa natura. Ai Blemmi mancano le teste, il volto è sul petto. I Satiri, eccetto l'aspetto, non hanno niente di umano.