LA FELICITà DI UN CALZOLAIO NELL'ADE
VERSIONE DI GRECO di Luciano
TRADUZIONE dal libro Il nuovo i greci e noi
TRADUZIONE
Io poiché non ho nessun' aspettativa nella vita, né campo, né abitazione, né denaro, né attrezzi, né gloria, né desideri, io ero onorevolmente senza pretese e poiché soltanto Atropo mi dece cenno, io contento avendo gettato via il trincetto e il cuoio (io avevo un solo calzare nelle mani) alzandomi subito scalzo senza essermi lavato la tinta nera la seguivo: la seguivo guardando soprattutto avanti. Infatti né nulla mi faceva girare indietro né mi richiamava. E, certo per Zeus, vedo tutte belle cose tra i morti: infatti mi sembra straordinario che ci fosse una totale uguaglianza per tutti e che nessuno fosse diverso dal vicino. Io credo che non vengano reclamati necessità ai debitori né debiti. Soprattutto non si ha freddo d'inverno, né ci si ammala, né si è percossi dai più potenti.
Traduzione numero 2
Io, non avendo nulla come aspettativa nella vita, non un campo, non una dimora, non oro, non arnesi, non fama, non immagini, ero verosimilmente senza pesi, e poiché solo Atropo mi fece un cenno, dopo aver gettato via contento il trincetto e il cuoio (infatti, avevo una scarpetta nelle due mani( - balzato subito scalzo e non avendo lavato la tinta nera (la) seguii: anzi la precedevo guardando davanti. Infatti, nulla mi faceva rivolgere alle cose di dietro e mi richiamava, Per Giove! io vedo che tra voi le cose sono belle: infatti, l’esser tutti uguali, e che nessunos ia differente da un altro, mi sembra dunque piacevolissimo. E ritengo che qui coloro che sono debitori non vengono perseguitati per debiti, e non pagano imposte, e il meglio è che non si sente freddo, non ci si ammala, non si è battuti dai prepotenti.